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In Abruzzo è un disastro naturale: devastati 800 ettari di bosco. Dal Veneto partono 20 unità operative dei vigili del fuoco

Le fiamme stanno divorando alberi e animali da fine luglio. L'Aquila ha dichiarato lo stato di emergenza e i roghi stanno minacciando cominciano a minacciare anche la città. In azione 4 Canadair e 3 elicotteri (I VIDEO)

Pubblicato il - 04 agosto 2020 - 19:57

VERONA. Sono al momento in fiamme 800 ettari di bosco e la città ha dichiarato lo stato di emergenza con l'incendio che si avvicina pericolosamente al quartiere di Pettino. Il fronte è lungo più di 4 chilometri ed è composto da tanti focolai isolati che non consentono un intervento omogeneo da parte dei vigili del fuoco. E così, questa mattina, sono partite anche 20 unità operative dei pompieri dal Veneto per raggiungere l’Aquila, a supporto delle squadre antincendio locali, impegnate a gestire i gravi incendi boschivi che da giorni stanno devastando le colline ad ovest della città

 

 

I vigili del fuoco sono partiti dai comandi di Venezia, Rovigo, Padova, Vicenza, Verona e Treviso con otto automezzi si sono diretti in provincia dell'Aquila in giornata. In particolare la squadra antincendio boschivo di Verona, composta da 4 automezzi e 5 unità, completando la colonna mobile regionale del Veneto. Gli incendi boschivi che stanno interessando il capoluogo abruzzese dal 30 luglio sono iniziati dal bosco di Arischia, hanno poi coinvolto quello vicino a Cansatessa, sul monte a ovest della città e ora minacciano il quartiere Pettino, area densamente abitata.

 

A causa delle forti correnti d’aria, i pompieri non sono ancora riusciti a domare le fiamme che, spinte dal vento, si stanno avvicinando molto rapidamente alla città. Si teme che le fiamme raggiungano la zona di Madonna Fore e San Giuliano, già devastate dal rogo del 2007.  Sul posto stanno operando un centinaio di pompieri con 25 mezzi, 50 volontari della protezione civile, 50 militari con 10 mezzi, 4 Canadair e 3 elicotteri. La strategia è quella di isolare i singoli focolai con delle linee tagliafuoco, in orizzontale a valle e in verticale dalla sommità della montagna.

 

 

La causa dell’incendio è ancora da accertarsi benché siano stati trovati inneschi che fanno pensare ad un’origine dolosa. Questo disastro ambientale rischia di essere fatale per molti animali sia domestici che selvatici. La sezione locale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha offerto il proprio aiuto a cittadini in difficoltà e alla protezione civile per l’assistenza agli animali in fuga dalle fiamme.

 

Parlare di 800 ettari bruciati potrebbe non rendere l’idea della vastità del disastro. Si tratta di ben 8 milioni di metri quadri, una superficie impressionante - ha commentato Piera Rosati, presidente nazionale di Lndc -. Il mio pensiero va a tutti gli alberi e le piante distrutte ma soprattutto a tutti gli animali selvatici che, attanagliati dal terrore, nella migliore delle ipotesi sono riusciti a fuggire rimanendo senza casa ma tantissimi altri saranno purtroppo morti nel tentativo di scappare da quell’inferno”.

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