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Ha 8 anni, è appena arrivato in Trentino dal Pakistan e piange perché non conosce l'italiano. I compagni lo fanno sentire a casa

E' successo in una classe di una scuola elementare trentina. Ora Mohamed, arrivato due mesi fa dal Pakistan, si sente accolto e si sta impegnano per ridare tutto il bene che riceve alle sue maestre e ai suoi compagni di scuola

Di Giuseppe Fin - 23 febbraio 2019 - 13:35

TRENTO. Nei giorni scorsi a Foligno un bimbo di soli 10 anni era stato costretto a girarsi verso la finestra e il maestro lo aveva apostrofato "Brutto nero". Per questo fatto si è mosso anche il Miur sospendendo l'insegnante che si è successivamente scusato dando la giustificazione che si trattava di un “esperimento sociale”.

 

Nonostante il clima poco incoraggiante e di discriminazione che si respira soprattutto in questo periodo, accadono anche situazioni che danno speranza per un futuro bello e accogliente. Una di queste, e non è l'unica, è avvenuta in una classe della scuola trentina che ha accolto in maniera speciale un bimbo di 8 anni di origine pakistana.

 

Quello che è successo è stato accennato in un post di Nibras Breigheche insegnante e fondatrice dell'Associazione islamica italiana degli Imam e delle guide religiose. Il bimbo di 8 anni circa, due mesi fa è arrivato dal Pakistan direttamente in Trentino grazie ad un ricongiungimento che lo ha fatto riabbracciare dalla sua famiglia.

 

Come accade spesso uno dei principali e primi ostacoli di chi arriva nel nostro paese è la lingua. E questo è successo al piccolo di 8 anni che ha iniziato le scuole in Trentino e sta frequentando la seconda elementare. Conosce molto bene l'inglese ed ora si sta impegnando per imparare l'italiano. Nei primi giorni di scuola, però, il bimbo si è trovato in difficoltà non capendo spesso quello che gli veniva chiesto dalle maestre e ancora di più dai compagni con l'impossibilità di esprimere i propri bisogni e reagendo con il pianto, indossando lo zaino e mettendosi davanti alla porta di uscita per tornare a casa.

 

Davanti ad una situazione del genere compagni e maestre hanno deciso di non rimanere indifferenti e di prendere un cartellone e dei colori per esprimere, usando una parola semplice come “Benvenuto”, quell'accoglienza e quel voler bene che sanno dimostrare i bambini e che va oltre ogni genere di ostacolo a partire dalla lingua.

 

Maestre e bambini hanno realizzato un cartellone colorato con la scritta “Benvenuto Mohamed – classe II B” con tanto di foto e immagini di persone che giocano a calcio assieme ad altri gruppi di amici che giocano sempre assieme.

 

Il messaggio è arrivato al piccolo Mahamed che ha capito di avere attorno delle persone che lo possono aiutare e che assieme, anche l'ostacolo della lingua, può essere superato. “Ci sono persone a scuola – ha commentato Nibras Breigheche – che danno il proprio meglio insegnando ma anche mettendoci quella sensibilità e quella umanità che sono importanti. Mahamed ora si sente accolto e voluto bene e vedendo gli sforzi che ci mettono gli insegnanti e i compagni di classe, anche lui si sta impegnando per restituire tutto il bene che vede”.

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