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| 29 nov 2017 | 18:15

Maxi operazione della Guardia di Finanza nel settore extra-alberghiero, 13 persone denunciate e 1,5 milioni sottratti al fisco

Tre persone sono state denunciate per frode fiscale e dieci per inosservanza delle leggi di Pubblica Sicurezza in materia di segnalazione degli alloggiati. Una famiglia gestiva 15 appartamenti in forma b&b per avere un trattamento fiscale favorevole 

di Redazione

RIVA DEL GARDA. Si chiama “Sogni d'oro” l'operazione conclusa dai finanzieri del Comando Provinciale di Trento che ha portato un controllo dell’attività extra-alberghiera irregolare  nella zona dell'Alto Garda arrivando a denunciare 13 soggetti, 3 dei quali per frode fiscale e 10 per inosservanza delle leggi di Pubblica Sicurezza in materia di segnalazione degli alloggiati.

 

E’ stata constatata una base imponibile sottratta a tassazione per poco meno di un milione e mezzo di euro (1.472.368 euro), con un’imposta evasa stimata ai fini delle imposte dirette per oltre 600 mila euro e Iva per 113 mila euro.

 

Le attività di verifica fiscale, iniziate nel 2016, sono state svolte dalla Guardia di Finanza di Riva del Garda, in stretta sinergia con l’Agenzia delle Entrate di Trento e con la Procura della Repubblica di Rovereto.

 

L’operazione “Sogni d'oro” è partita da un’analisi effettuata su internet delle strutture alloggiative dell’Alto Garda che pubblicizzavano se stesse sui più noti siti di intermediazione come “attività extra-alberghiere”, ossia come affittacamere, bed & breakfast, case e appartamenti per vacanze o locazioni per brevi soggiorni.

 

Oltre all’osservanza delle norme, nazionali e provinciali, è stata attentamente controllata la presenza di tutta una serie di servizi aggiuntivi che, se forniti dalla struttura, fanno la differenza tra una mera locazione di immobile per brevi periodi, bed & breakfast, case per vacanze o affittacamere e un’attività alberghiera, quali, ad esempio, la coincidenza della residenza dei gestori con il luogo di esercizio, numero dei locali offerti al pubblico, presenza o meno di un servizio di lavanderia, il noleggio di biciclette o di altri mezzi di trasporto, la prestazione di servizi di guida per escursioni o per attività ricreative, la cessione non gratuita di libri od opuscoli, la somministrazione di cibi e bevande, la presenza di personale “di servizio” non facente parte del nucleo familiare.

Al termine dell’analisi sono stati selezionati 43 soggetti, tutti sottoposti a controlli fiscali approfonditi, operando accessi tributari e anche indagini di natura finanziaria sui conti correnti, al termine dei quali, per 24 soggetti, sono state riscontrate irregolarità di natura amministrativa, contabile e penale, corroborate in alcuni casi dal rinvenimento di contabilità in nero.

 

Dai controlli è risultata rilevante la posizione di una famiglia che gestiva, in forma imprenditoriale, una struttura ricettiva costituita da 15 appartamenti, sfruttando la formale veste di Bed & Breakfast, che consente un più favorevole trattamento fiscale in materia di imposta sul valore aggiunto, nonché di classificazione reddituale.

 

Attraverso l’attento esame della documentazione, le Fiamme Gialle trentine hanno individuato anche 3 soggetti che, al fine di ridurre ulteriormente il reddito, hanno inserito in dichiarazione spese per l’acquisto di beni di arredamento e minuteria, per un importo complessivo pari a circa 78 mila euro, in realtà mai sostenute, rendendosi responsabili del reato di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

 

Dieci soggetti sono stati denunciati per omessa comunicazione delle “schedine di notifica” di persone alloggiate, violazione punita dall’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza con l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro (pena convertibile in sanzione pecuniaria).

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