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Bolzano
03 maggio | 06:47

Aumenta la popolazione, ma vince la denatalità: i decessi superano le nascite e l'Alto Adige cresce solo grazie agli stranieri

La provincia ha sfondato la quota dei 539.679 residenti, ma deve fare i conti con un paradosso demografico sempre più evidente: la popolazione aumenta solo grazie alle migrazioni, mentre le culle restano desolatamente vuote

BOLZANO. L’Alto Adige continua a crescere, ma lo fa con il freno a mano tirato e, soprattutto, senza più contare sul ricambio generazionale interno.

 

Gli ultimi dati ASTAT fotografano una provincia che ha sfondato quota 539.679 residenti (+2.146 rispetto alla rilevazione precedente), ma che deve fare i conti con un paradosso demografico sempre più evidente: la popolazione aumenta solo grazie alle migrazioni, mentre le culle restano desolatamente vuote.

 

Il dato più pesante è quello relativo alla denatalità, che segna un nuovo record negativo.

 

Con soli 4.537 nuovi nati (ben 158 in meno rispetto all'anno precedente), il saldo naturale della provincia resta in rosso.

 

In pratica, i decessi superano le nascite e l'immagine della "provincia giovane" sta lentamente sbiadendo.

 

L'età media è infatti salita a 44 anni, un valore che, seppur migliore rispetto ad altre zone del Paese, conferma un processo di invecchiamento inarrestabile.

 

La mappa demografica del territorio mostra spaccature nette.

 

Se Velturno e Ponte Gardena riescono ancora a mantenere il primato di centri più giovani, il versante opposto della classifica vede Predoi e, soprattutto, il capoluogo Bolzano tra le realtà con l'età media più avanzata.

 

Bolzano continua a essere il magnete della provincia, ospitando il 19,7% della popolazione totale, ma è anche il luogo dove l'indice di vecchiaia si fa sentire con più forza.

 

In questo scenario, l'unico vero fattore di "ringiovanimento" e di tenuta demografica è rappresentato dai cittadini stranieri.

 

Ad oggi, la componente non italiana incide per il 10,7% della popolazione residente (pari a 57.884 persone).

 

Una comunità variegata che vede in cima alla lista dei Paesi d'origine Albania, Germania e Pakistan.

 

Senza questo apporto, il segno "più" davanti al numero totale degli abitanti sarebbe già un lontano ricordo.

 

Dal punto di vista sociale, l'Alto Adige vede crescere anche il livello d'istruzione: il 31,2% dei residenti possiede un diploma, mentre il 16,6% ha conseguito una laurea o un titolo superiore.

 

Cambia però il modo di vivere: le 233.153 famiglie sono sempre più piccole, con una media di appena 2,3 componenti per nucleo, segno di una società che si frammenta e dove le grandi famiglie di un tempo sembrano appartenere ormai a un'altra epoca.

 

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