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| 04 mar 2023 | 15:48

Termocamere e segnaletica “intelligente” per evitare gli incidenti con lupi e ungulati: Bieno, Cavalese e Vallelaghi aprono alla sperimentazione

I corridoi faunistici per la Provincia sono troppo costosi da realizzare così si cercano soluzioni tecnologiche e sperimentali. Si tratta di progetti innovativi che sembrano dare risultati incoraggianti anche se Piazza Dante è sempre restia a investire risorse

Termocamere e segnaletica “intelligente” per evitare gli incidenti con lupi e ungulati
di Tiziano Grottolo

TRENTO. In questo periodo sono stati registrati diversi investimenti che hanno coinvolto la fauna del Trentino. Ungulati e lupi sono le principali vittime degli incidenti stradali. Da tempo diversi partiti dell’opposizione e le associazioni ambientaliste chiedono alla Giunta Fugatti di intervenire con delle soluzioni per prevenire gli incidenti e salvaguardare la salute di animali e persone. È il caso di Lucia Coppola che in una recente interrogazione ha suggerito di realizzare corridoi faunistici in prossimità delle strade più trafficate.

 

D’altra parte l’assessora alle foreste, Giulia Zanotelli, sottolinea che questo approccio, per via della sua complessità, “richiede notevoli investimenti e una programmazione di medio lungo termine strettamente connessa alla gestione e alla pianificazione della viabilità pubblica”. Tradotto: almeno per il momento non se ne fa nulla.

 

La consigliera di Europa Verde però ha chiesto conto anche dei progetti sperimentali che, sfruttando la tecnologia, miravano a prevenire gli incidenti stradali. Uno di questi era “Margine”, un progetto legato a uno studio realizzato dall’Università di Trento (Centro di Ricerca Eledia) in collaborazione con il Servizio gestione strade. In sostanza grazie a una serie di sensori è possibile interagire con la segnaletica stradale per indicare tempestivamente la presenza di animali a bordo carreggiata. Questo sistema era stato installato in un tratto della strada statale 48 in località Maso Cela nel comune di Cavalese.

 

La sperimentazione, costata circa 204mila euro, è stata portata avanti da settembre 2016 ad agosto 2017, durante la passata legislatura del Centrosinistra-autonomista. “Sulla base di quanto osservato nel corso della sperimentazione il progetto ‘Margine’ è risultato relativamente affidabile” ammette Zanotelli. Il problema? Questo prototipo aveva bisogno di continui interventi per la sostituzione o la riparazione dei dispositivi danneggiati durante la manutenzione stradale o a causa della neve e degli incidenti. Alla fine siccome si tratta di un prototipo e perché servirebbero ulteriori sviluppi e adeguamenti per arrivare alla produzione in serie, “sostenibile sotto il profilo commerciale” la Provincia sembra aver abbandonato un progetto che pure si era dimostrato valido.

 

Al contempo però, in Valle del Chiese era stato avviato pure un secondo studio (con a capo il Comune di Borgo Chiese) che sfrutta delle termocamere e sostanzialmente può essere considerato simile al progetto “Margine”. Questa volta il tratto interessato è quello della strada statale 237 in prossimità dell’abitato di Cimego. Al momento la sperimentazione è in via di definizione quindi allo stato attuale non è ancora possibile valutarne l’efficacia nella prevenzione degli incidenti con la fauna.

 

La novità preannunciata dall’assessora riguarda la programmazione di nuovi interventi del tutto analoghi a quelli messi in campo finora. In particolare il primo sarà avviato dal Comune di Bieno lungo la strada provinciale 78 del Tesino ma anche le amministrazioni di Cavalese e Vallelaghi stanno studiando soluzioni simili. “Per questi interventi – osserva Zanotelli – è in corso la fase della progettazione preliminare e definitiva”.

 

Infine, nel corso del 2019, lungo un tratto della strada statale 240 di Loppio e Val di Ledro tra l’abitato di Tiarno di Sopra e la Val d’Ampola, sono stati sperimentati anche i catarifrangenti blu che potrebbero essere più efficaci rispetto a quelli bianchi o rossi. Anche in questo caso però è presto per dirlo, dal canto suo Piazza Dante sembra preferire metodi più spicci: “Per quanto riguarda gli ungulati – e in particolare il cervo, ricorda Zanotelli – essendo specie cacciabili, si evidenzia che la Provincia ne autorizza il prelievo sostenibile attraverso la predisposizione di specifici piani di abbattimento che vanno a contenere in via indiretta la presenza diffusa di questo ungulato di grosse dimensioni”.

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