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FVG
13 ottobre | 17:47

“Non è solo per l'ambiente, qui si cancella la nostra memoria, i nostri ricordi d'infanzia. Sono alberi con più di 60 anni”, via i pini per fare nuovi parcheggi per turisti: la protesta

La ripresa degli abbattimenti era stata programmata subito dopo alla manifestazione della Barcolana di domenica scorsa, ma in concomitanza con il presidio fino a qui le motoseghe non sono ancora tornate in azione. Giovedì ci sarà un incontro in Regione con le associazioni che stabilirà il verdetto per il destino degli alberi di Grignano.

“Non è solo per l'ambiente, qui si cancella la nostra memoria, i nostri ricordi d'infanzia

TRIESTE. Obiettivo: scongiurare l'abbattimento degli ultimi pini storici ancora superstiti lungo la sponda meridionale della baia di Grignano. In azione, i cittadini, residenti, esponenti della civica Adesso Trieste, Legambiente e il comitato “Riva Massimiliano e Carlotta”, che questa mattina si sono opposti al piano che Regione e Comune stanno applicando, già da alcuni anni, che prevede l'eliminazione progressiva di tutta la nutrita schiera di grandi alberi che punteggiavano la costa, per lasciare il campo a un grande parcheggio.

 

Ma sebbene la prima metà dei lavori sia stata terminata a inizio 2025, con la parte più a nord della baia già “ripulita” dagli alberi e nella quale trova ora spazio un grande parcheggio, fino ad ora le motoseghe non hanno ancora intaccato la sponda più meridionale della caletta, divisa dalla controparte dalla strada, e dove campeggia ancora una fila di dodici pini superstiti, oltre ad alcuni altri laterali. Secondo la tabella di marcia già fissata dall'assessora regionale alle infrastrutture e territorio Cristina Amirante, i lavori sarebbero dovuti ripartire non appena terminata la kermesse della Barcolana di domenica scorsa, ma in concomitanza con il presidio per adesso i nuovi abbattimenti non sono stati ancora avviati.

 


 

“Noi siamo qui per far sentire la nostra voce per via di un progetto che non vogliamo – esordisce un residente interpellato da Il Dolomiti -, salvare questi alberi non è solo una questione ambientale, per noi significa preservare la nostra memoria, i nostri ricordi d'infanzia e delle tante estati che abbiamo passato qui a Grignano. Oltretutto sono alberi che hanno più di sessant'anni, sono un patrimonio”. D'altronde le finalità dell'ampliamento della disponibilità di posti auto a scapito delle alberature appaiono chiare, anche considerando l'afflusso turistico sempre crescente di anno in anno che sta interessando la città. Il rischio che tuttavia incombe sull'operazione è legato al relegare la baia di Grignano a tutti gli effetti ad una sorta di “depandance” dell'attiguo parco che circonda il castello di Miramare e poco altro, nella logica ormai consolidata che vede i grandi centri attrattivi catalizzare ogni incentivo, prevaricando, e col tempo annullando, le singole specificità paesaggistiche delle località circostanti meno rilevanti dal punto di vista turistico e degli introiti

 

“Stiamo perdendo di vista il valore della bellezza – ha aggiunto Gertrud Prugger, esponente del gruppo “Riva Massimiliano e Carlotta” -, un paesaggio che esprime bellezza come quello offerto da una riviera verde, si riflette anche sulla salute delle persone, non soltanto per il discorso delle isole di calore ma in un senso di benessere più ampio. Quindi mi chiedo, è giusto che sia questa bellezza a pagare il prezzo più alto? Il piazzale andava sistemato, ma si doveva trovare una soluzione per la quale fossero le automobili ad adattarsi al paesaggio e, di conseguenza, agli alberi, non il contrario”. Di non secondaria importanza è l'aspetto sollevato da Legambiente, secondo cui i lavori di riqualificazione non tengono conto dell'inquadramento dei pini storici, che si pongono in diretta continuità con gli alberi dello stesso parco di Miramare che invece si sostiene di voler continuare a tutelare, come ha dichiarato Renato La Rosa, vicepresidente del Circolo Legambiente di Trieste.

 

“Non siamo rassegnati e speriamo che il buon senso alla fine prevalga – riferisce l'ambientalista -, tra pochi giorni avremo un incontro con il responsabile del procedimento della Regione e ribadiremo le nostre richieste. Anche perché la notizia di questi abbattimenti era arrivata come una doccia fredda. Infatti il piano originale di fattibilità prevedeva in questa parte meridionale solamente il rifacimento della pavimentazione che doveva comprendere una passeggiata pedonale e preservava gli alberi. Le cose sono bruscamente cambiate con l'arrivo di una variante sul progetto che prevede l'abbattimento di tutti gli alberi. Per questo abbiamo contestato il procedimento con un esposto alla Procura, perché questo stravolgimento dei piani non può essere giustificato da una semplice variante perché snatura l'intero progetto, doveva essere indetta una nuova gara d'appalto. Ora noi non molliamo e continueremo a seguire gli sviluppi”. L'atto decisivo della vicenda è quindi spostato al prossimo giovedì 15 ottobre, data in cui i referenti di Legambiente e del comitato Riva Massimiliano e Carlotta sono stati convocati dal dipartimento della direzione infrastrutture e territorio della Regione per illustrare il procedimento definitivo riguardo al destino degli storici pini di Grignano.

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