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Trentino, aumentano i casi di adescamento in internet di minori. A 11 anni sul web con lo smartphone

La Polizia postale: "I giovani accedono alla rete sempre prima e sono inesperti  rischiando così di rimanere vittime di un adescamento".  L'attenzione della Postale anche per le fake news: "Abbiamo avviato un monitoraggio non solo per l'attendibilità delle notizie ma anche per capire chi le diffonde"

Di gf - 09 febbraio 2018 - 16:00

TRENTO. Sono ancora troppo poche le attenzioni messe in campo per proteggere i giovani dai pericoli del mondo digitale e per aumentare il loro accesso a contenuti sicuri online. A confermarlo è l’aumento anche in Trentino dei casi di adescamento online di minori. “Purtroppo sono in aumento anche perché  – ha spiegato  il vicequestore dirigente della polizia postale del Trentino Alto Adige, Sergio Russo -  il Trentino non è più arretrato tecnologicamente di altre regioni. E’ innegabile che oggi i giovani ad 11 anni hanno già un cellulare in mano e non era immaginabile qualche anno fa. Questo abbassamento d’età  vuol dire a sua vota un aumento della popolazione interconnessa e un incremento della diffusione dei social e di WhatsApp tra persone che però sono sempre meno esperte e quindi più a rischio adescamenti”.

 

Proprio venerdì 9 febbraio la Polizia postale, in occasione della Giornata della sicurezza di Internet, ha incontrato presso l’Auditorium Santa Chiara oltre mille studenti e cento insegnanti mentre la sera si è tenuto l’incontro riservato ai genitori sul tema "Creare, connettere e condividere rispetto: una migliore connessione internet inizia con te".

 

A confermare l’entità del fenomeno sono i dati della Postale contenuti nel bilancio dell’attività svolta nel corso del 2017. Interventi che hanno mostrato un impegno forte nei confronti dell'adescamento di minori online, un fenomeno ancora molto consistente. Nella nostra regione lo scorso anno tra le operazioni portate a termine dalla Postale c’è quella che riguarda un minore adescato sui social e abusato sessualmente e il successivo arresto di due trentini e un altoatesino oppure  l'operazione “Orco del Lago” che ha portato nel mese di marzo ad un arresto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.  Non manca poi la pedopornografia online che ha visto complessivamente 87 persone denunciate in stato di libertà.

 

Il social dove nella maggior parte dei casi i cosiddetti “orchi” cercano di arrivare al loro obiettivo è Facebook. “I casi più frequenti – spiega Russo – riguardano questo social ma non possiamo dimenticare gli altri come Instagram e  Twitter”.  L’immediatezza dell’iscrizione e lo scambio di foto rendono questo mondo spesso rischioso soprattutto per chi non ha esperienza e si fa guidare solo dalle chat e dalle prime impressioni virtuali.

 

Non manca poi il capitolo WhatsApp dove continuano i pericoli legati al sexting, lo scambio di immagini e video hard, da cui stare in guardia. Bastano pochi click per perdere definitivamente  il controllo di una propria foto/video.

 

Per affrontare questo mondo le attenzione dei genitori, la sensibilizzazione dei giovani a scuola e a casa sono fondamentali ma non bastano. “Devono essere messe in campo – ha spiegato il vicequestore Russo – delle politiche nazionali che coinvolgono in primis Facebook per creare delle applicazioni e dei software che consentano immediatamente di evidenziare contenuti  particolati che possono essere subito segnalati. Come avviene per il cyberterrorismo”.

 

L’attenzione della Polizia postale è alta anche per quanto riguarda il fenomeno delle fake news. “Ci stiamo organizzando – ha affermato ancora Russo – per un controllo maggiore e per verificare non solo l’attendibilità delle notizie ma anche per individuare chi le diffonde e questo purtroppo non è sempre semplice. Il monitoraggio è comunque stato avviato”. 

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