Contenuto sponsorizzato
| 30 aprile | 19:42

La segnalazione, il sopralluogo e la scoperta: sul Garda i resti del caccia (e un bottone) del Maggiore Visconti, asso dell'Aeronautica precipitato in uno scontro aereo nel 1945

Il presidente dell'associazione Romagna Air Finders Leo Venieri: "La segnalazione arrivò al nostro segretario e successivamente i nostri volontari si recarono a Tignale per effettuare un sopralluogo, fu trovato anche un bottone della divisa del Maggiore, lo stesso che mancava in una fotografia"

BRESCIA. Una segnalazione, il sopralluogo e poi il ritrovamento: così un frammento di storia della Seconda Guerra mondiale è riemerso sulle montagne dell’entroterra gardesano.

 

Sono passati alcuni anni dal ritrovamento a Tignale nel bresciano, da parte dei volontari dell'associazione Romagna Air Finders, dei resti del velivolo del maggiore Adriano Visconti: noto comandante e vero e proprio "asso" del 1° gruppo Caccia dell'Aeronautica nazionale repubblicana, il suo velivolo precipitò il 14 marzo del 1945 in seguito ad uno scontro aereo.

 

Ripercorrendo brevemente la vicenda, Visconti - che dopo l'armistizio del 1943 aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana - quel giorno si trovava a bordo del suo Messerschmitt Me 109 G.10, levatosi in volo contro dei bombardieri alleati che avevano in precedenza colpito la ferrovia di Vipiteno. Dopo lo scontro con un P-47 americano, il maggiore ferito riuscì a lanciarsi col paracadute ma il suo caccia si schiantò tra le montagne dell'entroterra gardesano.

Tornando al recupero dei resti, a ripercorrere quel giorno è Leo Venieri, il presidente dell'associazione di volontari che da anni si occupa del recupero di velivoli militari della Seconda Guerra mondiale.

 

"La segnalazione arrivò al nostro segretario – spiega Leo Venieri a il Dolomiti – e successivamente i nostri volontari si recarono a Tignale per effettuare un sopralluogo che portò poi al rinvenimento dei resti del velivolo: ripuliti e catalogati, in parte sono esposti nel nostro museo e in parte li abbiamo donati all'Aeronautica Militare, che al pilota ha dedicato un auditorium nel palazzo dell'Aeronautica Militare a Roma".

 

Nel giorno dell'inaugurazione, specifica Venieri, Romagna Air Finders era presente e alcuni reperti del velivolo furono esposti in una teca, "poi decidemmo di donarli all'Aeronautica e ora si trovano all'auditorium, mentre altri nel nostro museo".

 

Ma c'è un aneddoto che rende ancora più affascinante questa storia, e a svelarlo è proprio il presidente dell'associazione romagnola.

 

"Tra i frammenti a Tignale – prosegue Leo Venieri - è stato recuperato anche il bottone di una divisa del maggiore Visconti ed è proprio quello che manca in una foto esposta che lo ritrae, quindi anche quella è stata una soddisfazione importante: quel bottone è conservato nel nostro museo".

 

L'associazione finora ha recuperato nel complesso 44 velivoli e dato sepoltura a 14 piloti e, come viene sottolineato, l'intento dei volontari è anche quello di rivolgersi "non solo per gli appassionati, ma anche per permettere alle nuove generazioni di meditare sugli errori della guerra".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 30 aprile | 19:42
Il presidente dell'associazione Romagna Air Finders Leo Venieri: "La segnalazione arrivò al nostro segretario e successivamente i nostri [...]
Cronaca
| 30 aprile | 19:43
Dopo il grido d'allarme degli esercenti di via Torre Verde, la lettera di una residente di vicolo del Vò: "Sono davvero dispiaciuta e stufa di [...]
Ambiente
| 30 aprile | 19:34
Pubblicato il "Rapporto grandi carnivori 2025" a cura del servizio faunistico della Provincia autonoma di Trento: i branchi di lupi sul territorio [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato