“Gufo reale ucciso a colpi di fucile: grave episodio di bracconaggio ai danni di una specie protetta”
A riportare la notizia è il Wwf: l'episodio è avvenuto nel Bresciano e l'animale è stato portato il 16 aprile scorso nel Cras Wwf di Valpredina (in provincia di Bergamo) dove è purtroppo morto pochi giorni dopo

BRESCIA. “Un fatto gravissimo che colpisce una specie simbolo nel delicato periodo della nidificazione. Serve una risposta immediata contro i crimini di natura”. Sono queste le parole che arrivano dal Wwf nel commentare l'uccisione di un gufo reale avvenuta negli scorsi giorni nel territorio bresciano.
Come riporta infatti l'associazione, lo scorso 16 aprile la Polizia provinciale di Brescia ha soccorso e trasferito al Cras Wwf di Valpredina (in provincia di Bergamo) un esemplare adulto di gufo reale (Bubo bubo) in condizioni molto critiche.
“L'animale – scrive il Wwf – è stato immediatamente sottoposto alle cure del personale veterinario e dei tecnici del centro ma purtroppo è deceduto pochi giorni dopo a causa delle gravi ferite riportate. Gli accertamenti radiografici effettuati hanno confermato la presenza di pallini da caccia all'interno del corpo del rapace notturno”.
Come anticipato, per l'associazione si tratta “di un episodio di estrema gravità, perché conferma la persistenza di spari illegali anche a stagione venatoria chiusa, in aree già note per l'elevata densità di illegalità venatorie. Una situazione allarmante, ulteriormente avvalorata dal fatto che pochi giorni dopo è stato portato allo stesso Cras anche un gheppio, anch'esso deceduto a causa del piombo che aveva in corpo”.
Il gufo reale, continuano, è una specie di “particolare importanza, rigorosamente protetta dalla normativa nazionale ed europea”, e la sua uccisione in questo periodo dell'anno “è doppiamente dannosa, perché avviene nel pieno della stagione riproduttiva. L'eliminazione di uno dei due adulti disgrega la coppia nidificante, costringendo l'individuo superstite a portare avanti da solo la cura del nido, con un rischio concreto di perdita dell'intera covata”.
“Non siamo di fronte a un incidente – spiega il Wwf – ma all'ennesima prova di un bracconaggio diffuso e reiterato, che colpisce specie protette e mina la biodiversità in territori già fortemente sotto pressione. Episodi come questo mostrano quanto sia urgente rafforzare i controlli, le indagini e le sanzioni contro i criminali di natura, attraverso un apposito piano nazionale. È questo che chiediamo con la petizione 'Stop crimini di natura': più prevenzione, controlli efficaci e pene adeguate contro chi distrugge il nostro patrimonio naturale, ricordando come da due anni la tutela dell'ambiente e della biodiversità siano state inserite anche nella nostra Costituzione”.












