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Per ripulire i boschi dai ceppi degli alberi schiantati da Vaia arriva ''Mr Dinamite''

Oltre ai milioni di metri cubi di legname che deve essere recuperato in tutto il Nord Est ci sono le basi dei tronchi molte ancora piantate nel terreno che andranno rimosse. Sull'altopiano di Asiago la Regione Veneto ha avviato i primi test con la dinamite con l'esperto di esplosivi Danilo Coppe 

Di L.P. - 06 settembre 2019 - 20:33

TRENTO. La dinamite per ripulire i boschi dai ceppi degli alberi schiantati dopo la tempesta che ha sconvolto le foreste del Nord Est di fine ottobre. I primi test sono stati completati in questi giorni sull'Altopiano di Asiago e sono stati eseguiti da quello che nell'ambiente è conosciuto come ''Mr Dinamite'', il parmense Danilo Coppe. Salito alla ribalta della cronaca nazionale per aver fatto saltare quel che restava del Ponte Morandi di Genova (e in zona già conosciuto per aver messo in sicurezza la frana di Schiucaz), il 4 settembre ha raggiunto Roana dopo aver ricevuto l'incarico dal professor Raffaele Cavalli, direttore del Dipartimento territorio e sistemi agro-forestali dell'università di Padova e consulente della Regione Veneto per il ripristino boschivo post Vaia.

 

 

Lì, con uno staff attento e preparato (con Coppe c'erano gli uomini dell'Istituto ricerche esplosivistiche), ha posizionato delle piccole cariche di dinamite (che inizialmente dovevano essere da 10 a 50 grammi di esplosivo) nelle ceppaie degli alberi schiantati e dopo il canonico suono delle sirene, che serve ad avvertire chiunque si trovi in zona che di lì a poco arriverà l'esplosione, sono state fatte saltare. Le operazioni di rimozione hanno attirato grande attenzione mediatica ma in realtà i test sono stati meno facili del previsto. Le basi dei tronchi, con ancora le radici ben salde nel terreno, infatti si sono dimostrate più resistenti del previsto. Sono, quindi, stati fatti diversi tentativi posizionando gli esplosivi in punti diversi dei ceppi con quantità differenti di dinamite (si è passati dal troppo poco che non bastava a spaccare a dovere il ceppo al troppo tanto che finiva per sparare anche oltre i 50 metri di distanza i pezzi di legno).

 

Alla fine la quantità giusta sarebbe pari a circa 200 grammi di esplosivo per ciascuna ceppaia da posizionare in dei fori creati nel mezzo del ceppo. Il tema è di primaria importanza. Tutti sanno dei milioni di alberi crollati e schiantati che giorno dopo giorno tecnici, imprese boschive e privati stanno rimuovendo dai diversi boschi del Nord Est. Ma tolti i rami e i tronchi restano, appunto i ceppi, le basi degli alberi alcuni con le radici ancora piantate nel terreno altri già ribaltati. Ostacoli difficili da rimuovere e da portare via (oltre che realmente pericolosi perché perdendo aderenza potrebbero scivolare a valle mettendo a rischio strade e stabilità del terreno) e allora ecco che una delle strategie che, in prospettiva, si potrebbe tentare di mettere in atto potrebbe essere quella della dinamite.

 

Tecnica che sta facendo molto discutere anche le associazioni ambientaliste, molte delle quali contrarie.

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