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Medici di base, niente sciopero. All'ultimo momento arrivano i documenti. Paoli: ''Bene Fugatti e Segnana''

Il sindacato Cisl medici questa mattina aveva ufficialmente aperto la crisi e comunicato a Commissariato, Apss e Provincia la decisione di scioperare, per la prima volta dopo 50 anni, il 10 e 11 gennaio. Ma all'improvviso tutto è cambiato

Di Luca Pianesi - 28 dicembre 2018 - 17:41

TRENTO. Sciopero sì e poi sciopero no. Questa mattina i medici annunciavano la chiusura di tutti gli ambulatori dalle 8 alle 20 di giovedì 10 e venerdì 11 gennaio. Ma nel primo pomeriggio il colpo di scena: ''Abbiamo finalmente in mano i documenti formali - scrive Paoli della Cisl il sindacato di maggioranza assoluta dei medici di medicina generale - sia da parte dell'assessore alla salute, sia dal direttore generale dell'Apss, firmati, che presentano elementi oggettivi di novità su tre temi critici oggetto della proclamazione dello sciopero. Essi dimostrano l'apertura positiva a trattarli a breve, già da domani mattina''.

 

Insomma, contrordine compagni. Quella che si annunciava essere la prima serrata in 50 anni di storia è rientrata all'ultimo momento, a 18 ore dal via. ''Diamo atto - comunica ancora Paoli - che tutto questo è la conseguenza di un lungo lavoro di mediazione compiuto sia dal presidente della Giunta Fugatti sia dall'assessora Stefania Segnana, dalla vigilia delle feste natalizie, quasi ininterrottamente fino a ieri sera, quando, con grande senso del dovere e della responsabilità assegnatale, l'assessora alla salute ha auspicato, anche per iscritto, ad una risoluzione dei problemi''.

 

La goccia che aveva fatto traboccare il vaso e che aveva spinto i medici ad essere pronti ad incrociare le braccia anche a oltranza, fino al passo indietro di Provincia e Apss, era stata l'apertura della Aft-Aggregazione funzionale territoriale a Trento Sud nella giornata di giovedì 27 dicembre. La Cisl, infatti, non ci stava. "Escludiamo il comportamento ambiguo - evidenzia Paoli - anzi in piazza Dante non si è mai concordata la nascita di un maxi-ambulatorio come quello di viale Verona: i tre segretari delle parti sociali non hanno mai deliberato in Comitato nulla: ci si è limitati espressamente a prendere atto delle comunicazioni della Provincia".

 

Una decisione che scavalcava il Comitato e accendeva i riflettori su altre due problematiche. La prima legata alla "privacy" e il rapporto fiduciario medico-paziente e la seconda che riguarda le coperture assicurative. "I medici operativi in viale Verona dovrebbero essere 21 - evidenzia la Cisl - ma in realtà solo 7 unità prendono servizio: un'enorme mole di cittadini seguiti da pochi medici, non contrattualizzati che si trovano a disposizione, senza nulla osta, cartelle e dati sanitari".

 

La Cisl era decisa, ma già questa mattina lasciava uno spiraglio di apertura. "Restiamo - conclude Paoli - aperti al dialogo e pronti a revocare questo sciopero in qualsiasi momento se esiste realmente la volontà di trovare una soluzione a questa crisi di rapporti deteriorati tra medici di medicina generale e i vertici aziendali provinciali, che non ha precedenti nella storia recente della sanità trentina".

 

E mai dichiarazione si è dimostrata più vera, visto che, tempo poche ore, la trattativa si è sbloccata. ''Siamo fiduciosi di risolvere queste tre criticità - conclude Paoli - già domani mattina durante la riunione del Comitato provinciale della medicina generale. Abbiamo chiesto al presidente del comitato Segnana di farsi garante di un ruolo atto a vigilare e mediare tra le parti, come ha dimostrato fino ad oggi di saper fare molto bene, al fine di dare concretezza agli obiettivi che dovremo raggiungere al tavolo sia provinciale che aziendale. Qualora i risultati, al contrario, fossero deludenti, riprenderemo immediatamente le nostre azioni di sciopero dal momento che, comunque, rimane in atto lo stato di agitazione''. 

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