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| 03 dic 2017 | 15:30

Investito sulle strisce pedonali, risarcito per 160 mila euro

L'incidente era avvenuto nel maggio 2016 in via Rosmini. Il giudice ha condannato la donna al volante del pick-up anche a cinque mesi e dieci giorni di reclusione (pena sospesa)

di Redazione

TRENTO. E' rimasto invalido dopo essere stato investito sulle strisce pedonali e la donna al volante del pick-up è stata condannata a risarcire il 50enne per una provvisionale di 160 mila euro. 

 

L'incidente era avvenuto nel maggio 2016, quando il 50enne è stato centrato dal veicolo: secondo quanto ricostruito dall'accusa la conducente stava percorrendo via Rosmini e all'altezza dell'attraversamento pedonale, notando un pedone che si accingeva ad attraversare la strada da destra a sinistra non si fermava o rallentava, ma lo investiva trascinandolo e facendolo cadere a terra.

 

L'impatto fu molto violento e l'uomo si è trovato a lottare tra la vita e la morte per un gravissimo trauma cranico, quindi dopo un periodo nel reparto di rianimazione aveva subito un delicato intervento alla testa, ma le lesioni erano tanto gravi che ora il cinquantenne risulta essere invalido.

 

La donna alla guida del pick-up è finita a processo per lesioni personali gravissime in violazione all'articolo 141-comma 4 del codice civile: 'conducente deve ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi quando riesce malagevole l'incrocio con altri veicoli, in prossimità degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza'.

 

La Procura aveva inoltre chiesto un anno di reclusione senza la sospensione della pena e 300 mila euro per i soli danni morali. La difesa però si era opposta e in particolare aveva ricostruito la dinamica affermando che l'uomo aveva attraversato la strada in diagonale, quindi non sulle strisce pedonali, per raggiungere la fermata dell'autobus sull'altra parte della strada.

 

La difesa aveva inoltre disposto una perizia cinetica per evidenziare che il mezzo si trovava in colonna e quindi non superava i 14 chilometri orari, tanto che sul veicoli non si rilevavano segni di impatto. Il giudice alla fine ha condannato la donna in relazione all'articolo 141, ma comma 2: 'Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo'.

 

L'imputata è stata quindi condannata a cinque mesi e dieci giorni di reclusione (pena sospesa) per lesioni gravissime e al risarcimento del danno per la somma di 160 mila euro già versata al pedone a titolo di provvisionale, demandando alla sede civile la liquidazione del danno, anche biologico e patrimoniale. 

 

 

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