Era cementificato lungo tutto il suo corso: così il torrente è tornato a 'vivere' (con un nuovo bosco ripariale)
Conclusi i lavori di risanamento del Rio Cases, in Alto Adige: il letto del torrente, dice la Provincia, è stato ripristinato in modo più naturale e nell'area è stato creato un bosco ripariale

BOLZANO. Si sono conclusi in Alto Adige i lavori di risanamento del Rio Casies, eseguiti per ripristinare in modo più naturale il letto del torrente e favorire la creazione di nuovo bosco ripariale sulle sue sponde. A comunicarlo è la Provincia di Bolzano, che ha portato avanti i lavori tramite l'Ufficio sistemazione bacini montani est dell'Agenzia per la Protezione civile.
“La funzionalità ecologica delle acque del Rio Casies – scrivono le autorità altoatesine – risultava fortemente compromessa dall'intensa cementificazione lungo tutto il suo corso. Inoltre, nel tratto a monte dell'abitato di San Martino in Casies il letto del torrente si era notevolmente abbassato, prosciugando le aree adiacenti e favorendo la diffusione di vegetazione alloctona”.
Con i lavori, spiega il capocantiere Thomas Gamper: “Abbiamo voluto realizzare, sulle aree del demanio idrico, un letto del fiume allargato, quanto più possibile naturale e connesso con l'area circostante, in maniera da favorire la potenziale vegetazione naturale. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo effettuato un corposo prelievo dei popolamenti di abete rosso e creato un bosco ripariale naturale”.
“La direttiva Quadro acque della Ue – spiega il direttore dell'Agenzia per la Protezione civile, Klaus Unterweger – costituisce il principale quadro normativo per la tutela di tutti i corsi d'acqua dell'Unione europea. Tale direttiva prescrive il corretto stato ecologico dei corsi d'acqua e obbliga tutti gli Stati membri ad adottare le misure necessarie affinché tale stato venga raggiungo. Noi come Agenzia per la Protezione civile perseguiamo da anni l'obiettivo di valorizzare i corsi d'acqua dal punto di vista ecologico e della gestione delle inondazioni”.
L'Agenzia, continua il direttore dell'Area funzionale Bacini Montani Fabio De Polo: “Opera giù dal 2011 secondo un Piano di sviluppo dei corsi d'acqua in Alto Adige. A tal fine abbiamo raccolto proposte tese a valorizzare l'habitat dei corsi d'acqua e delle aree limitrofe e a portare più natura nel nostro paesaggio. Nel corso degli anni sono state attuate molte misure previste da questo documento, scelte in base alla priorità. Anche il progetto in Val Casies fa parte del Piano di sviluppo dei corsi d'acqua in Alto Adige e comprende misure volte alla promozione del bosco ripariale, ad una strutturazione più naturale ed al ripristino della continuità dei corsi d'acqua”.
La squadra di operai provinciali, guidata dal caposquadra Armin Oberarzbacher, ha iniziato i lavori nel Rio Casies due anni fa con il primo lotto. Nel novembre 2025 il personale dei Bacini montani ha avviato i lavori del secondo lotto, inoltrandosi all'interno della valle per 550 metri fino a sotto la foce del rio di Monte Ira. L'opera, dal costo complessivo di 240mila euro, è stata finanziata con fondi provenienti dal Fondo canoni idrici 2023 e 2024 della Provincia di Bolzano.












