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Per Claudio Cia "Bisogna Agire", anche (un po') contro lo Ius soli

Il leader di Agire per il Trentino è tra i primi a posizionarsi sui blocchi di partenza per la campagna elettorale. Manifesti e propaganda, gazebi e slogan ad effetto: "Per tutelare la sicurezza bisogna Agire"

Pubblicato il - 31 ottobre 2017 - 06:20

TRENTO. Forse è Cludio Cia il primo che inizia la corsa per le prossime elezioni provinciali in modo ufficiale. Ha rifatto il look al sito, e ora ha tappezzato la città di manifesti che se non sono elettorali, sono comunque di propaganda. “Dovevamo rafforzare il simbolo – spiega – tutti conoscono me ma pochi conoscono Agire per il Trentino”.

 

La sua formazione politica ha poco più di un anno, per promuoverla tra gli elettori – che dovranno mettere la ics sul simbolo – si è pensato bene di fare cartelli ma anche spot radiofonici. Il messaggio si gioca sul nome del movimento, Agire. E così si declinano le idee e gli slogan.

 

“Per promuovere la politica onesta bisogna Agire”. “Per tutelare la sicurezza bisogna Agire”. Per combattere gli interessi di potere bisogna Agire”. Niente male, di sicuro qualcuno ci ha studiato un po', e il consigliere ammette che dietro a tutto questo c'è lo zampino di un professionista, “un consulente”, come lo chiama lui.
 

Le elezioni sono vicine, lui più di tutti lo sa. Mentre gli altri partiti si muovono in cerca di alleanze ed equilibri, alcuni forti del nome alcuni dell'acqua che portano di qua o di là, Claudio Cia riscopre il porta a porta e cerca di 'vendere' all'elettore la sua nuova formazione. “Facciamo 'gazebi' nelle valli, incontriamo la popolazione, il riscontro è molto positivo”, assicura Claudio Cia.
 

Nei 'gazebi', oltre alla cartellonistica 'studiata', appare qualche volta anche un cartello con scritto No Ius soli, con la firma di Agire per il Trentino. Un manifesto che non sarà affisso negli spazi pubblici, che non fa parte della campagna di promozione ma che al massimo gira su Facebool come meme.


Ma cosa pensa di questo argomento che fa impazzire la politica italiana? Claudio Cia la pensa come Lega Nord e Forza Nuova? “Io credo che ora come ora, in questa situazione di scontro ideologico sulla sicurezza, una proposta come questa non verrebbe capita”.
 

“E ad essere onesti a pensare che non sia il momento giusto è anche parte del Pd. I sondaggi – osserva Cia – li leggono anche loro e per opportunità politica alla fine vedrai che ci rinunciano”.

 

Ma la posizione di Cia non è di contrasto totale: “Credo che la normativa per l'ottenimento della cittadinanza siano sufficienti a garantire i diritti degli stranieri presenti da anni in Italia, non vedo discriminazioni”.
 

Poi aggiunge: “Quello che non sopporto è la forzatura, la volontà di imporre questa legge a tutti i costi. Ma anche il messaggio che passa: se si bruciano le tappe per la cittadinanza, se si accorciano i tempi, significa che si è più buoni”. Non è così per Cia: “Facendo così si alimenta lo scontro ideologico e di questi tempi non va bene”.
 

In un altro momento sarebbe diverso? “Perché non è stata fatta 10 anni fa questa proposta? Perché non si aspetta di risolvere l'emergenza immigrazione e a bocce ferme si fa una valutazione? Così ci sarebbe un confronto più sereno – assicura il consigliere – e un dialogo non viziato dal clima ideologico che ormai si contrappone ogni volta che si discute di migranti e stranieri”.

 

Ma il clima di scontro ideologico è la politica ad alimentarlo: “Ognuno tira l'acqua al proprio mulino – ammette Cia – ma il problema non sono i migranti, è la sicurezza. Immigrati ne sono sempre arrivati negli anni passati ma ora subiamo un aumento dei flussi e soprattutto un'incapacità nella gestione. Questo è il problema, e questo alimenta lo scontro”.
 

Uno scontro che sarà centrale anche nella prossima campagna elettorale, in quella lunga cavalcata che dalle politiche porterà alle elezioni provinciali del prossimo autunno. “Credo di sì, anche in Trentino si avverte questo tema e su questo tema si scontra la politica. La gente che incontriamo ai 'gazebi' odia il Cinformi tanto quanto odia Equitalia".

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