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Bilancio, salta l'emendamento salva-Trentino. Minori entrate per 70 milioni di euro e Fugatti vota comunque la fiducia

Fugatti era convinto che il governo avesse accolto la clausola di neutralità che prevedeva una compensazione del minor gettito con minori versamenti allo Stato. Ma una 'manina' ha tolto la norma

Di Donatello Baldo - 03 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. Tranquilli, siamo in una botte di ferro, il governo amico ci protegge e i soldi poi ritornano. Quali soldi? I 70 milioni di minor gettito della flat-tax: c'è un emendamento studiato appositamente, accolto dall'esecutivo, che sarà inserito nella legge di bilancio. Siamo salvi. Meno tasse per tutti, ma nessuna penalizzazione per le casse del Trentino.

 

L'entusiasmo, alla vigilia di Natale, nell'ultima seduta di giunta del 2017, era contenuto. "Fin che non vedo non credo", diceva Fugatti che però tradiva la soddisfazione di aver portato a casa un risultato non da poco. "Grazie ai deputati Svp, a quelli della Lega, ai membri del governo, anche a Fraccaro". Grazie a tutti, il rischio di vedere diminuire le entrate a fronte della diminuzione delle imposte sembrava scongiurato.

 

"Abbiamo trattato con il governo sottotraccia e nella giornata di ieri (20 dicembre, ndr) l'accordo è stato raggiunto - spiegava il governatore - un emendamento che prevede un monitoraggio sulla ricaduta della riduzione delle imposte sul territorio trentino. A fronte di questo monitoraggio - sottolineava Fugatti - se vi è un gettito minore viene ricompensato sul miliardo e mezzo degli accordi di Milano e di Stabilità".

 

(ASCOLTA AUDIO del GOVERNATORE)

 

 

Spieghiamo il meccanismo. Il bilancio provinciale è determinato dalle imposte pagate in Trentino, quindi una minor tassazione significa un minor gettito e conseguentemente una diminuzione di introito. La flat-tax abbassa il gettito e quindi si abbassano le entrate sul bilancio provinciale. Come fare allora? Concordare con Roma una clausola di neutralità.

 

Una mossa, questa, suggerita dallo stesso Rossi che aveva lasciato un appunto sulla scrivania del nuovo presidente: "Proponi la clausola di neutralità, altrimenti si rischia di perdere tanti soldi con la nuova politica fiscale del governo giallo-verde". Una mossa intelligente: va bene le minori tasse, ma se si traducono in minor introito per il Trentino si recupera sui soldi che annualmente versiamo allo Stato per il Patto di Garanzia e per l'Accordo di Milano, il famoso miliardo e mezzo su cui si proponeva la compensazione.

 

Bella l'idea, governo d'accordo, comma inserito nel maxiemendamento. Tutto pronto, tanto che la giunta, per farsi trovare pronta, aveva addirittura predisposto una delibera di modifica dello Statuto di Autonomia, per intervenire sull'articolo 104 che definisce gli aspetti finanziari. "Se l'emendamento diventa legge - aveva assicurato il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti - siamo già pronti per mettere in atto ciò che ora è in itinere".

 

Tutto pronto, tanto che il governatore Maurizio Fugatti è partito per Roma, direzione Montecitorio, per votare orgoglioso la fiducia alla legge di Bilancio. Un sì convinto perché all'interno gli avevano detto che l'emendamento c'era. Ma invece no, è stato tolto, nessuna compensazione del minor gettito. Al Trentino arriveranno 70 milioni di euro in meno e non ci sarà verso di recuperarli 'scalandoli' dal famoso miliardo e mezzo.

 

E' stato il governo a togliere la norma salva-Trentino dal maxiemendamento? No, sembra sia stata la ragioneria della Camera dei Deputati, l'ennesima 'manina' tecnica che interviene per far quadrare i conti delle proposte giallo-verdi. Sta di fatto che l'emendamento non c'è più e la clausola di neutralità è sparita.

 

Maurizio Fugatti, a Roma il 29 di dicembre, seduto sul suo scanno che ancora occupa nonostante sia governatore e le due cariche siano incompatibili, ha votato la fiducia nel governo amico, pur senza quell'accordo in difesa del Trentino. Ha detto sì, perché l'amicizia è un nobile valore. Ancor più nobile dell'Autonomia?

 

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