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Bolzano
05 dicembre | 09:26

"Lupo trovato decapitato nel parco naturale: ecco la risposta criminale dei bracconieri all'abbassamento del livello di protezione, basta sanzioni ridicole"

Dopo il ritrovamento di un lupo ucciso illegalmente e al quale è stata tagliata la testa, le zampe e la coda nel parco naturale Fanes-Sennes-Braies arriva la dura presa di posizione dell'Enpa: "Basta con le sanzioni irrisorie, è necessario prevedere la fattispecie del delitto nel Codice penale, con la reclusione e una fortissima multa per chi uccide specie protette"

BOLZANO. "Ecco la risposta dei bracconieri al declassamento del lupo. Basta con le sanzioni ridicole per le uccisioni di animali protetti". Dopo la notizia del lupo ucciso illegalmente in Alto Alto Adige e al quale sono state tagliate la testa, le zampe e la coda (QUI ARTICOLO), arriva a stretto giro la dura presa di posizione dell'Enpa.

 

Ripercorrendo brevemente l'accaduto, l'agghiacciante scoperta è stata fatta dai carabinieri e dal corpo forestale altoatesino nel parco naturale Fanes-Sennes-Braies: un atto, hanno spiegato le autorità, di particolare crudeltà che ha reso necessario un rafforzamento delle attività di pattugliamento per la prevenzione e la repressione del bracconaggio a tutela delle specie protette dell'arco alpino. Nel corso dei controlli, inoltre, un residente della Val Badia è stato denunciato per detenzione illegale di parti di armi da fuoco e per il reato di bracconaggio (QUI ARTICOLO).

 

Tornando all'uccisione del lupo, l'Enpa - attraverso le parole della presidente della sezione di Rovereto Ivana Sandri - sottolinea come questa sembri "la risposta criminale al declassamento del lupo voluto ieri dalla maggioranza di Governo con la legge di delegazione europea".

 

"Un atto - prosegue Sandri - che abbiamo correttamente definito ingiusto e ingiustificabile, e che oggi alla luce dell’orrore scoperto dalle Forze dell’ordine mostra tutta la sua pericolosità. Il tutto aggravato, se possibile, dal fatto che per compiere un atto indegno è stato scelto un Parco naturale: una sfida alla legge, alla cultura, alla coscienza e alla volontà degli Italiani".

 

Enpa rimarca di aver  "ripetuto fino allo sfinimento" che l’abbassamento dello status di protezione da particolarmente protetto a protetto "diventa per la parte peggiore della società un segnale di liberi tutti, cioè di poter ammazzare impunemente i lupi, mentre non è assolutamente così".

 

"Basta con i pannicelli caldi, ovvero con le sanzioni irrisorie come quelle dell’art. 727 bis del Codice Penale - tuona la presidente dell'Enpa di Rovereto - che prevede misure ridicolmente basse: è necessario prevedere la fattispecie del delitto nel Codice penale, con la reclusione e una fortissima multa per chi uccide specie protette".

 

Infine, un appello diretto ai Ministeri interessati. "Ancora una volta - conclude la nota diffusa - invochiamo l’intervento del Ministro dell’Ambiente affinché assolva i suoi doveri istituzionali, ma anche l’intervento del Ministro della Giustizia, perché chi compie delitti tanto orrendi è un criminale pericoloso per l’intera comunità. Da parte nostra un ringraziamento sentito ai Carabinieri e al Corpo forestale provinciale per il lavoro prezioso svolto nella prevenzione e nel contrasto alle attività criminali".

 

 

 

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