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Troppi incidenti tra veicoli e animali selvatici, arrivano termocamere e sensori per avvisare gli automobilisti. Il sindaco: "Così tuteliamo la vita delle persone"

Il Comune di Cavalese ha approvato il posizionamento di una quindicina di termocamere lungo la strada di fondovalle. Il sindaco Sergio Finato: "In prospettiva prevediamo di replicare questa iniziativa in altre zone"

Di Luca Andreazza - 25 maggio 2024 - 20:30

CAVALESE. Una serie di termocamere per segnalare la presenza e il passaggio degli animali selvatici. E' stato finanziato e approvato un progetto in val di Fiemme, circa 60 mila euro attraverso il Piano di sviluppo rurale.

 

"E' stato un iter lungo ma ora si può partire con il posizionamento di questa strumentazione", commenta Sergio Finato, sindaco di Cavalese. "L'obiettivo è duplice: tutelare gli automobilisti ma anche gli animali selvatici". 

 

Una quindicina i dispositivi pronti per essere posizionati lungo la strada di fondovalle nella zona di Cavalese. "I risultati delle sperimentazioni avvenute nei territori sono positivi e abbiamo deciso di puntare su questa soluzione. La prospettiva è di aver completato l'installazione entro la fine dell'estate".

 

Quello degli incidenti tra veicoli e animali selvatici è molto sentito sui territori. Un tema particolarmente sentito sui territori. Tra cervi e caprioli, cinghiali, lupi e altri mammiferi più piccoli come volpi, tassi, scoiattoli, lepri e faine, sono centinaia i casi. 

 

La maggior parte degli investimenti avviene tra il tramonto e l’alba, quando molti animali sono più attivi e la visibilità per gli automobilisti si riduce, inoltre tendono a concentrarsi in primavera e in autunno. E, secondo un rapporto del Servizio gestione strade della Provincia di Trento quasi il 95% degli investimenti di ungulati avviene nel 30% della rete stradale

 

I dati in possesso della Provincia indicano, poi, che esistono alcune strade dove la probabilità di incorrere in questo tipo di incidenti è più alta. Per quanto riguarda il cervo le “zone calde” sono il tratto della strada statale 42 tra Ossana e Dimaro e la strada provinciale 232 e la strada statale 48 all'altezza di Cavalese.

 

"E' stato un percorso partecipato con il supporto dell'associazione cacciatori e della stazione forestale della val di Fiemme. Ora iniziamo con questa prima fase ma siamo convinti che questo progetto sia molto interessante e che possa poi essere replicato sulle altre strade e in altre zone del Trentino", conclude Finato.

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