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Gratteri, Tajani, Raimondi: grandi ospiti per la Fondazione Caritro con un Del Debbio versione dottor Jekyll e mister Hyde

La Fondazione Caritro ha deciso di festeggiare i suo 25 anni organizzando una serie di incontri dove i diritti umani saranno il tema centrale. Nel ruolo di intervistatore ci sarà Paolo Del Debbio, giornalista di Quinta Colonna

Di Carmine Ragozzino - 19 ottobre 2017 - 18:12

TRENTO. Parlare di diritti umani affidandosi ad un paladino dell’inumanità televisiva. Proporre riflessioni tanto attuali quanto importanti scegliendo come conduttore, intervistatore, un personaggio che ingrassa il portafoglio suo e di Mediaset alimentando una caciara ad uso di audience.

 

Una caciara che sta alla nobiltà di un dibattito e di un confronto civile tanto quanto la Nutella sta allo sgombro. La Fondazione Caritro  ha deciso di festeggiare i suo 25 anni organizzando una serie di incontri 'seri'. Anzi serissimi. Ha agganciato personaggi di spessore indubitabile, per dare un palco ai diritti negati, bistrattati o da conquistare. Ha scelto Paolo Del Debbio come 'intervistatore'. Ha scelto, cioè,  un giornalista – filosofo che nella sua Quinta Colonna abbatte scientemente ogni norma di buonsenso per dare fiato alle urla di un 'popolo' che si scanna ad uso di telecamera.

 

Boh. La Fondazione Caritro può fare ciò che vuole. Ma anche la perplessità, la nostra, è legittima. Una perplessità che è cresciuta questa mattina, alla presentazione di 'Le grandi interviste – le sfide dell’Europa: diritti umani ed economia'.

 

Ci è, infatti, salito il dubbio che Del Debbio abbia un sosia, un replicante. E che il soggetto in questione – quello che ieri ha spiegato senso e metodo dell’iniziativa Caritro – sia l’opposto dell’appicca - fuochi televisivo. Ma tant’è. Se la tv è finzione a volte la realtà è pure peggio. In una versione apparsa ancor più moderata di quanto non lo fosse Ugo Zatterin (l’eroe di un’equidistanza catodica soppiantata dagli urli al cielo del nulla), Del Debbio è entrato nel merito del programma Caritro. 

 

E il merito è davvero interessante. Istruttivo. Utile. Si inizia domani a Rovereto, allo Zandonai, ospitando il magistrato Guido Raimondi, presidente della Corte Europea dei diritti dell’uomo.  Sono diritti che lontano dal pollaio televisivo che lui pastura con arte apparentante distaccata e neutra sembrano davvero coinvolgere il conduttore-intervistatore: Del Debbio.

 

“Raimondi – ha detto ieri Del Debbio – ha cambiato in meglio quella Corte e noi italiani dobbiamo andarne orgogliosi. L’ha sburocratizzata, ha fatto in modo di accelerare per quanto è possibile le pratiche. Ne ha fatto un pungolo fondamentale verso gli stati membri, che sono 47,  per affermare una giustizia che nelle varie patrie è spesso una chimera”. A Rovereto le considerazioni di Raimondi avranno il supporto di due servizi curati dallo stesso Del Debbio. “Si tratteranno piaghe sociali partendo da storie vere. La prima è quella di un affido avvelenato da un rapporto tra la madre ed un assistente sociale che ha privato il padre del figlio fino a quando la Corte non è intervenuta. La seconda, drammatica, è la storia di due magistrati che hanno ignorato la disperazione di una donna minacciata, stolkerizzata. E quella donna è stata uccisa

 

A Raimondi spetterà tracciare i confini delle competenze di questo organismo giuridico al quale può rivolgersi ogni singolo cittadino europeo. Cosa che sta accadendo sempre più spesso anche per le questioni iper- delicate delle unioni civili e delle adozioni gay. E qui la soporeferità degli Stati rispetto alle sentenze della Corte Europea ha un sussulto immediato di sovranismo. Dopo Raimondi l’iniziativa della Fondazione Caritro resterà in Europa virando dai diritti alla politica e all’economia con l’arrivo, (a Trento o a Rovereto) di Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento.

 

“Da lui – ha detto Del Debbio – vorremmo sapere se il futuro europeo sarà in mano a Merkel-Macron. O che altro”. Di sicuro si saprà invece dal magistrato Nicola Gratteri, terzo ospite del programma, a chi è in mano l’Italia. L’Italia peggiore. Dal bastonatore degli ndranghestiti l’intervistatore sembra aspettarsi anche un po’ di dietrologia. “Renzi lo voleva ministro della giustizia, Napolitano rispose picche.

 

A Gratteri – anticipa Del Debbio – chiederemo perché”. Purché risponda. Gratteri potrebbe invece dare corda senza grossi patemi ad un’altra curiosità che per Del Debbio è prioritaria: “Il magistrato ha detto e scritto in un libro che le fiction sulla mafia fanno male perché fanno passare i mafiosi per eroi: nell’incontro vorremmo approfondire il concetto. Come? Magari portando Gratteri a confrontarsi con alcuni attori protagonisti delle fiction più famose, tipo Gomorra”.

 

Gli incontri promossi dalla Fondazione Caritro saranno in tutto cinque. Dei primi tre si sa, a partire da quello di domani sera alle 21, si sa. Gli altri verranno. E l’amplificazione degli eventi sarà televisiva. Nel “pacchetto” che Del Debbio ha confezionato per la Fondazione ci sono anche gli speciali che andranno in onda a Medieset (Tgcom 24).

 

Pacchetto completo. Pacchetto probabilmente costoso, ma non è questo il punto. Il punto è semmai lo stridore di cui s’è provato ad accennare all’inizio di questo articolo. Abbondanza di qualità nella proposta alla quale fa da contraltare l’abbondanza di superficialità che contraddistingue il conduttore-intervistatore quando si prende il diritto di spogliare ogni argomento di sostanza per lasciare campo libero al livore, alla reciproca mancanza di rispetto, alla guerra tra fazioni che sproloquiano senza che un arbitro mostri mai un cartellino rosso.

 

Ai tori dell’aberrante televisivo Del Debbio mostra, casomai, il drappo rosso che scatena i peggio istinti. Ma va così. Del Debbio – 'l’altro Del Debbio' che s’è sentito ieri – svolgerà certamente bene il suo compito. La Fondazione Caritro sarà contenta e non si porrà alcun dubbio. Noi continueremo ad essere “smarriti” dal festival dei diritti affidato al paladino dell’inumanità televisiva. Ma lo smarrimento non fa audience. E la coerenza è impopolare.

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