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Segnaletica sbagliata, materassini mancanti e filo spinato tra le criticità evidenziate dalla Procura, la Panarotta ancora chiusa

Sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza e la riapertura è attesa per domani. La Procura rileva sette criticità e quindi il provvedimento d'urgenza e i sigilli nella notte di sabato

Pubblicato il - 13 febbraio 2018 - 11:22

PANAROTTA. Gli impianti sono ancora fermi in Panarotta e la riapertura è attesa per domani. L'ultima ispezione della polizia giudiziaria il sabato aveva portato ai sigilli: non erano ancora ripristinate le garanzie di sicurezza. Tra questi ci sono fili spinati, cannoni per l'innevamento programmato non coperti da materassi o reti, segnaletica mancante o errata. 

 

Un provvedimento d'urgenza a seguito dell'incidente che ha causato la morte del poliziotto di Sant'Orsola. Nelle prime battute la Procura aveva sequestrato la pista incriminata e aperto un'inchiesta: cinque persone iscritte nel registro degli indagati tra la società impianti Panarotta 2000 e alcuni tecnici della Provincia, sotto la lente d'ingrandimento proprio i sistemi di sicurezza delle piste.

 

L'incidente era occorso lungo un tracciato classificato come semplice, solo l'8% di pendenza, che presenterebbe però delle insidie: nonostante il poliziotto fosse, infatti, uno sciatore esperto, Paoli ha perso il controllo per precipitare nella scarpata e impattare contro roccia e alberi. 

 

Un tratto di pista già al centro dell'attenzione circa sette anni fa. Questo, infatti, non sarebbe l'unico episodio e si sarebbe verificato in passato un incidente analogo, quando un ragazzo di 16 anni era finito nel dirupo riportando gravi ferite e lesioni. In quel caso l'assicurazione della società impianti risarcì il giovane e la questione finì lì.

 

In sette anni però nessuno avrebbe messo in sicurezza la pista: nessuna rete protettiva che avrebbe potuto salvare la vita a Paoli. Le indagini coinvolgono il corpo della forestale, che hanno effettuato i rilievi sulla pista e sono impegnati nella verifica del rispetto delle prescrizioni di sicurezza: la pista è classificata come facile, ma costeggia un dirupo e le reti sicuramente mancavano.

 

L'ultima comunicazione in merito alla messa a norma della stazione è datata 2 gennaio, appena pochi giorni prima il tragico incidente capitato a Paoli. Sono sette le criticità evidenziate da polizia giudiziaria e corpo forestale: i pozzetti di innevamento a bordo pista non adeguatamente protetti, piloni delle seggiovie non protetti e un materassino mancante al termine di una pista che presenta alcune insidie, ma anche il ritrovamento di filo spinato (fuori dalla pista, ma insidioso) e un filo d'acciaio che spuntava in pista. A questo si aggiungono la mancanza di protezioni intorno ai cannoni e la segnaletica assente o errata.  

 

Sistemi e misure di sicurezza che risultano non adeguati, tanto da far scattare il sequestro degli impianti, mentre in queste ore la società è all'opera per mettere tutto a regola d'arte e riaprire quanto prima la stazione sciistica.

 

Una vicenda che ha visto anche l'assessore Michele Dallapiccola muoversi in prima persona per arrivare alla soluzione. Già domenica si era recato in Panarotta insieme ai vertici della società impianti. 

 

Utenti rimasti spiazzati e colti di sorpresa, una volta arrivati a destinazione avevano trovato la polizia, gli impianti chiusi e nessuno che comunicasse loro cosa fare.

 

"Gli sciatori - aveva commentato domenica l'assessore - che hanno già acquistato gli skipass possono usufruire con lo stesso ticket delle stazioni vicine, cioè Bondone e Lavarone. A breve l'impianto riaprirà: non si tratta di sequestro a lungo termine ma di alcune prescrizioni che devono essere poste in essere. A seguito dell'ispezione di sabato - ammette - è emerso che i lavori sono incompleti". 

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