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Coldiretti scende in piazza e protesta con la Provincia e la Lega contro la Provincia e la Lega per il lupo

La maggioranza di governo rilancia l'iniziativa anche attraverso un comunicato stampa, un po' come se la Provincia chiedesse a sé stessa di darsi da fare. Ma l'estate rischia di diventare ancor più rovente, in quanto dopo un periodo di pausa, anche i danni dei lupi, statistiche alla mano, potrebbero intensificarsi

Di Luca Andreazza - 12 luglio 2019 - 19:23

TRENTO. Se non è un cortocircuito, forse non si va troppo distanti. La Coldiretti oggi è scesa in piazza Dante per chiedere azioni concrete nella gestione dei grandi carnivori in Trentino. Una manifestazione che ha visto anche la partecipazione della giunta provinciale e di buona parte degli esponenti di centrodestra (Qui articolo).

 

Non solo, la maggioranza di governo ha rilanciato l'iniziativa anche attraverso un comunicato stampa. Insomma, un po' come se la Provincia chiedesse a sé stessa di darsi da fare​. Nel frattempo l'estate rischia di diventare ancor più rovente, in quanto dopo un periodo di pausa, anche i danni da lupo, statistiche alla mano, potrebbero intensificarsi. Non c'è solo M49, il perfetto parafulmine della situazione (Qui articolo). Catturato questo orso, il piano di gestione dopo anni di critiche aspre al centrosinistra, ancora non si conosce.


"Abbiamo bisogno di manifestazioni come queste - ribadisce il presidente Fugatti - perché ci aiutano a far comprendere a tutti i trentini, ma soprattutto fuori provincia, quanto sia grave la situazione per l’agricoltura di montagna. Vi ringraziamo perché avete perso una giornata di lavoro per venire oggi a Trento a ribadire quanto sia diventato difficile il vostro lavoro. Ci aiutate così a far comprendere che la convivenza con i grandi carnivori, così come ce la vogliono imporre, con i numeri di orsi e lupi presenti sul territorio, non può più essere tollerata".

 

Un concetto ribadito anche da Mario Tonina, vice presidente della Provincia, ma che potrebbe aprire scenari da "tana libera tutti". "Siamo al vostro fianco - spiega l'assessore all'ambiente - perché sappiamo come la convivenza con lupo e orso non sia possibile all'interno dei territori di montagna. Tutto quello che abbiamo costruito in questi anni, gli equilibri raggiunti, sono oggi a rischio. Dobbiamo intervenire prima che sia troppo tardi. Questa manifestazione ci darà forza per proseguire nell’impegno che abbiamo intrapreso per rivendicare una gestione locale del problema".

 

Nonostante le tante polemiche, il progetto europeo “Life Wolfalps”, che vede il Muse di Trento leader nella comunicazione e incentrato sulla coesistenza uomo–lupo, ha vinto il Life Award 2019 (Qui articolo), ma se la convivenza con lupo e orso viene definita "non possibile all'interno dei territorio di montagna", le interpretazioni non possono essere molte. Tutto ciò  rischia di gettare benzina sul fuoco in questo momento di forte tensione con il mondo animalista, ma anche con quello ambientalista, realtà già colpite dalla soppressione del Comitato faunistico, che tra i componenti vedeva anche i membri del Wwf, della Lipu, Legambiente, di Pan-Eppaa e altri movimenti del comparto (Qui articolo), senza dimenticare le lamentele per il mancato coinvolgimento nel corso degli Stati generali della montagna (Qui articolo).

 

A questo si aggiunge che nonostante i tentativi di minimizzare da parte del presidente della Provincia, i rapporti con il ministro dell'ambiente sembrano ai minimi termini. Difficile ricordare un ministro, Sergio Costa in questo caso, così attivo anche sui social nel ribadire apertamente il proprio dissenso per le azioni intraprese a Trento: un conto è avere il ministero contrario e silente, un altro dichiaratamente ostile (Qui articolo). 

 

"Stiamo lavorando per ottenere una gestione diretta dei grandi carnivori - aggiunge Fugatti - a breve il tema sarà trattato dalla Commissione dei Dodici, appena insediata, che lavorerà ad una specifica norma di attuazione. Sappiamo che non sarà un percorso facile, ma dobbiamo farlo e lo faremo anche con le altre regioni del nord. Ci sono azioni di breve periodo, come quella su M49, di cui ci siamo assunti la responsabilità per la prima volta senza che attaccasse l’uomo e ci sono azioni di lungo periodo".

 

E' tanto doveroso, quanto legittimo portare le criticità a Roma, soprattutto se previsto dalle regole del gioco, così come puntare sulla volontà di delega alla competenza primaria. Far presente e spiegare problemi è compito anche della politica, soprattutto se il governo è "amico" e appoggi in questo senso nella capitale non dovrebbero mancare, soprattutto dopo che tra emendamento salva Trentino saltato con voto di fiducia di Fugatti allora in parlamento (Qui articolo) e dissesto idrogeologico (Qui articolo) non andato a buon fine per l'inerzia di piazza Dante, sono stati lasciati per strada circa 75 milioni

 

La sensazione è quella di trovarsi nel guado: qui si continua a far propaganda e si organizzano tavoli di ordine pubblico e per la sicurezza, mentre oltre il confine provinciale sono quasi sempre porte chiuse in faccia. E la cattura di M49, già nel mirino dall'anno scorso quando è stato munito di radicollare,  non sarà, ovviamente, la soluzione di tutti i mali. Catturato questo esemplare evidentemente confidente, un altro potrebbe essere poi pronto a prenderne il posto. Da Jurka a Dj3, c'è sempre un nuovo plantigrado a prendersi la scena. Capitolo diverso per Kj2 e Daniza, in quel caso c'erano state delle aggressioni all'uomo. La gestione dei grandi carnivori è un tema, soprattutto se il governatore insiste sulla soglia di sostenibilità superata per il territorio in merito al numero di orsi presenti.

 

Un altro tema collegato è inevitabilmente quello della prevenzione. Aspetti non secondari nel piano Pacobace, un modo per dimostrare che la Provincia si spende per fare tutto il possibile in tema grandi carnivori, poi può capitare che non basti e allora si può catturare un orso. Ma i fondi sarebbero stati ridotti, come riportato in un'interrogazione dell'ex assessore Michele Dallapiccola, a sottolineare che le risorse sarebbero scese da 120 a 40 mila euro (Qui articolo).

 

I dati per il 2018 evidenziano che un allarme non c'è: 222 danni da grandi carnivori (nel 2017 erano state 216) dei quali 157 da orso e 65 da lupo, mentre la lince resta a quota zero. Sono stati complessivamente liquidati 171.567,46 euro, 94.977,52 dei quali per danni da orso e 76.589,94 euro per danni da lupo, contro rispettivamente gli oltre 130 mila euro del 2017 (82.979,54 euro per danni da orso bruno e 46.925,59 euro da lupo). Tolti orsi e lupi, il prossimo problema di ordine pubblico sarà il cinghiale?

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