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Trento
22 aprile | 10:09

In 90 sui gommoni da rafting per ripulire l'Adige: “Raccolti più di 500 chilogrammi di rifiuti”. Dalla tastiera di un computer agli sci: ecco cosa hanno trovato

L'iniziativa, la prima Rafting Wild Cleanup, si è svolta il 19 aprile tra le Province di Trento e Verona – tra Borghetto d'Avio e Brentino Belluno: “Un'azione concreta per l'ambiente, ripulito un tratto inaccessibile da terra”

di Redazione

TRENTO. Sono ben 90 i volontari che, tra la mattina e il pomeriggio dello scorso 19 aprile, si sono messi in gioco per rimuovere oltre 500 chilogrammi di rifiuti dall'Adige, raggiungendo tratti di fiume inaccessibili da terra grazie all'utilizzo di gommoni da rafting. L'iniziativa – la prima “Rafting Wild Cleanup” – si è svolta tra Borghetto d'Avio e Brentino Belluno per “intercettare e rimuovere i rifiuti che incidono profondamente sulla salute dell'ecosistema fluviale” dicono gli organizzatori.

 

Un'edizionezero” andata oltre le aspettative: “Inizialmente – continuano i responsabili – pensata per 50 partecipanti, ha coinvolto un gruppo compatto, tra cui una ventina di bambini, tutti pronti a prendersi cura del fiume Adige”.

A organizzare l'evento – patrocinato di Avio, Brentino Belluno e Dolcè – è stata la neonata associazione Specie Selvativa Aps insieme alle guide di Xadventure e al portale outdoor 360gardalife. Prezioso è stato poi il contributo del Canoa Club Trento, che con le proprie imbarcazioni ha raggiunto e ripulito anse dell'Adige impossibili da approcciare con i gommoni.

 

L'iniziativa – dicono gli organizzatori – ha unito non solo due Province ma un'intera comunità di persone arrivate anche da Monaco e Berlino, Milano, Arco, Trento, Verona e dalla zona del Garda. In poche ore di navigazione e lavoro, i volontari hanno accumulato sulle spiagge di sbarco un'imponente montagna di rifiuti, stimata in oltre 500 chilogrammi. Se la plastica è la costante più diffusa, il 'bottino' ha riservato sorprese che testimoniano anni di incuria: un carrello della spesa, sci, stivali, una valigia, molti copertoni, tubi, una tastiera di computer, la batteria di un'automobile, un passeggino e dei documenti”.

 

“Vedere i nostri gommoni da rafting carichi di volontari e sacchi pieni di rifiuti – dice Marco Heltai, direttore tecnico di Xadventure – è un'immagine potente che cambia la prospettiva del turismo fluviale. È la dimostrazione che l'unione di competenze diverse, quella tecnica di chi conosce il fiume e quella di chi si impegna per la biodiversità, è la chiave per ripristinare questi corridoi ecologici fragili e fondamentali”.

“Spesso – aggiunge Letizia Fambri, presidente di Specie Selvatica Aps – ci sentiamo impotenti e rassegnati di fronte alla crisi ambientale. Specie Selvatica nasce proprio per abbattere questo senso di impotenza e trasformarlo in partecipazione concreta. I 90 volontari, felici di lavorare nonostante la pioggia, lo hanno dimostrato: unire le mani nella terra, o nell'acqua in questo caso, restituisce fiducia a chi partecipa”.

 

“Per noi l'outdoor – dice Angela Trawoeger, fondatrice di 360gardalife – è esplorazione e sentirsi vivi in mezzo alla natura. Quando chi fa sport usa la propria energia per pulire il fiume, da fruitore diventa custode dell'ambiente”.

 

“Questa prima edizione della Rafting Wild Cleanup – concludono i responsabili dell'iniziativa – conferma che la tutela del territorio non ha confini amministrativi e necessita solo di volontà e collaborazione. Il percorso di Specie Selvatica prosegue già con il prossimo appuntamento: il 10 maggio è prevista una piantumazione sul Monte Zugna, realizzata in collaborazione con il Muse – Museo delle Scienze di Trento. Maggiori informazioni e iscrizioni sono disponibili sul sito ufficiale: https://specieselvatica.org”.

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