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Capitali russi e dal mondo arabo per acquistare le strutture alberghiere trentine in crisi. Indaga la Finanza, tra le ipotesi quella di riciclaggio denaro illecito

La Guardia di Finanza ha avviato le verifiche su due operazioni che riguardano strutture alberghiere presenti sul nostro territorio. Le verifiche sono in corso e le segnalazioni sono partite dalla Confcommercio

Pubblicato il - 08 luglio 2020 - 09:27

TRENTO. Soldi che arrivano dalla Russia e dal mondo arabo di dubbia provenienza e che vanno a puntare attività trentine in difficoltà.

 

Le enormi risorse illegali delle mafie potrebbero essere già all'opera in questa fase post covid anche in Trentino. Ad alzare la soglia d'attenzione è la Guardia di Finanza che ha messo sotto la lente d'ingrandimento due operazioni che riguardano alcune strutture alberghiere presenti sul nostro territorio. Le verifiche sono in corso e le segnalazioni sono partite dalla Confcommercio.

 

L'ipotesi, che deve essere tutta verificata, è che nella volontà di acquisto di alcuni alberghi ci possa essere l'ombra del riciclaggio.

 

Come detto, sono due le situazioni che sembrano aver destato particolare preoccupazione sia perché i capitali sono di dubbia provenienza anche per arrivati da società non del settore, sia per la presenza, sembrerebbe, di prestanomi e faccendieri che dimostrano di avere un'alta capacità di liquidità e vogliono concludere l'affare immediatamente.

 

In un caso i soldi arrivano dall'Arabia. L'hotel è stato acquistato all'asta per un importo al di sopra di un milione di euro. In questo caso ad insospettire la Finanza sarebbe l'origine del denaro e che l'acquirente abbia altre società in Lombardia che però non hanno nulla a che vedere con il mondo turistico.

 

Il secondo caso, invece, in cui vi è il sospetto di riciclaggio denaro illecito, riguarda un'altra struttura alberghiera nella zona del Primiero che ha visto l'interesse dei russi. In questo caso è già stato fatto il contratto preliminare e versata la caparra. Le verifiche portate avanti dalla Finanza hanno permesso di individuare alcuni mediatori russi e si stanno analizzando le operazioni fatte.

 

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