Contenuto sponsorizzato
Bolzano
15 luglio | 07:45

Se hai l’umlaut nel cognome l’app IO ti rimbalza: il bug dei "due puntini" e dei server della Motorizzazione Civile che manda in tilt lo Stato italiano

La digitalizzazione si inceppa sulla "ü". Così un errore di trascrizione lascia a piedi migliaia di automobilisti altoatesini

BOLZANO. L'era della digitalizzazione all'italiana si scontra con la grammatica tedesca e, manco a dirlo, a farne le spese sono i cittadini dell'Alto Adige. Da un anno e mezzo il governo spinge forte sull'acceleratore dell'IT-Wallet, il portafoglio digitale integrato dentro l'app IO che permette di tenersi sullo smartphone la versione digitale di patente, tessera sanitaria e carta della disabilità. Sulla carta si tratta di un successo clamoroso: i dati nazionali aggiornati a oggi parlano di 15 milioni di utenti attivi e più di 20 milioni di documenti già caricati sul cloud. Tutto bellissimo, moderno e comodo, a patto però che nel nome o nel tuo cognome non compaiano i classici due puntini sopra le vocali.

 

Se ci si chiama Müller, Bär o Öhler, tentare di digitalizzare la patente su IO si trasforma infatti in un vicolo cieco tecnologico. Nel momento in cui si prova a caricare il documento, il sistema si inceppa bruscamente, sputa fuori un messaggio di errore generico e impedisce di completare la procedura, costringendo l'automobilista a rimettersi in tasca il vecchio pezzo di plastica.

 

Il paradosso burocratico-informatico è finito dritto sui banchi del Consiglio provinciale a Bolzano attraverso un'interrogazione depositata lo scorso 23 giugno da Maria Elisabeth Rieder, esponente di Team K. La consigliera d'opposizione ha raccolto le proteste e le segnalazioni di diversi cittadini rimasti tagliati fuori da un servizio che, come lei stessa ha ricordato, diventerà sempre più centrale e imprescindibile per l'accesso ai servizi della pubblica amministrazione.

 

La replica del governatore Arno Kompatscher ha confermato che il problema esiste ed è tutt'altro che una svista da poco. La giunta si è mossa a vari livelli, tanto che la questione è arrivata direttamente a Roma all'inizio del 2026. Kompatscher ne ha parlato faccia a faccia con il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e per il momento la risposta ufficiale della macchina ministeriale è un classico "gli uffici competenti stanno studiando possibili soluzioni", senza però alcuna tempistica certa.

 

Ma dove sta l'inghippo? A quanto pare, la colpa non è dei programmatori dell'app IO, che si limitano a pescare i dati messi a disposizione dai vari enti. Secondo un'analisi del portale specializzato DDay, il vero cortocircuito si nasconde nei server della Motorizzazione Civile, l'ente che gestisce e rilascia le patenti. Nei loro vecchi database, i cognomi contenenti la metafonia (l'umlaut) sarebbero stati registrati e trascritti con criteri grafici diversi rispetto a quelli standard utilizzati dall'Anagrafe Nazionale (ANPR).

 

Di conseguenza, quando l'app IO tenta di far dialogare le due banche dati per verificare l'autenticità del documento e fare l'incrocio dei dati, i computer non si capiscono. Trovando una discrepanza tra il "Muller" o "Mueller" della Motorizzazione e il "Müller" dell'Anagrafe, il sistema vede due identità formalmente diverse e, per ragioni di sicurezza, blocca tutto. Un pasticcio di competenze e archivi digitali che, finché non verrà risolto a Roma, rischia di lasciare migliaia di altoatesini un passo indietro nella transizione digitale.

 

 

Questa la posizione di PagoPA sulla questione che conferma quanto scritto in precedenza.

 

In merito alle segnalazioni sul caricamento della patente su App IO, si precisa che l'anomalia non è riconducibile all'applicazione, che si limita a ricevere e visualizzare l'esito delle verifiche previste dal processo di emissione della patente digitale. Tali verifiche comprendono controlli automatici di coerenza tra le informazioni presenti negli archivi coinvolti, l’Anagrafe Nazionale degli Abilitati alla Guida della Motorizzazione e l'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), per garantire la massima correttezza delle informazioni e tutelare l'identità del cittadino.

 

L'intero sistema coinvolto, comprensivo dell'App IO, dell'Anagrafe Nazionale degli Abilitati alla Guida e dell'ANPR, gestisce nativamente i caratteri speciali e i segni diacritici presenti nei nominativi, ivi comprese le dieresi.

 

La presenza di tali caratteri non costituisce pertanto, di per sé, motivo di mancata emissione della patente digitale.

La procedura viene sospesa esclusivamente qualora le verifiche automatiche rilevino una mancata perfetta corrispondenza delle informazioni anagrafiche tra i due archivi di riferimento, circostanza che impedisce, a tutela dell'identità del cittadino, l'attribuzione automatica della patente digitale. In tali casi, l'app mostra un messaggio informativo che invita l'utente a contattare l'assistenza dedicata della Motorizzazione (all'indirizzo uco.dgmot@mit.gov.it o ai numeri 800 232323 e 06 45775927), affinché possano essere effettuate le necessarie verifiche sulla mancata corrispondenza rilevata e adottare le eventuali azioni conseguenti.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 luglio | 16:33
L'incidente è avvenuto questo pomeriggio lungo la statale del Brennero nella galleria del Virgolo
Cronaca
| 15 luglio | 15:48
Il fatto è successo a Kufstein domenica ma oggi la polizia del Tirolo ha reso pubblico l'accaduto spiegando che la donna è ancora ricoverata in [...]
Cronaca
| 15 luglio | 13:15
Dalle 13 di oggi fino alle 12 di domani, 16 luglio, allerta ordinaria gialla su tutto il territorio trentino: attesi forti temporali già dal [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato