"Il prezioso affresco settecentesco è abbandonato al degrado e dimenticato dalle istituzioni: attendiamo un restauro da almeno 20 anni, ora rischiamo di perderlo"
Il grido d'allarme della sezione trentina di Italia Nostra: "Il prezioso manufatto artistico è lasciato clamorosamente deperire proprio dall'Ente pubblico, che dovrebbe essere responsabile e garante della tutela del patrimonio storico-artistico"

TRENTO. Non è il primo grido d'allarme, ma rischia di essere l'ultimo: la sezione trentina di Italia Nostra tramite le parole della sua presidente Manuela Baldracchi è tornata ad affrontare la questione, a loro dire troppo volte ignorata, dell'affresco settecentesco sulla facciata del complesso "ex questura" che insiste su via San Marco.
"Il prezioso manufatto artistico - scrive Italia Nostra - lasciato clamorosamente deperire proprio dall'Ente pubblico, che dovrebbe essere responsabile e garante della tutela del patrimonio storico-artistico, sia pubblico che privato".
L’affresco riporta l’immagine della Madonna dell’Aiuto che veglia sulla città di Trento: si tratta dell’unico affresco sull’esterno di un edificio che mostrasse la città con la sua cinta muraria e le emergenze architettoniche del duomo, dei campanili e delle torri. Documento prezioso della nostra storia, ben documentato in una foto del 1899-1911 di Lorenzo Rosetti, che però non è stato oggetto di cura e di interventi conservativi
Come detto Italia Nostra ha sollevato la questione già nel luglio 2023, con la richiesta di un intervento immediato all'allora assessore alla cultura Bisesti. "Poi, a fronte di un assurdo immobilismo - si legge - si è fatta promotrice di sollecitazioni e incontri diretti con la dirigenza della Soprintendenza ai beni e attività culturali di Trento, che in data 7 febbraio 2026 comunicava di aver condotto una campagna di documentazione e di verifiche preliminari e l'intenzione di attendere il rifacimento del tetto dell'edificio prima di affrontare il restauro dell'affresco".
Una risposta che però non ha soddisfatto l'associazione: "Ci troviamo nella necessità di esprimere la nostra perdurante preoccupazione. Siamo pertanto a sottolineare nuovamente il carattere di urgenza dell'intervento di restauro - scrivevano già qualche mese fa -, dovuto all'estrema precarietà dei resti della superficie dipinta. Ritenendo che l'ulteriore differimento dell'intervento possa comportare anche la perdita totale del pregiato manufatto, proponiamo, e sollecitiamo con forza, l'individuazione di un percorso più snello che preveda la messa in pristino, anche provvisoria, dello sporto di gronda e della zona subito retrostante, al fine di poter procedere celermente al restauro dell'affresco, che ormai è atteso da più di vent'anni".
L'unico risultato, scrive Italia Nostra, è "l'accettazione della richiesta di sollecitare un inserimento del restauro nella lista dei prossimi lavori da mettere in esecuzione". Per l'associazione, troppo poco.













