Contenuto sponsorizzato
FVG
19 marzo | 06:49

Lo stagno sta morendo (FOTO): "Perderlo sarebbe un grave danno ambientale". Ma il Comune non ha i soldi: "50 mila euro di intervento? Dovrebbe pensarci la Regione"

Abbeveratoi per animali ieri, zone umide custodi di biodiversità oggi. Come la morte dello stagno di Gropada rappresenta un monito del deterioramento ambientale del Carso triestino

TRIESTE. C'è grande rammarico a Trieste a causa di uno stagno caratteristico nei dintorni della città, che negli ultimi anni appare ormai abbandonato a sé stesso e completamente asciutto.

 

Si tratta dello stagno di Gropada, frazione del comune di Trieste, sul Carso, a pochi passi dalla città. Un luogo che appare deserto e silenzioso, proprio nel periodo dell'anno che dovrebbe essere dominato dal canto degli uccelli e delle rane, là dove ora si vedono soltanto pietre e spazzatura.

 

Una situazione avvilente tanto per gli avventori che giungono nel paese, magari per una camminata, quanto per i residenti, che assistono inermi al progressivo scomparire dello stagno, un elemento simbolico e caratteristico del paesaggio dell'altipiano, dall'intrinseco valore storico oltre che naturalistico.


“Siamo molto amareggiati – dicono dall'apicoltura del paese di Miloš Križmančič - Una volta questi stagni avevano una funzione, servivano ai contadini e agli allevatori, oggi a parte a noi del paese non interessano più a nessuno”. Intanto le foto che testimoniano la desolazione che attraversa lo stagno di Gropada, allo stato attuale ridotto a una conca secca, sono finite sul gruppo Facebook “Misteri e Meraviglie del Carso”, suscitando indignazione e sconforto tra i numerosi commenti.

 

Per comprendere le ragioni del degrado dello stagno di Gropada, Il Dolomiti ha interpellato l'assessore alle politiche del territorio del comune di Trieste Michele Babuder, che ha commentato la vicenda con una nota di amarezza, dovuta ad una situazione che al momento appare, sotto diversi aspetti, bloccata. “Lo stagno di Gropada rientra in proprietà del comune di Trieste – afferma Babuder – sebbene non di mero verde pubblico. E' stato fatto un sopralluogo mesi addietro, si tratterebbe di programmare un futuro intervento di impermeabilizzazione del fondo, che ad oggi non tiene più. I costi potrebbero ammontare a oltre 50 mila euro, ma attualmente non rientrano nelle disponibilità del Comune. In quanto a priorità – prosegue l'assessore - pur riconoscendone la valenza, penso potrebbe essere anzitutto la Regione a tutelare e valorizzare ambienti di pregio che rischiano di essere perduti, anche in relazione ai cambiamenti climatici”.


Ecco quindi che lo stagno di Gropada rischia di diventare una sorta di patata bollente da maneggiare con cautela, il rischio è tuttavia quello di perdere di vista l'importanza di questi siti per il territorio, non solo dal punto di vista prettamente ecologico.

 

Gli stagni del Carso che si trovano fuori dai piccoli abitati, sono quasi tutti di matrice artificiale, questo a causa della permeabilità del suolo carsico che, per definizione, non consente di trattenere riserve d'acqua in superficie. In origine erano abbeveratoi, oppure cisterne di raccolta per bagnare la poca agricoltura possibile, opere che ci ricordano un'epoca non lontana, quando l'acqua in Carso scarseggiava e quella piovana era centrale nella vita della comunità.

 

Luoghi che oggi hanno cambiato la loro funzione diventando un patrimonio storico e didattico, si pensi allo stagno della vicina località di Banne, ripristinato pochi anni fa con il contributo degli alunni della scuola che sorge nelle vicinanze, ma anche scientifica, legata alla conservazione dell'ambiente di tutta la provincia di Trieste. Perché anche se sono stagni artificiali e in un'ottica di ripristino del paesaggio naturale originale non troverebbero spazio, la realtà è che a causa dell'ampliarsi della città, con particolare riferimento alle periferie di campagna fagocitate dall'avanzata inesorabile dei contesti edilizi in particolare negli ultimi 60-70 anni, molti animali e piante indispensabili per la sostenibilità dell'ambiente non trovano più spazio dove lo trovavano prima, uno spazio che potrebbe essere rappresentato almeno in parte proprio dalle zone umide che si trovano più a monte, sul Carso.


Dello stesso avviso è anche il naturalista Sergio Dolce, già direttore del museo di storia naturale di Trieste, da molti anni attivo anche nel recupero e nella valorizzazione di questi importanti specchi d'acqua, che, raggiunto da Il Dolomiti ha dichiarato: “Stagni come quello di Gropada sono importanti perché sono gli unici ambienti nel Carso dove possono riprodursi e prosperare anfibi e rettili acquatici, il cui decremento corrisponderebbe a un danno ambientale essendo che si tratta di equilibratori naturali. Tanto è vero che negli anni '90, durante i lavori di realizzazione degli impianti sportivi e della piscina sotto al muro di via Locchi a Trieste, come Museo e comune siamo intervenuti, perché in quell'area c'era una sorgente che ospitava una grande colonia di rospo smeraldino, piuttosto raro in Italia, che altrimenti sarebbe andata persa assieme alla distruzione dell'habitat. Abbiamo raccolto e spostato una grande quantità di questi anfibi e immessi nel laghetto di Villa Giulia, e oggi a Trieste questa specie prospera”.

 

La domanda che sorge spontanea a questo punto ruota attorno al capire come fare affinché amministrazioni acquisiscano maggiore consapevolezza riguardo l'importanza della preservazione dei luoghi come lo stagno di Gropada, e su questo aspetto il naturalista non ha dubbi: “L'unica strada che può portare ad un aumento della consapevolezza, quindi alla salvezza degli stagni e la preservazione dell'ambiente, passa attraverso la sensibilizzazione e la divulgazione, specie verso i giovani. Assieme al museo – prosegue Dolce - non solo abbiamo organizzato numerosi incontri con le scuole e visite sul posto, ma, assieme al dottor Dramis a partire dal '74, ci siamo occupati anche del ripristino dello stagno di Colludrozza (nel comune di Sgonico, ndr), che versava in condizioni analoghe a quello di Gropada ed è stato probabilmente il primo caso di ripristino di uno stagno di questo tipo in Italia, quindi sicuramente la sensibilità fa la differenza”.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 25 maggio | 18:02
Il pauroso incidente stradale si è verificato nella mattinata di oggi, lunedì 25 maggio, lungo la SS 48 delle Dolomiti, all'interno del [...]
Cronaca
| 25 maggio | 17:41
"I corvidi, percependo i cani come potenziali predatori, possono mettere in atto comportamenti difensivi - spiega il comune di Trento. Si tratta di [...]
Cronaca
| 25 maggio | 17:05
Dalle prime informazioni pare si sia trattato di un tamponamento con la moto che avrebbe colpito la vettura che la precedeva: entrambe viaggiavano [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato