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Trento
18 giugno | 20:20

"Dissuasori acustico-luminosi per lupi e orsi, rispondiamo alle critiche", il Parco: "I predatori non si abituano, e gli animali domestici non vengono disturbati"

Sul tema dei dissuasori acustico-luminosi prende la parola il Parco Adamello Brenta, e lo fa "rispondendo ad alcune obiezioni che sono state sollevate soprattutto nei vari siti internet che hanno dato visibilità alla notizia"

di Redazione

TRENTO. Si sta avviando proprio in questi giorni la sperimentazione avviata dal Parco Adamello Brenta che vede come protagonisti i nuovi dispositivi visivi con infrarossi e acustici nei pascoli contro lupi e orsi
 

Questi dissuasori acustico-luminosi posizionati dai tecnici del Parco Naturale Adamello Brenta nei pressi di alcune malghe, in collaborazione con gli allevatori, hanno come obiettivo testare delle nuove modalità per prevenire gli attacchi di orsi e lupi al bestiame.

 

"In parte sistemi come questi sono già in uso in altre realtà, ma non sono mai stati sperimentati sia sugli orsi che sui lupi, cioè su due specie molto diverse fra loro", commentano dal Parco Adamello Brenta

 

Che ha voluto prendersi un momento per descrivere sui propri canali come funzionano realmente queste tecnologie: "Anche rispondendo - precisano - ad alcune obiezioni che sono state sollevate soprattutto nei vari siti internet che hanno dato visibilità alla notizia".

 

"Il progetto, ribadisce il Pnab, è marcatamente sperimentale e volto al tentativo di comprendere le migliori forme di utilizzo dei dissuasori nel futuro, nella consapevolezza che possono essere una parte importante delle misure da attuare per diminuire le possibilità che si verifichino predazioni".

 

Innanzitutto, dove sono posizionati i dissuasori? "Solamente lungo il perimetro del pascolo, ed in modo tale che non si attivino al passaggio degli animali in alpeggio".

 

Gli animali domestici, si scrive, "non vengono disturbati grazie ad una preventiva graduale fase di adattamento e l’evidenza di campo è che non reagiscono all’attivazione dei dissuasori".

 

E i predatori a loro volta non si abituano. "Esatto, perché ricevono dissuasioni acustiche sempre diverse. Il suono, variabile e modulabile, viene emesso da una scheda di memoria SD che contiene una vasta gamma di suoni preregistrati (sirena, motore di veicolo, clacson, rumori metallici, rumori di mezzi agricoli e di attività umane…). Inoltre, per evitare l’assuefazione da parte dei predatori, i dissuasori vengono spostati nello spazio".

 

"Il progetto prevede altrettanto la verifica della presenza dei predatori, monitorandola con una griglia di fototrappole posizionate su un perimetro più esterno e più ampio rispetto alla rete dei dissuasori. Quindi gli spostamenti dei predatori sul territorio sono continuamente controllati. Altri animali selvatici, come le persone, possono essere disturbati dai dissuasori solo qualora entrino nel perimetro e solo durante il periodo di funzionamento dei dissuasori stessi".

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