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| 26 dic 2024 | 12:51

Svastiche in centro su muri e monumenti. Presi i responsabili del vergognoso atto di Brescia: sono due giovani di 26 e 24 anni. "Eravamo ubriachi, non siamo antisemiti"

"Mi aspetto che tutte le forze politiche che siedono in Consiglio comunale prendano le distanze, in modo netto, da questi atti inaccettabili. Brescia è, e continuerà ad essere, libera, antifascista e democratica" aveva scritto la sindaca Laura Castelletti. E, invece, all'interno del consiglio c'è anche chi ha scelto di non firmare l'ordine del giorno, il consigliere di Fratelli d'Italia Carlo Andreoli. Il centro sinistra ha definito "vergognoso" il suo atteggiamento, chiedendo le dimissioni

Svastiche in centro su muri e monumenti

BRESCIA. Nessun rigurgito di stampo neonazista (fortunatamente), ma un atto vergognoso e inqualificabile compiuto da due giovani ubriachi.

 

In pochi giorni la Dda della Procura di Brescia, grazie all'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, è riuscita a risalire agli autori del terribile gesto che ha inorridito l'Italia intera: nella notte tra il 17 e il 18 dicembre erano state disegnate numerose svastiche in pieno centro a Brescia, sul basamento della statua "Bella Italia" in piazza della Loggia, sul muro del liceo delle Scienze Umane "Veronica Gambara" e su di una fontana situata anch'essa in pieno centro storico.

 

Ebbene, i responsabili sono due ragazzi, uno dei quali di origine pachistana, di 26 e 24 anni "ritenuti responsabili dei reati di imbrattamento, in quanto commesso su beni pubblici e beni culturale e perché connotato dalle finalità di discriminazione razziale e per aver diffuso idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale", come si legge nella nota diffusa dalla Questura di Brescia.

 

Ad eseguire materialmente l'imbrattamento, effettuato con una bomboletta spray di colore nero, è stato il 24enne, affiancato dall'altro ragazzo di 26 anni e da un terzo giovane, non ancora identificato. I due giovani, le cui abitazioni sono state perquisite, hanno ammesso davanti agli inquirenti le proprie responsabilità, dichiarando di aver agito sotto i fumi dell'alcool e di essere estranei a qualsiasi movimento politico e negando ogni matrice antisemita.

 

Subito dopo l'accaduto, la sindaca di Brescia Laura Castelletti aveva duramente condannato l'episodio scrivendo che "le svastiche che hanno imbrattato il monumento della Bella Italia e il muro del liceo Gambara in via Trieste sono un palese affronto all’anima democratica e inclusiva della nostra città. Non ci faremo condizionare da chi, con azioni becere, pensa di intimidire le istituzioni e i cittadini, seminando paura e odio. Non arretreremo, continueremo a promuovere e difendere i valori democratici nei quali ci riconosciamo. Siamo medaglia d’argento alla Resistenza, siamo stati feriti dalla strage neofascista di piazza Loggia, questi estremisti non troveranno terreno fertile nella nostra città. Mi aspetto che tutte le forze politiche che siedono in Consiglio comunale prendano le distanze, in modo netto, da questi atti inaccettabili. Brescia è, e continuerà ad essere, libera, antifascista e democratica".

 

E, invece, all'interno del Consiglio comunale della Leonessa c'era stato anche chi ha deciso di non firmare l'ordine del giorno che, oltre a condannare gli inquietanti simboli apparsi su muri e monumenti, censurava ogni richiamo all'ideologia fascista e nazista, impegnando il consiglio a riconoscersi in maniera unanime nei valori dell'antifascismo. Il consigliere di Fratelli d'Italia Carlo Andreoli, assente giustificato, aveva però rivendicato la propria scelta di non firmare l'Odg sostenendo di "non voler prendere ordini da questa sinistra abituata a strumentalizzare i ricordi più dolorosi di Brescia, pronta a riempirsi la bocca con la parola 'Libertà'".

 

La reazione della maggioranza è stata durissima: l'atteggiamento è stato definito "vergognoso" e sono state chieste le dimissioni del consigliere Andreoli. Il resto del centrodestra ha invece ribadito la propria appartenenza ai valori della Resistenza e la preoccupazione per i recenti atti degli estremisti.

 

 

I gruppi di estrema destra hanno, invece, diramato un comunicato stampa nel quale affermano - addirittura - che "è legittimo chiedersi se il responsabile, il cittadino pachistano, possa avere legami con gli ambienti gravitanti attorno alla sinistra locale".

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