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L'orsetto attirato dalla mangiatoia (che non dovrebbe esserci) e l'interrogazione senza risposta: ''M49 compiva le predazioni in zone contigue a queste strutture?''

Una delibera provinciale chiedeva di escludere le strutture di foraggiamento dalle zone di presenza dell'orso. Questo video della scorsa settimana mostra come tutt'ora queste piattaforme (che per legge potrebbero essere foraggiate solo dal 15 novembre al 30 aprile) siano attive. Manica un mese fa chiedeva alla Pat informazioni al riguardo: ''Questo comportamento umano, potrebbe in sostanza essere corresponsabile dell’eccessivo avvicinamento del plantigrado a malghe e “case da mont”''

Di Luca Pianesi - 25 luglio 2019 - 20:05

TRENTO. Risale a una settimana fa questo video e sarebbe stato girato ai margini del Brenta (in zona Val Rendena). Quel che conta, però, è che nei fatti tutto ciò rappresenta quel che l'essere umano non dovrebbe fare per gli orsi (che poi se diventano confidenti decide di catturare o peggio ancora abbattere). Questi cuccioli sono attirati dalla mangiatoia per ungulati che, evidentemente, è stata di fresco foraggiata quando da normative questo comportamento sarebbe ammesso solo dal 15 novembre al 30 aprile quando per gli ungulati diventa più difficile reperire il cibo perché arriva la stagione fredda. Inoltre il regolamento prevederebbe un divieto per i cacciatori di installare mangiatoie nelle zone di presenza dell'orso.

 

Di un mese fa l'interrogazione in consiglio provinciale, ancora senza risposta, sul tema, del consigliere del Pd Manica che torna di grande attualità vista la vicenda Papillon-M49 catturato, perso e ora nuovamente braccato tra i boschi della Marzola. La Provincia sta concentrando tutte le sue energie su questo plantigrado quando i veri problemi nascono a monte, dai comportamenti sbagliati degli esseri umani e tra questi vi è, certamente, anche quello in oggetto.

 

''Al di la delle legittime preoccupazioni per i comportamenti dell’orso - spiegava Manica - esistono anche alcuni comportamenti umani rispetto ai quali vale la pena prestare qualche attenzione in più. Le mangiatoie per la fauna selvatica e il tipo di mangimi che vengono utilizzati, ad esempio, sono in certi casi corresponsabili dell’eccessivo avvicinamento dei qualche esemplare alle zone abitate. Emblematico in questo senso è il caso dell’orsa F20, che ha recentemente soggiornato con il suo cucciolo in Val di Genova attirando l’attenzione di turisti e locali. Un’orsa claudicante, che come evidenzia la fotografia allegata, trova cibo facilmente attraverso le mangiatoie installate per attirare gli ungulati e sparse lungo i fianchi della bassa val di Genova, molte delle quali a poche decine di metri dalla strada''.

 

 

''Per evitare che ciò avvenga - proseguiva Manica - e che dunque un’orsa utilizzi le mangiatoie per trovare facile cibo insegnando al contempo al suo cucciolo un comportamento sbagliato che replicherà da adulto, la delibera della Giunta provinciale 2852 del 30 dicembre 2013 era intervenuta per revisionare i criteri generali per l’allestimento e la gestione delle strutture atte a foraggiare gli ungulati selvatici, specificando (allegato 1) la necessità di escludere da questo tipo di utilizzo quei siti che potrebbero comportare aggravamento della problematica relativa all’impatto sulle coltivazioni agricole o alla presenza di individui della specie Orso bruno''.

E qui un interessante passaggio su M49. L'interrogazione è del 20 giugno quindi ancora non si era aperta la vicenda di questi giorni: ''In questo senso, oltre all’esemplare F20 - continuava il consigliere del Pd - parrebbe necessario indagare in modo approfondito anche il comportamento del già citato M49. Le zone che a quanto pare il plantigrado sembra prediligere per i sui spostamenti lungo il fianco della valle da Spiazzo Rendena fino a Roncone, sono infatti del tutto contigue a quelle in cui vi è una significativa presenza di mangiatoie per gli ungulati, mangiatoie delle quali non casualmente è stata più volte denunciata la distruzione. Questo comportamento umano, potrebbe in sostanza essere corresponsabile dell’eccessivo avvicinamento del plantigrado a malghe e “case da mont”, e della conseguenza attrazione verso greggi, pascoli e animali domestici''.

''Anche per queste ragioni - continua il testo - è previsto che il Servizio Foreste e fauna possa far sospendere il foraggiamento oppure imporre l’eliminazione dei manufatti che si sospetta comportino la nascita di situazioni problematiche collegate alla presenza dell’orso. Problematiche vanno dalle già citate predazioni all’alterazione del comportamento ursino, dall’incremento della fertilità delle femmine all’aumento delle probabilità di incontri ravvicinati tra orsi e umani. Tanto premesso, e considerato che a prescindere dalla presenza o assenza dei grandi carnivori, il foraggiamento degli ungulati appare una pratica poco utile quando non dannosa, causa spesso dell’eccessivo assembramento di animali in zone circoscritte, dell’aumento dello stress intraspecifico e interspecifico, della possibilità di propagazione di malattie, e dei danni alla rinnovazione forestale'', ecco le domande ancora senza risposte:

 

1. per quale ragione sorgono mangiatoie all’interno dell’areale dell’orso, benché queste siano vietate dall’apposito regolamento;
2. se vi sono denunce di distruzione di mangiatoie e se le stesse sono riconducibili a danni da orso;
3. se esiste un censimento delle mangiatoie;
4. se il servizio foreste e fauna ha applicato dal 2014 ad oggi il regolamento che impone l’eliminazione dei manufatti che comportano la nascita di situazioni problematiche collegate alla presenza dell’orso;
5. quali tipi di alimenti vengono utilizzati nelle suddette mangiatoie.

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