Movida a Trento, lo stop all'alcol non basta. A dare fastidio ai residenti è anche la musica ad alto volume
Una lettera sottoscritta da cinquanta persone, residenti e rappresentati delle attività commerciali nella zona del Conservatorio, è stata inviata al Questore, il Prefetto e alle istituzione per chiedere che sia tutelato il diritto al riposo

TRENTO. “Non è accettabile che il diritto primario della quiete pubblica, condizione indispensabile perché i cittadini e le loro famiglie possano riposa di notte, sia subordinato alla pur legittima e comprensibile esigenza degli studenti universitari di Trento di divertirsi sino a tarda ora”. Si chiede quindi che il rispetto al riposo venga “tutelato da chi esercita la responsabilità di garantire l'ordine pubblico”.
Non è bastata la decisione presa dal consiglio comunale di vietare l'alcol nella zona del locale La Scaletta e nelle vie vicine. I residenti il 15 febbraio hanno mandato una lettera al Commissario del Governo, al Questore, al presidente della Provincia e al sindaco (il tutto accompagnato con 50 sottoscrizioni in rappresentanza di attività economiche ed enti della zona), spiegando di essere disponibili a discutere ma chiedono di essere tutelati e di non poter sopportare altri eventi simili a quello che si è tenuto venerdì scorso, promosso da “Refresh”, durato fino alle due di notte. Un evento nato come forma di protesta rispetto alla chiusura anticipata della Scaletta che, però, non è per nulla piaciuto ai residenti.
Ecco la lettera












