La Via dell’Alto Brenta, un nuovo cammino slow e condiviso in Valsugana: "Un modo per vedere il territorio con occhi nuovi"
Negli ultimi anni il fenomeno dei Cammini è esploso: sempre più turisti desiderano camminare, scegliendo per la propria vacanza questa forma di turismo "slow", rispettoso dell'ambiente e appagante per il corpo e la mente. In Valsugana il nuovo percorso “La Via dell’Alto Brenta”, portato avanti da una rete di soggetti locali, tra cui la Pro Loco di Borgo Valsugana, racconta questo fenomeno in costante crescita

BORGO VALSUGANA. Raccontare i propri luoghi del cuore con un cammino che porta chi lo percorre a immergersi nel territorio, sperimentare la bellezza del paesaggio, con le sue eccellenze naturali e con quelle create dall’uomo e lasciarsi coinvolgere dalle storie che sono state custodite. E’ questa l’idea alla base del progetto “La Via dell’Alto Brenta”, sviluppato da un gruppo di amici che condividono la passione per il trekking e le uscite in bicicletta.
"Abbiamo accolto subito la proposta dei curatori del percorso della 'Via dell’Alto Brenta' perché ha una valenza molto importante per il territorio, anche dal punto di vista turistico", il commento Giacomo Nicoletti, presidente della Pro Loco di Borgo Valsugana e consigliere della Federazione trentina delle Pro Loco. "Il passaggio e la permanenza di camminatori in loco ha ricadute economiche significative non solo per Borgo Valsugana ma per tutti i paesi coinvolti dal passaggio della Via. Inoltre il coinvolgimento nel progetto delle Pro Loco di Torcegno e di Levico, oltre a quella di Borgo Valsugana, è un ulteriore sintomo del fatto che i volontari credono nel proprio territorio e hanno voglia di darsi da fare per la comunità".
Questo percorso di turismo green e slow alla portata di tutti, di sportivi e camminatori non professionisti, accompagna il visitatore alla scoperta del territorio della Valsugana con i suoi punti di forza tra paesaggio, natura, arte e castelli. Un cammino in 5 tappe che si snoda da Borgo Valsugana ai laghi di Levico e Caldonazzo, sospeso tra il fondovalle e le prime alture del territorio, che una rete di realtà che hanno a cuore lo sviluppo locale sta lanciando, con lo scopo di renderlo un volano per il turismo.
"In queste ultime settimane ci siamo accorti che il progetto si sta ampliando sempre di più e quindi per noi è fondamentale il supporto di Pro Loco, amministrazioni comunali, Apt e altre realtà locali", spiega Lucio Gerlin, referente del progetto della Via dell’Alto Brenta. "E’ un orgoglio notare che c’è molto interesse attorno alla nostra iniziativa ed essere stati i primi a ideare questo cammino che si sviluppa interamente in Valsugana".
Anche alcune Pro Loco credono fortemente in questo progetto, a cominciare da quella di Borgo Valsugana, che offre supporto organizzativo e promozionale e che assieme alle Pro Loco di Torcegno e Levico e all’associazione Koop-Art di Barco di Levico assicurano piccole forme di assistenza logistica ai camminatori.
Le amministrazioni dei Comuni coinvolti, come quella di Borgo Valsugana, particolarmente attente al valore di quest’iniziativa e alle sue ricadute locali, stanno promuovendo attività di informazione e sensibilizzazione sul territorio mentre l’Azienda per il turismo Valsugana Lagorai collabora direttamente alla promozione del progetto. La speranza dei curatori è che in futuro il progetto possa essere portato avanti e ulteriormente sviluppato da altri soggetti interessati, in particolare da giovani che abbiano voglia di mettersi in gioco per contribuire a rendere il proprio territorio sempre di più un luogo in cui si vive bene.
"L’Amministrazione comunale ha aderito con molto interesse a questa iniziativa, che si sviluppa sul territorio e che nasce dall’idea e dal grande lavoro dei curatori. Sono 4 amici, tutti di Borgo Valsugana, che hanno percorso molti Cammini, portando il bello di queste esperienze nella nostra realtà locale. Questo è anche un modo per vedere il nostro territorio con occhi nuovi, come quelli del turista", dice Federico Voltolini, assessore alla Cultura del Comune di Borgo Valsugana, mentre Elena Adami, assessora a Politiche giovanili, Promozione sociale e Progetti di rete del Comune di Calceranica al Lago, aggiunge: Questa iniziativa ha un valore importante perché unisce Alta e Bassa Valsugana e perché, mettendo insieme realtà diverse, crea comunità".
In Valsugana esistono già alcuni cammini storici, come quelli collegati alle Vie Claudia Augusta e Romea Germanica e alla figura del Beato Enrico da Bolzano, itinerari di transito tra la Valsugana e altre realtà più o meno limitrofe. La Via dell’Alto Brenta è invece il primo cammino che si sviluppa tutto all’interno della valle, immerso tra borghi storici, castelli, il percorso espositivo di Arte Sella, i forti della guerra e i paesaggi mozzafiato dei laghi di Levico e Caldonazzo.
I curatori stanno lavorando alla creazione di una rete di strutture convenzionate con realtà che si occupano di ospitalità e ristorazione, per offrire supporto concreto a chi percorre la Via dell’Alto Brenta. Ci sarà anche il “passaporto del viandante”: un libretto personale che accompagna il camminatore lungo tutte le tappe, su cui ogni struttura convenzionata apporrà il proprio timbro ufficiale, certificandone il passaggio.
L’inaugurazione del percorso si terrà il 1 maggio con una camminata in compagnia di tutti coloro che vorranno partecipare lungo la terza tappa della Via dell’Alto Brenta, tra Levico Terme e Calceranica al Lago. Nei mesi successivi sono previste nuove camminate collettive lungo le altre frazioni del cammino.
Il percorso è un anello che si sviluppa per un totale di 104 chilometri in 5 tappe con partenza e arrivo a Borgo Valsugana. Ogni tappa ha una distanza tra i 16 e i 23 chilometri, con un tragitto a piedi destinato a escursionisti e camminatori e con arrivi a Borgo, Torcegno, Levico Terme, Calceranica al Lago e Barco.
Il cammino ha un logo ufficiale della Via dell’Alto Brenta, applicato su pali, bacheche e punti strategici.
In futuro l’intento dei curatori del progetto è quello di ampliare la portata del percorso con la realizzazione di tracciati per gravel o e-bike destinati a ciclisti esperti che vogliano trascorrere più giornate in valle usufruendo dei servizi offerti dalle strutture locali.
"Siamo al lavoro per costruire non solo una rete di strutture convenzionate, albergatori, ristoratori ed esercenti, per dare supporto e ospitalità ai camminatori ma anche con altri attori locali che in futuro collaboreranno all’iniziativa", prosegue Sabatino Sirignano mentre Antonio Medaglia (entrambi co-referenti del progetto): "Ci piacerebbe che al progetto aderissero sempre più giovani perché sono loro il futuro della Via".












