Contenuto sponsorizzato

''Lupi a caccia sulle piste'', "aspettiamo che un bimbo venga attaccato?", titoli shock in Alto Adige e allora arriva l'idea alternativa: ''Chiudete le piste fino a quando il branco è in zona''

La politica continua imperterrita la sua opera di allarmismo rispetto alla presenza del lupo e i media cavalcano la narrazione. Ma il lupo è un animale estremamente opportunista e attraversa le piste per spostarsi più velocemente e con meno fatica rispetto a percorrere la neve fresca nei boschi

Di Luca Andreazza - 17 dicembre 2019 - 20:12

BOLZANO. "Ora i lupi vanno a caccia in pieno giorno lungo le piste" e "Aspettiamo che un bimbo venga attaccato da un lupo?". Così i titoli del Dolomiten dopo che un lupo è stato fotografato intento a scendere lungo la pista la Brancia in Alta Val Badia. Una grande evidenza che conferma ormai la lotta senza quartiere a questi animali in Alto Adige

 

La politica, infatti, continua imperterrita la sua opera di allarmismo rispetto alla presenza del lupo e i media cavalcano la narrazione. E se le segnalazioni arrivate agli uffici provinciali spesso si sono rivelate essere avvistamenti di cani, la tensione resta altissima verso questi animali tra proteste e manifesti di contadini, ma anche di partiti come nel caso dell'Svp: un'immagine che ritraeva un lupo in posizione d'attacco e denti digrignati per risvegliare ataviche paure

 

Questo nonostante i numeri e i monitoraggi. I numeri dicono che in tutto il 2018 i danni ammontano a 6.960 euro addirittura in diminuzione rispetto al 2017 quando erano stati già bassissimi non raggiungendo nemmeno quota 10.000 euro (9.800 euro). I monitoraggi spiegano che sono stati individuati solo 13 esemplari in tutto il territorio: animali solitari in dispersione e di passaggio come i branchi stanziali del Trentino. 

 

Quello in Alta Val Badia, riportato dal quotidiano in lingua tedesca e pubblicato in diverse pagine social, è il terzo caso in pochi giorni dopo le immagini girate nella serata dell’11 dicembre a Corvara, in località Pralongià: gli addetti alla manutenzione delle piste aveva immortalato il passaggio di un piccolo branco, mentre appena 24 ore prima un esemplare era stato visto nella zona di passo Costalunga. Lupi che passano e si spostano, ma che sono stanziali della val di Fassa.

 

Ma tanto basta per tenere alta la tensione e richiedere reti di protezione lungo le piste per chiudere i corridoi e evitare che gli animali possano transitare sul piano sciabile. E diventa curioso anche questa grande evidenza sul "caso Alta Badia": si rischia l'effetto boomerang a livello nazionale in quanto potrebbe trasformarsi in pubblicità sì, ma estremamente negativa (un po' come avvenuto per i tavoli di ordine pubblico trentini. Un allarmismo quando alle nostre latitudini orsi e lupi non spaventano i turisti come riportano report e Trentino Marketing), senza dimenticare che proprio il colosso Athesia, proprietario del Dolomites, possiede anche la maggioranza delle Funivie Ghiacciai val Senales. A pensar male si può far peccato, magari un po' di allarmismo in un'altra area sciistica, può aiutare lì dove i lupi a quelle quote non si vedono. 

 

Avvistamenti che però non dovrebbero sorprendere: la neve questa stagione non manca e gli spostamenti nei boschi sono più complicati. Come spiega Paolo Scarian, esperto e appassionato di lupi, oltre che tra i principali referenti del gruppo Facebook "Fiemme e Fassa il ritorno del lupo", siamo in presenza di un animale particolarmente opportunista e quando può trarre un vantaggio dall’ambiente non esita a approfittare: in questo senso le piste da sci per loro sono come delle strade e le usano per muoversi più velocemente nel territorio.

 

Le piste da sci, dove la neve è battuta, consentono infatti a questi animali di spostarsi più velocemente e con minore dispendio di energie piuttosto che dover affrontare la neve fresca, se si considera poi che il territorio di un singolo branco può raggiungere un’estensione di oltre 250 chilometri quadrati, naturale che le piste diventino un’ottima via di comunicazione.

 

C'è un altro aspetto poi da considerare, oltre al fatto che non risultano aggressioni da parte di lupi agli umani negli ultimi 100 anni, si può aggiungere che questi animali non temono di avvicinarsi ai manufatti, mentre si spaventano e scappano alla vista degli esseri umani. Se è vero che alcuni esemplari attraversano le piste, altrettanto vero che è quasi impossibile che possano farlo nell'ora di punta, quando le stazioni sono affollate di persone. E allora Scarian lancia un'idea alternativa sulla pagina Facebook: "E se fosse da chiudere le piste interessate dalla presenza dei lupi per ragioni di sicurezza? Oppure si potrebbero istituire le ronde anti-lupo da piazzare a bordo pista e assumere i disoccupati per i controlli".

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 22 dicembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

15 gennaio - 19:18

Nella conferenza stampa straordinaria organizzata dalla giunta provinciale di Bolzano, Arno Kompatscher si è detto sconcertato dalla scelta del Cts di trasformare l'Alto Adige in zona rossa. "Abbiamo inviato una lettera a Roma. Sulla base dei dati confermiamo con l'ordinanza di stasera la zona gialla"

15 gennaio - 19:30

Sono tantissime le prese di posizione (di partiti e istituzioni) in favore della testata ma colpiscono, in particolare, le dichiarazioni di Fugatti (che si dice ''sorpreso''), dei sindacati (che ancora parlano di ''investimento'' riferendosi all'operazione predatoria compiuta sull'editoria locale da parte di Athesia) e dell'Ordine dei Giornalisti (che esprime la sua ''solidarietà''). Ora si pensi ai giornalisti ma non si dimentichino i collaboratori esterni e i fotografi che da una vita lavorano per poche decine di euro al giorno mettendoci tutto quel che hanno

15 gennaio - 18:35

Il direttore sanitario dell'Apss, Antonio Ferro spiega: "Preoccupa il livello di occupazione dei posti letto negli ospedali". Il presidente della Provincia chiede ancora "senso di responsabilità" ai trentini 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato