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Il lupo ripescato nell'Avisio? Aveva testa e zampe mozzate ma per la Pat ''riportava numerose fratture''. Intanto avanti tutta sulla ''pericolosità sociale''

Ripescato il 10 marzo dai vigili del fuoco, sul sito ufficiale ''grandi carnivori'' veniva riportato poco o niente e che era morto probabilmente per un investimento. Intanto il Comitato per l'ordine pubblico si è riunito ascoltando anche la Procuradora del Común general de Fascia che ha riferito di lupi che si avvicinano ai giardini quando proprio suo marito aveva postato il video dove a un lupo veniva lanciato del cibo durante una grigliata 

Di Luca Pianesi - 08 maggio 2019 - 18:57

TRENTO. Aveva la testa e le zampe anteriori mozzate il lupo trovato il 10 marzo nell'Avisio. Eppure, di questi dettagli, da un lato raccapriccianti dall'altro utili per ricostruire quanto sarebbe accaduto, nessuno ha avuto notizia: il rapporto Grandi Carnivori in Trentino della Pat, infatti, si era limitato a specificare che l'esemplare presentava ''numerose fratture rilevate'' e questo era quel che era stato riportato, poi, anche dagli organi di stampa. 

 

Sul sito della Provincia, si spiega, in particolare, che ''gli accertamenti svolti sui resti del canide rinvenuto in Val di Fassa nel torrente Avisio (nei pressi di Soraga) hanno confermato che si tratta di un lupo. Le numerose fratture rilevate fanno ritenere che l’animale sia stato vittima di un investimento stradale'' (QUI). E quindi, tutti gli organi di informazione, noi compresi (QUI ARTICOLO), hanno riportato questa versione recuperando le immagini dell'accaduto tutte (col senno di poi) stranamente scattate da molto lontano. 

 

Ma sul posto, quel giorno c'erano tante persone e quindi, oggi, il Dolomiti è in grado di confermare che quel lupo recuperato dai vigili del fuoco (con funi e imbrago fatti passare attorno al corpo dell'animale per riportarlo a terra) in realtà era privo della testa e delle zampe anteriori. E a ben vedere anche in una delle foto, zoomando, si può capire che quel povero animale non era più completo nella sua forma. Viene da chiedersi che fine abbia fatto la testa di questo animale (oltre che le zampe) e che tipo di straordinario incidente possa aver causato un taglio netto delle parti anteriori dell'animale.

 

Di una cosa non c'è dubbio: quello qua sotto è un lupo morto per investimento (era il 21 aprile 2016 e l'incidente era avvenuto a Castelnuovo in Valsugana) e in questo caso ad essere fatali per l'animale erano state le numerose fratture interne.

 


 

Insomma in fase di ''governo del cambiamento'' anche le notizie che trapelano dagli organi ufficiali cambiano, come cambiano le conseguenze per un lupo dopo un ''investimento''. Il tutto mentre il dibattito attorno a questi animali è sempre più polarizzato e strumentalizzato dalla politica provinciale. Il presidente Fugatti continua a parlare di ''problemi di ordine pubblico'' legati alla presenza del lupo quando nessun dato scientifico avvalora questa tesi, nessuna aggressione viene ricordata in Italia negli ultimi 200 anni a un essere umano, nessuna minaccia per l'incolumità delle persone.

 

Semmai avviene il contrario. Tutti hanno negli occhi il ricordo di quelle persone che durante una grigliata, in Val di Fassa, si mettevano a lanciare parti di cibo a un lupo, facendolo avvicinare per poi scattarsi dei selfie con lui sullo sfondo. Ebbene il video era stato condiviso dal marito della senatrice Testor, Procuradora del Comun General de Fascia. E per questo appare ancor più incredibile il comunicato diramato dalla Provincia di ieri che, nel documentare la riunione del ''Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza'', ha sottolineato come proprio la procuradora del Común general de Fascia (assieme al sindaco di San Giovanni) ''hanno portato all’attenzione dei partecipanti del tavolo le testimonianze di coloro che si sono ritrovati il lupo nel giardino di casa o in aree pubbliche''.

 

Il problema, evidentemente, sono proprio coloro che lo attirano, rendendo confidente il lupo (LO SPIEGAVAMO QUI) altrimenti animale schivo e che si tiene ben lontano dall'uomo come dimostra il video qui sotto: si tratta di un branco di lupi fototrappolati da Paolo Scarian, appassionato ed esperto di esemplari della Val di Fassa e della Val di Fiemme che dimostra come questi animali appena percepiscano anche solo l'odore dell'uomo (rimasto sulla stessa fototrappola) fuggano scomparendo nella boscaglia.

 

 

 

 

Eppure le elezioni si avvicinano ed è sempre più urgente dare dei segnali alla popolazione convinta, qualche mese fa, a votare per il ''governo del cambiamento'' anche dopo aver soffiato forte sul fuoco della paura per questi animali. E mentre i danni causati dai lupi restano molto contenuti (QUI ARTICOLO) e addirittura in Alto Adige sono calati (nel 2017 ammontavano a 9.800 euro mentre nel 2018 sono scesi a 6.960 euro - dati ufficiali Provincia di Bolzano) la riunione del Comitato per l'ordine pubblico di ieri ha entusiasmato il presidente Fugatti che ha così commentato festante su Facebook:

 

 

Intanto si attende ancora la sua risposta all'interrogazione dell'ex presidente della Provincia Ugo Rossi su come il lupo sia tornato in Trentino. Per Fugatti ogni evidenza scientifica e di studio era una ''storiella'' e qualcuno, al contrario, avrebbe reintrodotto questo animale per non si sa quale scopo (QUI ARTICOLO). Vedremo se arriverà prima quella o il ''mandato di cattura'' per i lupi.

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