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Trento
01 maggio | 06:00

Al via la stagione di rally ma è coerente con il claim ''Respira sei in Trentino? "L'approccio speculativo alla montagna è alle spalle. Diverso se le auto fossero elettriche''

"Respira, sei in Trentino", il claim. Poi però non mancano sgasate, rombi e alta velocità. Sostanzialmente destinazione che vai, rally che trovi. Non mancano raduni di vario stampo. Il direttore di Progetto turismo, Matteo Bonazza: "Nel turismo non ci sono risposte semplici e la questione è sempre più complessa rispetto alla superficie. Una strada per esempio è quella dell'allineamento del prodotto: già se le auto fossero elettriche la percezione potrebbe cambiare"

TRENTO. "Più che di un segmento di turismo corretto o sbagliato, valuterei la coerenza rispetto all'identità che si vuole trasmettere e al posizionamento di una destinazione". Queste le parole di Matteo Bonazzadirettore di Progetto turismosocietà di consulenza trentina specializzata nello sviluppo del territorio e della sua offerta turistica.

 

Negli ultimi anni alle manifestazioni più storiche (la Trento-Bondone Automobilistica oppure il Rallye di San Martino, si sono affiancate una serie di altre gare. E' stata, per esempio, riportata in auge la "Levico-Vetriolo" pronta a partire e il calendario del motorsport si è poi arricchito del Trentino Rally con il cuore in Vallagarina e che nel 2024 è stato protagonista sulle strade della val di Gresta, quello che sarebbe un orto biologico del Trentino e che tanto per vocazione strizza l'occhio al turismo slow. Alcuni esempi e bandiere a scacchi.

 

"Respira, sei in Trentino", il claim. Poi però ecco sgasate, rombi e alta velocità. Sostanzialmente destinazione che vai, rally che trovi. Non mancano poi raduni di vario stampo

 

Se queste manifestazioni possono essere adatte alla motor valley italiana forte di marchi che si chiamano, per citarne alcuni, Ferrari, Maserati, Ducati o Dallara, quello delle quattro ruote è un turismo un po' anacronistico per il Trentino? "Non giudico questo aspetto quanto la rilevanza turistica che può avere questo settore in termini di partecipazione e di cassa di risonanza mediatica: solitamente si tratta di appuntamenti che non sono così forti da attirare ospiti di lungo raggio a livello nazionale oppure dall'estero", spiega Bonazza. "Spesso i pernottamenti sono legati agli equipaggi e agli accompagnatori. Il pubblico pagante è in larga parte locale e di prossimità, le ricadute appaiono insomma residuali".

 

Sempre di più un turista sembra storcere la bocca davanti a questi eventi e pure i residenti appaiono sempre più insofferenti a fronte di rumori e strade chiuse. E' legittimo che un appassionato di motori ambisca a organizzare e si impegna (non poco, soprattutto con la burocrazia) per allestire una competizione. E non avrebbe senso cancellarle di default. Non si entra nella considerazione che un evento di un week end compromette ambiente, paesaggio o vocazione di un'area più o meno turistica. Tuttavia il contesto è più generale e l'orizzonte è più ampio.

 

"La domanda è se nel lungo periodo queste corse di performance possano coesistere con l'investimento sull'immagine che una destinazione cerca di trasmettere all'esterno", prosegue il direttore di Progetto turismo. "Oggi, per esempio, molti ambiti, anche in Trentino, cercano di raggiungere la certificazione Gstc (standard internazionale che punta sulla sostenibilità e sulla responsabilità sociale nel turismo), si lavora tanto sull'outdoor e sulle esperienze, così come sull'autenticità di un'offerta. Ecco che quello dei rally è un elemento un po' distonico".

 

In questa fase il turista cerca altro e si cerca anche una gestione ottimale dei flussi (un esempio è la Paganella con la sperimentazione per migliorare la mobilità). "Il mercato è in evoluzione e si è diretto in altre direzioni. Sicuramente i rally possono ancora avere una valenza di nicchia ma non è compatibile con la promessa di valore: l'approccio speculativo di fruizione delle terre alte è ormai passato e non c'è più la volontà di portare un lifestyle cittadino in montagna. Queste competizioni non sono probabilmente così forti da compromettere l'immagine di una destinazione ma sicuramente viene percepita come incoerente e quindi c'è una ragione di opportunità nel valutare la possibilità di ospitare questi eventi, in particolare se arrivano ex novo".

 

Il rischio è di risultare nella proposta poco coerenti. Un po' falsi. "Un parallelo analogo può essere trasportato sugli après ski e le discoteche in alta quota. Un'immagine che rischia di essere incongruente e fuorviante. Nel turismo non ci sono risposte semplici e la questione è sempre più complessa rispetto alla superficie. Una strada per esempio per i rally è quella dell'allineamento del prodotto: già se le auto fossero elettriche la percezione potrebbe cambiare e l'evento potrebbe persino diventare distintivo e caratterizzante", conclude Bonazza. 

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