Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, ecco perché non si può “aprire tutto e subito”: senza misure oltre 430mila ricoveri in terapia intensiva. Ecco tutti gli scenari possibili

Per i ricercatori la riapertura delle scuole, ma anche dei settori del commercio e della ristorazione, potrebbe far ripartire i contagi, fino a “una nuova ondata epidemica”. Allo stesso tempo una riduzione del 20% dei contatti potrebbe essere sufficiente a contenere l’epidemia sotto la soglia critica. In merito alla fondatezza dello studio però la holding Carisma ha sollevato dei dubbi, affermando che ci sarebbe stato un errore di calcolo

Di Tiziano Grottolo - 29 aprile 2020 - 13:07

TRENTO. Il 4 maggio per l’Italia dovrebbe rappresentare una progressiva riapertura, con l’allentamento di alcune restrizioni, il Governo però ha fatto sapere che si procederà con cautela e di aver pronto un piano di emergenza qualora i contagi dovessero tornare a salire. Proprio in previsione dell’allentamento del cosiddetto lockdown, Inail e la trentina Fondazione Bruno Kessler, hanno elaborato uno studio per prevedere cosa accadrebbe di fronte a diversi scenari e prendendo in considerazione diverse forme di allentamento delle restrizioni. “Tali modelli – ha comunicato l’istituto superiore di sanità – sono funzionali a supportare l’individuazione di scenari possibili per le prossime settimane in Italia e sono stati fatti propri dal Comitato Tecnico Scientifico”.

 

Il modello elaborato ha preso in considerazione la struttura demografica italiana e l’eterogeneità dei contatti sociali a diverse età e nei diversi luoghi di aggregazione e del rischio di esposizione stimato per diverse categorie professionali. Le fasce d’età più esposte per quanto riguarda contatti con altre persone sono quelle dai 10 ai 14 anni e dai 15 ai 19, in questo il luogo dove si registra la maggior incidenza è la scuola. Per le fasce d’età comprese fra i 30 e i 54 anni (comunque fra le più esposte) il luogo dove avvengono più contatti è il posto di lavoro.

 

 

 

 

I ricercatori hanno valutato gli effetti di un’ipotetica apertura totale (ovvero senza nessuna restrizione), in questo scenario le ripercussioni sarebbero drammatiche: entro al fine dell’anno ci sarebbero oltre 430mila ricoveri in terapia intensiva con un picco (che si raggiungerebbe l’8 giugno) di 151mila posti letto di terapia intensiva occupati. Il tasso di riproduzione dell’epidemia raggiungerebbe il 2,25, ovvero ogni persona arriverebbe a contagiarne almeno altre due. Non andrebbe meglio prevedendo la sola chiusura delle scuole, in questo caso le persone che finirebbero in terapia intensiva entro la fine dell’anno sarebbero poco inferiori alle 400mila unità.

 

Valutando lo scenario verso il quale stiamo andando dopo il 4 maggio: ovvero scuole chiuse, telelavoro dove possibile e trasporti pubblici sotto utilizzati (ma con alcuni comparti operativi, come quello edile e manifatturiero) le terapie intensive rimarrebbero sotto controllo attestandosi poco sopra i 400 posti letto. Il tasso di riproduzione si attesterebbe allo 0,69, rimanendo sotto controllo. Per intenderci con tutto chiuso e le sole scuole aperte questo tasso raggiungerebbe l’1,33 (con tutto chiuso sarebbe dello 0,67).  

 

I risultati ottenuti incrociando i vari dati suggeriscono che la riapertura delle scuole aumenterebbe in modo significativo il rischio di ottenere una “nuova grande ondata epidemica”​ con conseguenza potenzialmente molto critiche sulla tenuta del sistema sanitario nazionale. Anzi, la sola riapertura delle scuole potrebbe portare allo sforamento del numero di posti letto in terapia intensiva attualmente disponibili a livello nazionale. Discorso simile per tutti gli scenari di riapertura in cui si prevede un aumento dei contatti in comunità, dove la trasmissibilità supererebbe la soglia epidemica, innescando quindi una nuova ondata epidemica. In particolare bisognerà mantenere alta l’attenzione per quanto riguarda la riapertura dei settori della ristorazione e del commercio, perché di pari passo aumenterebbero inevitabilmente i contatti fra le persone potendo anche innescare dei nuovi focolai dell’epidemia.

 

Al netto delle difficoltà ci sono comunque delle buone notizie: “Nella maggior parte degli scenari di riapertura dei soli settori professionali e in presenza di scuole chiuse – sottolineano i ricercatori – anche qualora la trasmissibilità superi la soglia epidemica, il numero atteso di terapie intensive al picco risulterebbe comunque inferiore all’attuale disponibilità di posti letto a livello nazionale”, ovvero circa 9000. Una speranza per procedere finalmente verso una progressiva riapertura. Lo studio conclude osservando che: “Una riduzione del 20% circa dei contatti rilevanti per la trasmissione epidemica potrebbe essere sufficiente a contenere il numero di riproduzione sotto la soglia critica”. Ciò significa che l’utilizzo di accorgimenti come mascherine, igiene delle mani e distanziamento sociale, uniti a una maggior consapevolezza dei rischi epidemici nella popolazione, potrebbero ridurre in modo sufficiente i rischi di trasmissione per la maggior parte degli scenari sin qui considerati.

 

In merito a questo studio però si sta creando un vivace dibattito, Carisma ad esempio, una holding di partecipazioni industriali dedicata allo sviluppo di piccole e medie aziende italiane, ha sollevato dei dubbi sui calcoli eseguiti, affermando che potrebbe esserci stato un errore. Secondo l'ipotesi avanzata da Carisma gli studiosi avrebbero sovrastimato per errore la popolazione italiana, lavorando su una cifra che si aggira su circa 260 milioni di abitanti, anziché soli 60 milioni. 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 17 aprile 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
18 aprile - 19:58
Trovati 85 positivi, 1 decesso nelle ultime 24 ore. Sono state registrate 130 guarigioni. Sono 1.367 i casi attivi sul territorio provinciale
Cronaca
18 aprile - 19:42
Da domani (19 aprile) in Trentino bar e ristoranti potranno effettuare il servizio ai tavoli all’aperto dalle 5 alle 18. Ecco tutte le nuove [...]
Cronaca
18 aprile - 19:27
E' enorme il cordoglio in Trentino, così come nel mondo del miele e della ristorazione. L'imprenditore è morto all'ospedale Santa Chiara di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato