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FVG
27 luglio | 12:58

La malga rimane senz'acqua e scatta lo stato di emergenza: “Usiamo stoviglie in plastica per risparmiare sulla lavastoviglie”

Il comune di Pontebba sta provvedendo al rifornimento straordinario con dei serbatoi d'acqua che vengono portati fino alla struttura e travasati nelle cisterne, ma la situazione rimane complicata anche a causa della scarsità di piogge, perlopiù saltuarie e di breve durata, che non riescono a risanare le riserve di approvvigionamento

La malga rimane senz'acqua e scatta lo stato di emergenza: “Usiamo stoviglie in plastica per risparmiare sulla lavastoviglie”

PONTEBBA (UDINE). Nonostante in questi giorni si siano verificate delle turbolenze con piogge anche localmente forti in Friuli Venezia Giulia, nel quadro complessivo regionale continua a persistere l'emergenza legata alla siccità, in vari punti del territorio. 

 

L'ultimo allarme in tal senso è giunto negli scorsi giorni dalla Malga-agriturismo Glazzat, una malga che si erge a oltre 1.300 metri di quota nel comune di Pontebba a ridosso delle Alpi Carniche, che si trova a fare i conti ormai da alcune settimane con una scarsità d'acqua tale da aver indotto il sindaco di Pontebba, Ivan Buzzi, a diramare lo stato di emergenza idrica, notifica poi diffusa dalla Protezione civile. 

 

Anche negli anni scorsi abbiamo dovuto affrontare dei periodi di carenza d'acqua – spiega a Il Dolomiti Anna Pascoli, gestrice della Malga Glazzat -, ma quasi sempre a causa delle perdite, quest'anno il problema è maggiore. Vicino alla malga abbiamo un corso d'acqua dal quale normalmente attingiamo l'acqua, ma in questo momento è notevolmente ridotto e porta poca acqua perché da queste parti non sta piovendo da molto tempo in modo sufficiente, e quando piove lo fa per un'oretta ma non basta. Abbiamo inoltre due cisterne di raccolta ma anche quelle stanno calando e adesso il livello è di appena mezzo metro da terra. Può accadere che si riempiano un po' di notte ma abbiamo diverse attività tra il caseificio, l'agriturismo, la mungitura e gli animali per via delle quali di acqua ne consumiamo abbastanza. Oltre a ciò – prosegue -, l'impianto è piuttosto vecchio e ogni tanto troviamo delle perdite che comportano ulteriore dispendio”.

 

A seguito della grave crisi idrica, infatti, il comune di Pontebba ha predisposto un rifornimento straordinario di acqua alla Malga Glazzat, che è stato affidato ai mezzi della Protezione civile e dei vigili del fuoco di Moggio Udinese già lo scorso 17 luglio, che hanno trasportato a più riprese l'acqua in appositi serbatoi che sono stati poi travasati all'interno degli accumuli della malga. 


Ma nel frattempo l'emergenza continua e i gestori della struttura hanno messo in pratica delle misure volte a ridurre al minimo i consumi. 

 

“Ai clienti che intendono passare qui la notte chiediamo di portarsi dietro le lenzuola da casa – racconta la gestrice -, così da non dover lavare qui. Già da circa un mese stiamo cercando di risparmiare sulla lavatrice. Devo dire che fortunatamente l'appello è stato ben accolto e tutti normalmente si portano appresso lenzuola oppure sacco a pelo. Per la gran parte nella nostra zona è un tipo di turismo per il quale le persone vengono in giornata, quindi se qualcuno manifestasse urgentemente la necessità di lavarsi qui concediamo una doccia molto veloce e raccomandando di stare attenti. Nei giorni scorsi abbiamo aggiustato una perdita ma la situazione nel complesso è ancora difficile, tanto che ieri abbiamo servito i pasti accompagnati da stoviglie di plastica, sempre per risparmiare sul consumo d'acqua delle lavastoviglie, che invece non può essere lesinata sulla pulizia e sul formaggio che sono attività che dobbiamo svolgere”.

 

La Protezione civile ha infine reso noto che altri interventi di supporto e rifornimento idrico alla Malga Glazzat verranno ripetuti anche nelle prossime settimane e fino al superamento dell'emergenza, per salvaguardare l'attività produttiva e la continuità del lavoro della struttura. Sono diverse le malghe che in Friuli Venezia Giulia stanno riscontrando problemi di approvvigionamento idrico, ad ulteriore conferma di come la siccità continui a interessare ampie porzioni del territorio regionale.


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