La segnalazione, il sopralluogo e la scoperta: sul Garda i resti del caccia (e un bottone) del Maggiore Visconti, asso dell'Aeronautica precipitato in uno scontro aereo nel 1945
Il presidente dell'associazione Romagna Air Finders Leo Venieri: "La segnalazione arrivò al nostro segretario e successivamente i nostri volontari si recarono a Tignale per effettuare un sopralluogo, fu trovato anche un bottone della divisa del Maggiore, lo stesso che mancava in una fotografia"

BRESCIA. Una segnalazione, il sopralluogo e poi il ritrovamento: così un frammento di storia della Seconda Guerra mondiale è riemerso sulle montagne dell’entroterra gardesano.
Sono passati alcuni anni dal ritrovamento a Tignale nel bresciano, da parte dei volontari dell'associazione Romagna Air Finders, dei resti del velivolo del maggiore Adriano Visconti: noto comandante e vero e proprio "asso" del 1° gruppo Caccia dell'Aeronautica nazionale repubblicana, il suo velivolo precipitò il 14 marzo del 1945 in seguito ad uno scontro aereo.
Ripercorrendo brevemente la vicenda, Visconti - che dopo l'armistizio del 1943 aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana - quel giorno si trovava a bordo del suo Messerschmitt Me 109 G.10, levatosi in volo contro dei bombardieri alleati che avevano in precedenza colpito la ferrovia di Vipiteno. Dopo lo scontro con un P-47 americano, il maggiore ferito riuscì a lanciarsi col paracadute ma il suo caccia si schiantò tra le montagne dell'entroterra gardesano.
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Tornando al recupero dei resti, a ripercorrere quel giorno è Leo Venieri, il presidente dell'associazione di volontari che da anni si occupa del recupero di velivoli militari della Seconda Guerra mondiale.
"La segnalazione arrivò al nostro segretario – spiega Leo Venieri a il Dolomiti – e successivamente i nostri volontari si recarono a Tignale per effettuare un sopralluogo che portò poi al rinvenimento dei resti del velivolo: ripuliti e catalogati, in parte sono esposti nel nostro museo e in parte li abbiamo donati all'Aeronautica Militare, che al pilota ha dedicato un auditorium nel palazzo dell'Aeronautica Militare a Roma".
Nel giorno dell'inaugurazione, specifica Venieri, Romagna Air Finders era presente e alcuni reperti del velivolo furono esposti in una teca, "poi decidemmo di donarli all'Aeronautica e ora si trovano all'auditorium, mentre altri nel nostro museo".
Ma c'è un aneddoto che rende ancora più affascinante questa storia, e a svelarlo è proprio il presidente dell'associazione romagnola.
"Tra i frammenti a Tignale – prosegue Leo Venieri - è stato recuperato anche il bottone di una divisa del maggiore Visconti ed è proprio quello che manca in una foto esposta che lo ritrae, quindi anche quella è stata una soddisfazione importante: quel bottone è conservato nel nostro museo".
L'associazione finora ha recuperato nel complesso 44 velivoli e dato sepoltura a 14 piloti e, come viene sottolineato, l'intento dei volontari è anche quello di rivolgersi "non solo per gli appassionati, ma anche per permettere alle nuove generazioni di meditare sugli errori della guerra".












