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| 04 nov 2020 | 19:43

Primo via libera alla legge contro l’omofobia, Cirinnà: “L’obiettivo è rendere questo Paese un po’ più civile e inclusivo”

La Camera ha approvato la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, il primo firmatario: “Un passo avanti contro le discriminazioni, l’odio e le violenze”. La senatrice Cirinnà: “Siamo a metà di un cammino che stiamo percorrendo con tenacia e coraggio, con l’obiettivo di rendere questo paese un po’ più civile e inclusivo”

di Tiziano Grottolo

ROMA. La legge contro l’omofobia ha superato il primo esame alla Camera dei deputati con 265 voti a favore (la maggioranza era fissata a 230) e 193 contrari. Ora il ddl Zan (dal nome del deputato Pd che lo ha presentato) dovrà superare la prova del Senato dove la maggioranza ha numeri più risicati. Più precisamente il ddl punisce discriminazioni e violenze che coinvolgono genere, orientamento sessuale, identità di genere e abilismo (le discriminazioni verso le persone con disabilità). In sostanza il ddl mira a estendere gli effetti della legge Mancino (la stessa che punisce i crimini d’odio) ai reati di omotransfobia, misoginia e abilismo.

 

È un grande passo avanti contro le discriminazioni, l’odio e le violenze – ha commentato Alessandro Zan – con lo stesso impegno e la stessa tenacia inizieremo il percorso al Senato”. Alla parole del deputato hanno fatto eco quelle della collega di partito Monica Cirinnà: “Siamo a metà di un cammino che stiamo percorrendo con tenacia e coraggio, con l’obiettivo di rendere questo Paese un po’ più civile e inclusivo”.

 

Secondo la senatrice si tratta di in testo “solido”, frutto di un lavoro partecipato e molto curato che è stato sviluppato replicando il modello della “bicameralina”, coinvolgendo quindi deputati e senatori, già sperimentato con successo in occasione dell’approvazione della legge sulle unioni civili.

 

“Proprio per questo – ha chiosato Cirinnà – ci sono tutte le condizioni per una rapida approvazione del testo anche in Senato. Come senatrice, e come responsabile Diritti del Partito Democratico chiedo che si proceda appena possibile alla calendarizzazione in Commissione”. Quest’ultima una strategia per cercare di arrivare a un’approvazione veloce evitando rallentamenti e strumentalizzazioni. “Nessuna esitazione ci è consentita – ha concluso la senatrice – non c’è più tempo da aspettare per far fare al nostro Paese un ulteriore passo avanti verso libertà, eguaglianza e inclusione, nel segno della prevenzione e del contrasto della discriminazione e della violenza”.

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