Acque torbide e puzza (FOTO), il torrente che attraversa il parco nel centro città ammorba la popolazione e scattano le segnalazioni. Il sindaco: "Tra le cause caldo e siccità"
Il problema riguarda il tratto del torrente Corno che passa nel parco della Valletta, in pieno centro cittadino. Un'area che dopo diverse peripezie era stata sottoposta ad un grande intervento di recupero e restituita alla cittadinanza meno di un anno fa

GORIZIA. Acque torbide, marcescenze e cattivi odori sono tornati a interessare il torrente Corno, che attraversa il parco della Valletta nel centro di Gorizia e che per questa ragione sta causando nuovamente non pochi fastidi alla cittadinanza, che in questi giorni riversa anche sui social il proprio disagio con decine di segnalazioni che si riferiscono allo spiacevole olezzo proveniente dall'alveo del torrente.
In quest'ambito, Il Dolomiti ha interpellato il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, il quale predica calma, e rassicura di stare già provvedendo alla risoluzione dell'annoso problema, in un'area, quella del parco della Valletta, che è stata restaurata e restituita alla città esattamente un anno fa, a seguito di un'imponente riqualificazione.

“E' bene premettere innanzitutto che l'area è stata già interessata da un importante recupero transfrontaliero – esordisce il sindaco -, che è costato 16 milioni di euro su base d'asta e riguardava tutto l'intervento sul torrente sin dai 170 metri oltre confine, in Slovenia, dove il torrente nasce. Lì è stato predisposto un enorme 'bruco' sotterraneo alto due metri in grado di perforare la terra, catturare l'acqua del torrente Corno e da lì attraversare mezza città per arrivare in Valletta, per cui una parte importante dei costi non derivano solo dai lavori nel parco stesso ma anche da quelli svolti lungo tutto il torrente. E' vero, lo sgradevole problema legato ai cattivi odori si era già presentato in passato, ma la prossima settimana abbiamo un incontro con l'ente responsabile del torrente Corno, Irisacqua, sul quale ricade questa competenza, consapevoli del fatto che i costi saranno importanti”.

Ciò che invece rimane da chiarire è l'origine del putridume che causa l'intorpidimento dell'acqua del Corno, e i conseguenti afflati maleodoranti, ma su questo tema Ziberna è sicuro, e questi fattori non sarebbero riconducibili ad attività antropiche inquinanti.

"In questo periodo le criticità del torrente si avvertono di più perché manca acqua – spiega il primo cittadino -, e questo favorisce la fuoriuscita di cattivi odori. Si pensava inizialmente che questi disagi fossero causati da innesti o scarichi che potevano giungere da qualche privato da parte slovena o da parte italiana, che avrebbero potuto avere delle condotte magari vecchie di svariate decine di anni e che scaricassero liquami nel Corno in modo più o meno consapevole. Ma a suo tempo abbiamo scandagliato il corso del torrente metro per metro ma non sono risultati innesti di nessun tipo, il problema semmai – conclude – potrebbe essere dovuto al fatto che questi liquami vengono catturati dalle strutture di drenaggio che servono in caso di acque eccessive per prevenire gli allagamenti, unitamente alla già citata carenza di acqua e al caldo torrido che in passato non si sono verificati con questa intensità e che favoriscono la stagnazione”.
Nonostante quindi lo stato delle acque maleodoranti sia da ricondursi verosimilmente a cause naturali, il sindaco rende nota la volontà di agire tempestivamente vista anche l'importanza del parco della Valletta e del torrente Corno che si sviluppano nel cuore di Gorizia. Nel frattempo nei gruppi Facebook, molti utenti si dimostrano spazientiti, arrivando ad auspicare analisi delle acque e perfino la tombatura del corso d'acqua












