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Ex Ostello di via Manzoni, dopo le aste deserte l'Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù mostra interesse. Lentino: ''Pronti per un progetto con il Comune''

Dopo diverse gare andate deserte ora l'amministrazione avrebbe deciso di togliere la struttura dal mercato. L'AIG è interessata ad un progetto condiviso con il Comune: "Consentirebbe di accendere sulla città un faro internazionale legato al turismo giovanile ma soprattutto permetterebbe di creare nuovi posti di lavoro e un nuovo indotto

In foto la struttura di via Manzoni e il segretario nazionale dell'Aig Carmelo Lentino
Di Giuseppe Fin - 03 marzo 2018 - 06:01

TRENTO. “Siamo disponibili a sviluppare assieme al Comune di Trento un progetto che possa portare l'ex Ostello di via Manzoni a tornare ad essere una struttura turistica per accogliere i giovani, e non solo, che arrivano a visitare questa bella città”. Dopo l'ennesima asta andata deserta per la struttura di via Manzoni e la decisione di toglierla dal mercato per mancanze di acquirenti, ora è l'Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù a tendere la mano al Comune.

 

L'intenzione, non sarebbe quella di un acquisto, ma bensì lo sviluppo di un progetto con l'amministrazione per la riqualificazione dell'ex ostello con la possibilità da parte dell'associazione di contribuire anche economicamente. A confermare l'interesse è Carmelo Lentino che da alcuni anni riveste il ruolo di segretario nazionale dell'Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, ente morale e assistenziale costituto nel 1945 e che ha come obiettivo quello di promuovere il turismo giovanile, scolastico e sociale.

 

Lentino, come mai solo ora avete deciso di farvi avanti per la struttura di via Manzoni a Trento?

Abbiamo già manifestato in passato al Comune di Trento l'intenzione di costruire assieme un progetto. Abbiamo firmato un protocollo d'intesa con l'Anci che serve proprio per sviluppare una rete di accoglienza per il turismo giovanile. Credo che il Trentino debba tornare ad essere un luogo di piena accoglienza per le nuove generazioni per un turismo destagionalizzato che non si limiti ad essere solo un turismo di montagna.

 

Voi non avete mai partecipato alle aste indette dal Comune.

No, la nostra associazione è un ente morale e assistenziale e non acquistiamo gli immobili ma li prendiamo in concessione dalle amministrazioni. Sul territorio abbiamo un centinaio di strutture che fanno parte della rete. A Riva del Garda ne abbiamo una che fa capo a noi. Noi siamo disponibili ad avviare con il Comune un progetto per ridare vita a questa struttura. Senza contare che fino a qualche anno fa era proprio l'Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù a gestire a Trento la struttura.

 

Cosa dovrebbe diventare l'ex ostello?

E' una struttura con una vocazione turistica e tale dovrebbe rimanere senza inventarsi altri usi. A Trento c'è una bassa ricettività legata al turismo giovanile scolastico in generale anche perché l'attuale ostello Europa avrebbe bisogno di un nuovo concetto.

 

Cosa intende per nuovo concetto?

Vanno superate le camerate, è necessario far interagire maggiormente questi edifici con le strutture della città, farle tornare ad avere quella vocazione per cui sono nati gli ostelli della gioventù in Italia nel 1945 e ancor prima a livello internazionale.

 

Secondo lei Trento ha bisogno di un nuovo ostello?

Si, basta pensare che la presenza del Muse a Trento e del Mart a Rovereto confermano che il Trentino è un importante luogo di cultura. Ma ci sono poi tantissimi eventi enogastronomici e non ci sono solo i paesaggi, bellissimi. Tutto questo porta moltissime ragazze e ragazzi ad arrivare in questo territorio che io conosco bene essendoci anche cresciuto pur lavorando ora a Roma.

 

Sarebbe anche un segnale importante per il tessuto economico della città.

Noi facciamo parte di Hostelling International che è la Federazione Internazionale degli Alberghi per la Gioventù che raggruppa oltre 5400 strutture in tutto il mondo con oltre 6 milioni di tesserati. Per questo creare qualcosa a Trento assieme al Comune vorrebbe dire anche accendere sulla città un faro internazionale legato al turismo giovanile ma soprattutto permetterebbe di creare nuovi posti di lavoro e un nuovo indotto.

 

 

 

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