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Valanga sul Piz di Montes in Val di Sole, resta "marcato" il rischio di distacchi nevosi sulle montagne

I pericoli sono più alti sulle "ali" della provincia mentre tra il "moderato e il marcato" sull'asse centrale. Per Meteotrentino è "elevata la possibilità di provocare distacchi a lastroni anche con debole sovraccarico (il passaggio di uno sciatore)"

La valanga avvenuta dalla cima del Piz di Montes - Cimon di Bolentina (Foto CLV Stanchina)
Pubblicato il - 30 dicembre 2017 - 12:51

TRENTO. E' un fronte nevoso esteso quello che si è staccato ieri dal Piz di Montes - Cimon di Bolentina nel comune di Malé. Alcuni lastroni superficiali della valanga sono filtrati tra le reti dei paravalanghe ma, ci spiegano dalla stazione del soccorso alpino di Pejo, non ci sarebbero pericoli e tutto sarebbe sotto controllo perché la neve è, comunque, in generale, al di sotto dei paravalanghe.

 

 

L'attenzione, comunque, è molto alta soprattutto sulle "ali" della provincia. Meteotrentino spiega che in queste zone "il nuovo strato di neve fresca è andato a sovraccaricare un manto che, fino a 1800-2000 metri di quota, si presentava generalmente assestato e consolidato"

 

 

"Oltre tali quote - prosegue Meteotrentino - sui pendii più ripidi e interessati da accumuli di neve ventata, il manto era più stratificato, con presenza negli strati basali di brine e cristalli sfaccettati e, in superficie, di vecchie croste da rigelo o da vento. Diminuisce la possibilità di distacchi spontanei di valanghe a debole coesione, in genere di piccole o medie dimensioni, mentre la presenza di nuovi accumuli di neve ventata mantiene elevata la possibilità di provocare distacchi a lastroni, anche con debole sovraccarico (passaggio di un singolo sciatore)".

 

Le zone più pericolose sono quindi rappresentate dalle zone dove si verificano degli accumuli provocati dal vento e quindi in zone conche, dove ci sono avvallamenti, canaloni, zone sotto cresta.

 

Rischi più bassi ma comunque, in alcune zone di grado 3, anche sull'asse centrale della provincia.

 

 

 

"Il nuovo strato di neve fresca è andato a sovraccaricare un manto generalmente ben consolidato - spiega in questo caso Meteotrentino - e presente con spessori poco significativi; solo oltre il limite del bosco il manto era più stratificato, con presenza negli strati basali di brine e cristalli sfaccettati e, in superficie, di vecchie croste da rigelo o da vento. Poco probabile il distacco di valanghe a debole coesione, eventualmente di piccole o medie dimensioni, mentre la presenza di nuovi accumuli di neve ventata mantiene elevata la possibilità di provocare distacchi a lastroni, anche con debole sovraccarico (passaggio di un singolo sciatore); le zone più pericolose sono quindi rappresentate da tutte quelle notoriamente interessate dalla formazione di accumuli eolici come conche, avvallamenti, canaloni molto incisi, zone sotto cresta o a valle di repentini cambi di pendenza. Per la movimentazione sul territorio è quindi necessaria una buona capacità di valutazione locale del pericolo".

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