La malga rimane senz'acqua e scatta lo stato di emergenza: “Usiamo stoviglie in plastica per risparmiare sulla lavastoviglie”
Il comune di Pontebba sta provvedendo al rifornimento straordinario con dei serbatoi d'acqua che vengono portati fino alla struttura e travasati nelle cisterne, ma la situazione rimane complicata anche a causa della scarsità di piogge, perlopiù saltuarie e di breve durata, che non riescono a risanare le riserve di approvvigionamento

PONTEBBA (UDINE). Nonostante in questi giorni si siano verificate delle turbolenze con piogge anche localmente forti in Friuli Venezia Giulia, nel quadro complessivo regionale continua a persistere l'emergenza legata alla siccità, in vari punti del territorio.
L'ultimo allarme in tal senso è giunto negli scorsi giorni dalla Malga-agriturismo Glazzat, una malga che si erge a oltre 1.300 metri di quota nel comune di Pontebba a ridosso delle Alpi Carniche, che si trova a fare i conti ormai da alcune settimane con una scarsità d'acqua tale da aver indotto il sindaco di Pontebba, Ivan Buzzi, a diramare lo stato di emergenza idrica, notifica poi diffusa dalla Protezione civile.
“Anche negli anni scorsi abbiamo dovuto affrontare dei periodi di carenza d'acqua – spiega a Il Dolomiti Anna Pascoli, gestrice della Malga Glazzat -, ma quasi sempre a causa delle perdite, quest'anno il problema è maggiore. Vicino alla malga abbiamo un corso d'acqua dal quale normalmente attingiamo l'acqua, ma in questo momento è notevolmente ridotto e porta poca acqua perché da queste parti non sta piovendo da molto tempo in modo sufficiente, e quando piove lo fa per un'oretta ma non basta. Abbiamo inoltre due cisterne di raccolta ma anche quelle stanno calando e adesso il livello è di appena mezzo metro da terra. Può accadere che si riempiano un po' di notte ma abbiamo diverse attività tra il caseificio, l'agriturismo, la mungitura e gli animali per via delle quali di acqua ne consumiamo abbastanza. Oltre a ciò – prosegue -, l'impianto è piuttosto vecchio e ogni tanto troviamo delle perdite che comportano ulteriore dispendio”.
A seguito della grave crisi idrica, infatti, il comune di Pontebba ha predisposto un rifornimento straordinario di acqua alla Malga Glazzat, che è stato affidato ai mezzi della Protezione civile e dei vigili del fuoco di Moggio Udinese già lo scorso 17 luglio, che hanno trasportato a più riprese l'acqua in appositi serbatoi che sono stati poi travasati all'interno degli accumuli della malga.

Ma nel frattempo l'emergenza continua e i gestori della struttura hanno messo in pratica delle misure volte a ridurre al minimo i consumi.
“Ai clienti che intendono passare qui la notte chiediamo di portarsi dietro le lenzuola da casa – racconta la gestrice -, così da non dover lavare qui. Già da circa un mese stiamo cercando di risparmiare sulla lavatrice. Devo dire che fortunatamente l'appello è stato ben accolto e tutti normalmente si portano appresso lenzuola oppure sacco a pelo. Per la gran parte nella nostra zona è un tipo di turismo per il quale le persone vengono in giornata, quindi se qualcuno manifestasse urgentemente la necessità di lavarsi qui concediamo una doccia molto veloce e raccomandando di stare attenti. Nei giorni scorsi abbiamo aggiustato una perdita ma la situazione nel complesso è ancora difficile, tanto che ieri abbiamo servito i pasti accompagnati da stoviglie di plastica, sempre per risparmiare sul consumo d'acqua delle lavastoviglie, che invece non può essere lesinata sulla pulizia e sul formaggio che sono attività che dobbiamo svolgere”.
La Protezione civile ha infine reso noto che altri interventi di supporto e rifornimento idrico alla Malga Glazzat verranno ripetuti anche nelle prossime settimane e fino al superamento dell'emergenza, per salvaguardare l'attività produttiva e la continuità del lavoro della struttura. Sono diverse le malghe che in Friuli Venezia Giulia stanno riscontrando problemi di approvvigionamento idrico, ad ulteriore conferma di come la siccità continui a interessare ampie porzioni del territorio regionale.















