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Due rapine in rapida successione poi il folle inseguimento a oltre 150 chilometri orari: catturati due malviventi

Pistola puntata contro i dipendenti per farsi consegnare il denaro, poi la fuga a folle velocità nei territori del basso Garda. Infine lo schianto e la colluttazione con i carabinieri: arrestati nel bresciano due rapinatori. I militari: “Una batteria specializzata non due sprovveduti”

Pubblicato il - 20 giugno 2020 - 18:57

CAPRINO VERONESE (VR). Erano all’incirca le 8e30 quando due individui con il volto coperto e armati di pistola e taser, si sono introdotti all’interno dell’istituto bancario di Caprino Veronese. I due malviventi hanno approfittando di una porta utilizzata da alcuni operai incaricati di eseguire alcuni lavori di ristrutturazione all’interno dell’agenzia.

 

Appena messo piede all’interno della struttura hanno intimato agli impiegati di consegnare loro il denaro in cassa. Nonostante la minaccia della pistola puntata, i cassieri hanno replicato di non poter soddisfare la richiesta perché tutto il denaro era ancora custodito all’interno della cassaforte temporizzata. I due malviventi, dopo aver riunito in un unico locale tutti i dipendenti e reiterato le minacce puntando loro la pistola e azionando il taser, hanno desistito e si sono dati alla fuga.

 

Ad ogni modo il direttore della banca ha mantenuto il sangue freddo e uscendo dall’ingresso ha notato i due rapinatori salire a bordo di una Fiat 500 Lounge di colore bianco con targa tedesca che si metteva in marcia verso Affi. Una volta allertate le forze dell’ordine si sono messe subito all’inseguimento.

 

I carabinieri di Caprino Veronese, coordinati dalla centrale operativa, hanno effettuato una vasta battuta in zona alla ricerca dell’auto segnalata ed hanno avviato le prime indagini, raccogliendo le testimonianze dei presenti. I malviventi venivano descritti come persone di una certa età, intorno ai sessant’anni, italiani e di corporatura robusta, particolari confermati dalla visione delle immagini del circuito di videosorveglianza dell’istituto bancario. Sulla base di questi primi elementi, i carabinieri hanno capito di trovarsi di fronte a una batteria specializzata di rapinatori e non a due sprovveduti. A quel punto è partita una caccia all’uomo su larga scala coinvolgendo anche le stazioni delle province limitrofe.

 

Nel frattempo i militari sono stati raggiunti da una nuova segnalazione: poco dopo mezzogiorno era stata commessa un’altra rapina ai danni dell’ufficio postale di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova, l’auto segnalata in zona era la stessa utilizzata per il colpo all’istituto bancario di Caprino Veronese. Così, quando alle 14.02 il sistema di videosorveglianza del comune di Peschiera del Garda ha rilevato la targa in questione alla rotonda Broglie con direzione Brescia, i militari si sono gettati sulla direttrice che porta in Lombardia, ritenendo che gli autori stessero facendo rientro nelle loro zone d’origine.

 

Intuita la via di fuga, i militari di Caprino si sono messi alle calcagna del veicolo allertando nuovamente le unità in zona. I malviventi sono stati intercettati nel comune di Castrezzato, nonostante l’alt dei militari i due hanno proseguito dando vita ad uno spericolato inseguimento con punte di oltre 150 chilometri orari, fra strade provinciali e comunali, alcune sterrate, e attraverso diversi comuni fino a Coccaglio, dove i malviventi hanno tamponato anche un veicolo. La corsa dei rapinatori è terminata contro un marciapiede nella piazza principale di Coccaglio dove sono stati raggiunti e hanno intrapreso una colluttazione con i militari.

 

Alla fine i carabinieri hanno avuto la meglio e hanno arrestato i due rapinatori. All’interno dell’auto incidentata sono state rinvenute: una pistola con matricola abrasa e la predisposizione per il silenziatore, con il colpo in canna, un’altra pistola giocattolo, il taser oltre ai cappelli ed alle mascherine utilizzate per il travestimento. Recuperati anche i 2600 frutto della rapina all’ufficio postale di Castiglione delle Stiviere. I due malviventi sono stati identificati in due pregiudicati sessantenni della bergamasca con precedenti penali e di polizia specifici. La perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire altro materiale ritenuto utile alle indagini, perché i due sono sospettati di aver commesso numerose rapine fra le province di Monza Brianza, Bergamo e Brescia.

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