Addio a Fulvio Costantinides, punto di riferimento della medicina legale triestina: fu il primo ad occuparsi sul caso Resinovich
Medico legale dal 1981, salì alla ribalta delle cronache nazionali nel 2022 a seguito dell'enigmatica morte di Liliana Resinovich, ma in città era molto noto per essere sempre stato in prima linea

TRIESTE. Si è spento nella notte tra il 15 e il 16 giugno Fulvio Costantinides, nome che divenne noto in tutta Italia per essere stato il primo medico legale del caso legato all'enigmatica morte di Lilliana Resinovich, la donna triestina rinvenuta senza vita il 5 gennaio 2022 in circostanze mai del tutto chiarite.
Un giudizio, il suo, che fin da subito propendette per il suicidio della donna, posizione mai ritrattata e che finì con lo spaccare in due l'opinione pubblica del Paese, che a lungo seguì una delle vicende di cronaca nera più discusse degli ultimi anni sul panorama nazionale.
Ma a ben guardare Costantinides è stato il punto di riferimento nelle perizie medico-legali relative alle morti violente per oltre quarant'anni, nonché una figura molto nota e ricordata dai cittadini triestini come un professionista sempre in prima linea, reperibile e disponibile a tutte le ore, sia sul campo sia nell'obitorio cittadino, dov'era impegnato nei rilievi volti a fugare sospetti di violenza, al servizio degli inquirenti.
Era nato nel 1953, e aveva conseguito la specializzazione in medicina legale nell'81, ma Costantinides proveniva da una facoltosa famiglia di origine greca, che negli anni si è distinta per una lunga serie di attività di mecenatismo culturale e animalista, inclinazioni manifestate con costanza soprattutto dalla madre, che portava il suo stesso nome, ma al femminile, Fulvia Costantinides, scomparsa nel 2020. E' a lei infatti che si deve, tra le varie opere, la ristrutturazione del museo Sartorio di Trieste.












