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Aveva mangiato una gallina e non riusciva più a volare, curata un'aquila reale. La Lipu: ''Piombo nel sangue, i cacciatori dovrebbero usare munizioni in acciaio''

Le unità della forestale di Riva del Garda, capitanati dal comandante Ezio Berteotti, l'avevano catturata e consegnata ai responsabili Lipu del Centro recupero avifauna: "Tra le cause di maggior mortalità nelle aquile c'è quella da avvelenamento da piombo, dovuto ad una alimentazione che il rapace fa su animali feriti o morti nell'attività venatoria"

Pubblicato il - 17 gennaio 2020 - 20:56

TRENTO. Un maschio adulto di aquila reale ha riconquistato la libertà dopo alcuni giorni di cure al Centro recupero avifauna selvatica di Trento gestito dalla associazione Lipu.

 

Il rapace era finito sotto le cure degli esperti della Lipu a causa di una singolare vicenda. L'aquila, che si presume sia parte della coppia che gravita tra Bondone e Stivo, aveva predato e mangiato una gallina in un pollaio di Drena

 

L'animale era, poi, stato inseguito dai proprietari del pollaio, l'aquila non riusciva più a volare a causa di leggere contusioni, ma soprattutto per il peso e così era finita in un parcheggio, dove le unità della forestale di Riva del Garda, capitanati dal comandante Ezio Berteotti, l'avevano catturata e consegnata ai responsabili Lipu del Centro recupero avifauna.

 

L'aquila era stata trasportata alla Clinica animal care di Trento, realtà specializzata anche negli interventi sui volatili: lì erano stati eseguiti gli esami radiologici per escludere o confermare le fratture, quindi gli esami mirati del sangue per verificare la presenza di valori significativi di piombo nelle arterie (saturnismo).

 

"Purtroppo - commenta Sergio Merz, delegato Lipu e direttore del Centro recupero avifauna - tra le cause di maggior mortalità nelle aquile c'è quella da avvelenamento da piombo, dovuto ad una alimentazione che il rapace fa su animali feriti o morti nell'attività venatoria, così come i visceri che i cacciatori lasciano sul terreno dopo aver abbattuto la loro preda. Si potrebbe eliminare il problema se i cacciatori usassero munizioni in acciaio anziché quelle di piombo, questo rappresenterebbe un vantaggio anche per la loro salute. Da quando facciamo questo tipo di indagini, tutte le aquile presentano presenza di questo metallo nel sangue, una con valori elevati è morta lo scorso anno dopo 15 di giorni di ricovero".

 

Le radiografie e l'esito degli esami del sangue, pur riscontrando presenza di piombo minima, hanno confermato che l'aquila non aveva gravi patologie. "Nel frattempo in quattro giorni aveva smaltito l'enorme e impressionante gozzo, tanto che venerdì 17 gennaio si è potuto procedere insieme alla stazione forestale di Riva alla sua liberazione in località Malga Campo", conclude Merz.

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