Decapitano la testa di una statua del presepe comunale: è caccia ai responsabili dell'orrendo gesto. I due avevano il volto parzialmente coperto
Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre due vandali si sono introdotti nel presepe comunale di Piazza dell'Unità a Trieste e hanno decapitato la statua di un pastorello: è l'ennesimo episodio di vandalismo che ormai regolarmente si verifica nella città e nella regione durante il periodo natalizio

TRIESTE: E' ancora in attesa di essere ricollocata la statua del pastore del presepe di Piazza dell'Unità a Trieste che, dalla mattina di sabato 6 dicembre, si presenta con la testa mozzata a seguito di un atto vandalico avvenuto nella notte. Con il ponte dell'Immacolata sarà pertanto necessario attendere i prossimi giorni.
Secondo la ricostruzione, possibile grazie alla presenza di una fitta rete di telecamere installate nell'area che hanno ripreso buona parte della scena, due individui si sono introdotti all'interno del presepe di fronte al palazzo del Municipio in probabile stato di alterazione alcolica e con atteggiamento canzonatorio, scavalcando il recinto e iniziando a sbeffeggiare i protagonisti del presepe con selfie, pose irriverenti e "grasse" risate.
Al culmine del delirio uno dei due sarebbe inciampato facendo rovinosamente cadere a terra la statua del pastorello che si sarebbe spaccata all'altezza del collo, di fatto decapitandola.
La Polizia Locale è al lavoro in queste ore e sta analizzando le immagini acquisite, per risalire all'identificazione dei due uomini. L'operazione risulta particolarmente complessa in quanto i due vandali hanno il volto parzialmente coperto. La testa del pastorello è stata poi infilata sul bastone di un'altra statua, in segno di spregio.
Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha immediatamente fatto rimuovere la statua, trasportata nel palazzo del Comune dove nel giro di pochi giorni dovrebbe essere riparata.
Una bravata compiuta in pieno centro nella stessa notte in cui, come da tradizione, anche a Trieste, San Nicolò distribuisce i regali ai bambini. L'orrendo gesto ha inevitabilmente suscitato clamore e indignazione non solo nei residenti, ma anche da parte dei molti turisti che in questi giorni di festa e bel tempo affollano il centro cittadino.
Sulle prime, alla luce dell'increscioso avvenimento, si era temuto che si trattasse dell'ennesimo atto vandalico di matrice religiosa. Negli ultimi anni infatti si sono registrati, a Trieste e nel resto della regione, diversi episodi di danneggiamento ai simboli della cristianità proprio durante le festività natalizie.
Come ad Aquileia nei primi giorni del 2020, quando le statuine del presepe di Aquileia, opera in legno figlia del lavoro di associazioni e cittadini, vennero devastate dai vandali: la statua del bambino venne perfino gettata in una fontana. Nel 2022 venne addirittura bruciato il presepe situato in località Borgo San Rocco a Gorizia e clamoroso fu l'episodio della statua del bambin Gesù mandata in frantumi a Monfalcone nella notte di capodanno del 2024.












