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Il Consiglio comunale di Trento vota a favore della legge nazionale contro l’omofobia. Casonato: “La libertà d’espressione non può mai sfociare nell’istigazione all’odio”

Il Consiglio comunale di Trento vota a sostegno del ddl Zan che combatte omotransfobia, misoginia e abilismo. Casonato (Futura): “Se non diamo un nome a un fenomeno, in questo caso un reato, questo fenomeno non esiste: renderlo palese invece ci potrà aiutare non solo ad avere una visione più completa di quello che accade in Italia, ma anche a tutelare e far sentire protette tante persone”

Di Tiziano Grottolo - 05 novembre 2020 - 11:49

TRENTO. Il ddl contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo ha compiuto un importante passo in avanti dopo che la Camera dei Deputati ha dato un primo via libera con una larga maggioranza, nonostante la contrarietà della destra, dalla Lega a Fratelli d’Italia, passando per il partito di Silvio Berlusconi.

 

Nel frattempo, anche il Consiglio comunale di Trento ha voluto lanciare un segnale importante, proprio ieri infatti, a poche ore di distanza dal voto della Camera anche i consiglieri del capoluogo hanno voluto esprimere il proprio sostegno al ddl Zan. La mozione, presentata dagli esponenti di Futura Trentino Corrado Bungaro e Giulia Casonato, impegna il Comune a riconoscere l’urgenza di porre in essere azioni a contrasto dell’omotransfobia

 

“Sono molto felice che la mozione sia stata approvata – afferma Casonato – perché si trattava anche di far capire qual è la posizione del Consiglio rispetto a questi temi e chiarire che per Trento la libertà d’espressione non può mai sfociare nell’istigazione all’odio o alla violenza. Se non diamo un nome a un fenomeno, in questo caso un reato, questo fenomeno non esiste: renderlo palese invece ci potrà aiutare non solo ad avere una visione più completa di quello che accade in Italia, ma anche a tutelare e far sentire protette tante persone”.

 


 

Soddisfatto anche Lorenzo De Preto presidente di Arcigay del Trentino che commenta: “L’approvazione della mozione si inserisce in piena continuità con l’impegno assunto dal Comune già in fase di adesione alla Rete Ready nei confronti della comunità Lgbt locale. Trento vuole rappresentare un luogo sicuro per tutti, una città in cui la diversità sia motivo di orgoglio e valorizzazione e non più di vergogna, nascondimento o esclusione”.

 

A questo punto l’associazione si auspica che anche altre amministrazioni trentine seguano l’esempio del capoluogo, proprio a partire da quei Comuni che già hanno aderito (o che si sono impegnati a farlo durante la recente campagna elettorale) alla Rete Ready. Nelle prossime settimane il disegno di legge che punisce discriminazioni e violenze che coinvolgono genere, orientamento sessuale, identità di genere e abilismo dovrà superare l’ostacolo del Senato, dove il Governo non può contare su numeri altrettanto sicuri.

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