Poca neve e tante tragedie in quota, le guide alpine: ''Abbiamo alle spalle un inverno difficile e altri ne seguiranno ma la sicurezza totale in montagna non esiste''
Se sulle montagne dell'Euregio si è chiuso un inverno con 40 morti sotto le valanghe contro gli 11 del 2024 le guide alpine altoatesine hanno fatto il punto sulla stagione: ''Le persone cercano la libertà e l'equilibrio in montagna, non la sventura"

BOLZANO. Poca neve ma tante tragedie. E non è un caso che sulle montagne dell'Euregio (Trentino, Alto Adige, Tirolo) si sia passati dalle 11 vittime per valanghe del 2024 alle 40 dell'anno appena concluso. Un inverno complicato anche per le guide alpine dell'Alto Adige che a Terlano hanno concluso nelle scorse ore la loro assemblea generale. ''Abbiamo alle spalle un inverno difficile, e altri ne seguiranno", ha dichiarato il presidente del sodalizio Thomas Zelger, con una nota di amarezza.
Impreparazione crescente in quota? Turisti del selfie che conoscono poco la montagna? Troppi sprovveduti convertiti alla causa della montagna? Il presidente Zelger ha voluto respingere i giudizi generici sulle dinamiche delle tragedie, ricordando che la sicurezza totale in montagna non esiste. "Esiste tuttavia un diritto alla libertà e all'autodeterminazione, e sono proprio la libertà e l'equilibrio che le persone cercano in montagna, non la sventura", ha ribadito Zelger, come riporta l'Ansa.
Eppure è un dato di fatto che anche in ambito invernale la presenza dell'uomo in quota è aumentata a dismisura e il divertimentificio è cresciuto in maniera impressionante. "Nel corso dell'inverno sono state registrate più di 500 valanghe provocate da persone: - spiega un comunicato della Provincia di Trento sulle valanghe - nell'inverno precedente erano state solo 200. E le statistiche sugli incidenti relative all’intera Euregio in questa stagione invernale si rivelano particolarmente tragiche: in totale sono stati registrati 62 eventi valanghivi, con 40 vittime e 34 feriti".
Questo anche perché "all'inizio - riprendono gli esperti - l'inverno è stato caratterizzato da scarse nevicate su gran parte del territorio. Ciò ha determinato la formazione, fino a metà gennaio, di un manto nevoso di base particolarmente debole (strati deboli persistenti). Le nevicate tra metà gennaio e fine febbraio hanno poi dato origine a una fase valanghiva di durata superiore alla media e particolarmente pericolosa".
Per quanto riguarda l'assemblea della guide alpine altoatesine è stato messo in evidenza come l'attività delle guide sia resa sempre più complessa da fattori ambientali quali l'imprevedibilità del meteo, lo scioglimento dei ghiacciai e il cedimento delle montagne. Nonostante i rischi e le difficoltà, la professione mantiene una forte attrattività: a maggio partirà un nuovo ciclo formativo biennale per le future guide alpine, che si affiancheranno agli oltre 700 professionisti — tra guide e accompagnatori di media montagna — già iscritti al Collegio provinciale.











