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28 giugno | 11:48

Energia, il caso della centrale nucleari Krško accende il dibattito: Savino, “Serve un confronto serio e non ideologico sul futuro del Nord Est”

Le parole arrivano dopo la proposta del numero uno di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti di coinvolgere il Friuli Venezia Giulia nella proprietà della centrale nucleare

di Redazione

TRISTE. “Il tema sollevato dal presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti, merita attenzione e approfondimento. La proposta di avviare un’interlocuzione con la Slovenia per valutare un possibile coinvolgimento del sistema regionale nel progetto di sviluppo della centrale di Krško, anche in chiave di approvvigionamento energetico stabile e a costi sostenibili, rappresenta uno spunto concreto dentro un ragionamento più ampio sulla sicurezza energetica del Friuli Venezia Giulia e del Nord Est. È una questione che non può essere affrontata con slogan o pregiudizi ideologici, ma richiede un’analisi seria, tecnica e politica". La sottosegretaria all’Economia e alle Finanze e Segretario regionale di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia, Sandra Savino, è intervenuta  nel dibattito sul possibile coinvolgimento del territorio regionale nelle prospettive di sviluppo della centrale nucleare di Krško, in Slovenia.

 

Le parole arrivano dopo la proposta del numero uno di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti di coinvolgere la Regione nella proprietà della centrale nucleare. “Il Friuli Venezia Giulia – osserva Savino – vive da decenni accanto a una realtà nucleare situata a pochi chilometri dai nostri confini. È una condizione che impone serietà, consapevolezza e capacità di visione. All’interno di una strategia moderna ed europea, l’energia nucleare può rientrare in una riflessione pragmatica sulla sicurezza degli approvvigionamenti, sulla sostenibilità dei costi e sulla competitività del sistema produttivo”. 

La sottosegretaria chiede che il tema venga affrontato con competenza, trasparenza e responsabilità. “Il nostro territorio – prosegue Savino – è una delle aree industriali più importanti del Paese: ospita imprese energivore, filiere manifatturiere strategiche, portualità, logistica, siderurgia, cantieristica, agroalimentare e un tessuto di piccole e medie imprese che ogni giorno compete sui mercati internazionali. In questo contesto, il costo dell’energia, la continuità delle forniture e la possibilità di programmare nel lungo periodo non sono questioni astratte, ma condizioni essenziali per difendere lavoro, investimenti e competitività”.

 

La riflessione su Krško non nasce oggi. “Già durante la Giunta Tondo la Regione aveva iniziato a interrogarsi, con senso di responsabilità  - spiega Savino - sul rapporto tra territorio, energia e cooperazione transfrontaliera. Quella stagione dimostrò che, sui dossier strategici, occorre valutare con realismo opportunità, garanzie necessarie e possibili ricadute per cittadini e imprese”.

 

Per Savino, “il Friuli Venezia Giulia, per posizione geografica, vocazione produttiva e cultura istituzionale, può diventare una piattaforma avanzata di sicurezza energetica, cooperazione industriale e integrazione europea. Il rapporto con la Slovenia e con l’area centro-orientale non va letto soltanto in chiave di confine, ma come leva strategica per rafforzare il ruolo della regione nelle grandi reti energetiche, logistiche e produttive del continente”.

 

Il punto politico, conclude la sottosegretaria, “è costruire una visione. Energia sicura, stabile e a costi sostenibili significa più industria, più occupazione, maggiore autonomia strategica e maggiore capacità di attrarre investimenti. Per questo ritengo utile aprire un confronto serio, ordinato e non ideologico. Il Friuli Venezia Giulia non può limitarsi a subire le grandi scelte energetiche: deve contribuire a orientarle, nell’interesse del territorio e del Paese”.

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