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Trento
14 giugno | 06:00

Trentino in lacrime per la morte di Sardano, Martinelli e Zenatti sul Gran Paradiso: "Amici uniti dall'amore per la montagna che a volte ci mostra il volto più crudele"

Una tragedia terribile sulla Nord del Gran Paradiso. Il Trentino piange per tre vite spezzate a circa 3.600 metri, quelle di Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti. La ricostruzione della dinamica affidata alle indagini dei finanzieri del Sagf di Entrèves

TRENTO. Il Trentino piange la morte di tre alpinisti. Una tragedia terribile sulla Nord del Gran Paradiso. Colpite le comunità di Trento e di Brentonico ma sono tantissime le persone tra familiari e amici, e le associazioni che versano lacrime per tre vite spezzate a circa 3.600 metri, quelle di Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti (Qui articolo). 

 

I soccorsi sono stati allertati da un familiare che intorno alle 19.30 di venerdì 12 giugno ha chiamato la centrale del soccorso alpino Valdostano, preoccupato per l'assenza di notizie dal proprio caro, che si sarebbe dovuto mettere in contatto per annunciare il rientro alla base dopo la discesa. Un'angoscia enorme perché la traccia del Gps in tempo reale era ferma da tempo.

 

L'elicottero, con a bordo equipe medica, squadra del soccorso alpino e tecnici, si sono subito portati in quota e hanno individuato i tre corpi, ormai purtroppo senza vita. Precipitati, secondo le prime ricostruzioni, per circa 400 metri. Erano in fase di ascesa e un alpinisti potrebbe aver perso una presa per cadere nel vuoto e trascinare gli altri due compagni di scalata. Si tratta di ipotesi in quanto non ci sono testimoni oculari. Sulla dinamica esatta dell'incidente sono in corso le indagini dei finanzieri del Sagf di Entrèves.

 

Un incidente fatale per i tre amici, appassionati di montagna e alpinisti molto esperti. Il 49enne Antonio Sardano, pugliese d'origine (era nato ad Andria), era un volto storico e assai conosciuto nel mondo del soccorso provinciale, prima come autista soccorritore e successivamente alla Centrale Operativa. Il 29enne Sergio Martinellilaureato in economia e commercio all'Università di Trento, operava nel medesimo campo - con competenze particolari nella data analyst - e aveva lavorato anche per la Cooperazione trentina. Entrambi soci della Sosat e residenti a Trento.

 

"E' un giorno di grande tristezza per la città di Trento e per il Trentino, colpiti ancora una volta da un lutto crudele", dice Franco Ianeselli, sindaco di Trento. "Siamo davvero affranti per la morte di Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti, amici uniti dall'amore per la montagna e dall'impegno per il mondo che in qualche modo alla montagna è legato, chi nella Sosat, chi in Trentino Emergenza. Erano alpinisti esperti, ma purtroppo a volte l'esperienza non basta perché  in quota non esiste il rischio zero: la montagna nonostante tutte le cautele a volte ci mostra il suo volto più crudele. Alle famiglie arrivino il cordoglio e l'abbraccio dell'amministrazione comunale e di tutta la città".

 

Maicol Zenatti di 39 anni, residente sull'Altopiano di Brentonico. Era co - fondatore di Pigmento - Lab, azienda che opera nel campo informatico. Era uno sportivo a tutto tondo, grande appassionato di montagna ma anche di fitness. Socio della sezione di Mori della Sat.

 

"La comunità di Brentonico si stringe con profondo cordoglio alla famiglia di Maicol Zenatti, residente a Prada, tragicamente scomparso sul Gran Paradiso", le parole del sindaco Mauro Tonolli. "Ai genitori, alla compagna, ai fratelli, ai familiari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va la vicinanza sincera dell’amministrazione comunale in questo momento di immenso dolore. Esprimiamo vicinanza anche ai familiari di Antonio Sardano e Sergio Martinelli in questo momento di lutto".

 

Un cordoglio enorme. Tanti i messaggi di ricordo e di incredulità per un terribile incidente. A intervenire anche il presidente della Provincia di Trento

 

Esprimo il mio più profondo cordoglio e la mia vicinanza alle famiglie e ai cari di Antonio Sardano, Sergio Martinelli e Maicol Zenatti", commenta Maurizio Fugatti. "Erano alpinisti esperti e legati da una grandissima passione per le nostre vette. La loro scomparsa è una tragedia enorme che colpisce al cuore tutta la nostra comunità e l'intera comunità alpinistica. In questo momento di immenso dolore, ci stringiamo con forza attorno a chi sta soffrendo per questa drammatica e improvvisa perdita".

 

Un lutto che ha colpito tantissime comunità. Dall'Asuit alla Sat, con le sue sezioni, e la Sosat (Qui articolo). 

 

"E' una tragedia che colpisce profondamente l'intera comunità della montagna", commenta Cristian Ferrari, presidente della Sat. "Desideriamo esprimere la nostra più sincera vicinanza alle famiglie, agli amici, ai soci delle sezioni e a tutte le persone che hanno condiviso con loro la passione per la montagna e per l'alpinismo. Di fronte a una tragedia come questa le parole sono difficili. Parliamo di persone che conoscevano la montagnache la frequentavano con esperienzapreparazione e rispetto. E' forse proprio questo che rende ancora più doloroso quanto accaduto. La montagna non è mai una conquista definitiva: richiede competenzaprudenza e umiltàe conserva sempre una dimensione che sfugge al nostro controllo. In momenti come questi sentiamo tutta la fragilità della condizione umana di fronte all'ambiente che amiamo e frequentiamo. Rimane il dolore per una perdita che coinvolge non solo le persone a loro più vicine, ma l'intera comunità alpinistica trentina".

 

Sono state 24 ore tremende in valle d'Aosta e di fortissima pressione per i soccorritori: sette gli alpinisti morti in quattro distinti incidenti in alta quota. 

 

"In questo momento l'unica cosa che si deve fare è tacere, rispettare il dolore altrui e stringersi attorno a chi ha perso un marito, un fidanzato, un figlio, un parente, un amico. Mi fanno infuriare i 'processi sui social' con i 'leoni da tastiera' che scrivono che dovevano stare a casa, cosa sono andati a fare, eccetera, eccetera. In montagna esistono imprevisti e fatalità, l'ambiente è pericoloso e, dunque, le tragedie - lo sappiamo - possono accadere", conclude Paolo Comune, direttore del soccorso alpino Valdostano.

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