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Virus Cina, ci sono 9 morti. Preoccupano i viaggiatori per il Capodanno cinese. Apss: ''Anche all'aeroporto di Verona ci sarà il cordone sanitario. Ecco come comportarsi"

Antonio Ferro del dipartimento prevenzione dell'Apss spiega: "In Trentino rischi pari quasi a zero, i consigli che possiamo dare per chi si porta nelle zone infette sono quelli di fare la vaccinazione antifluenzale almeno due settimane prima per evitare la diagnosi differenziale, usare nelle zone a rischio le mascherine e lavarsi frequentemente le mani” 

Di Giuseppe Fin - 22 gennaio 2020 - 12:36

TRENTO. Continua ad allargarsi l'allarme per il virus di Wuhan che fino ad oggi ha portato a 9 i morti con centinaia di casi, uno anche negli Usa. Se da un lato si consiglia di evitare i viaggi nella città di Wuhan, dove sono stati riscontrati i primi casi di questo virus, dall'altro a preoccupare ora, anche sul nostro territorio, è l'avvicinarsi del capodanno cinese. Questo potrebbe portare, infatti, all'arrivo di numerose persone per i festeggiamenti anche provenienti da quelle zone con contagio elevato.

 

Stiamo parlando di un coronavirus che può causare vari sintomi tra i quali tosse secca, difficoltà di respirazione, male alle ossa e febbre. Il nome dato è 2019-n-CoV ed è simile a quello della Sars che agli inizia degli anni Duemila ha causato quasi 800 morti ma anche della Mers che negli scorsi anni ha causa un migliaio di morti.

 

 

Per quanto riguarda i rischi reali per il Trentino, spiega Antonio Ferro, responsabile del Dipartimento Prevenzione dell'Apss “sono pari quasi a zero”. Nei vari aeroporti stanno per essere messi in atto dei cordoni sanitari. “Questo sta avvenendo anche a Verona – spiega Ferro – e il problema che più preoccupa è quello che dal 24 di gennaio partono le festività del Capodanno cinese e sono previsti grandi numeri di persone che viaggiano. Questo potrebbe portare all'arrivo di soggetti da zone infette”.

 

Proprio oggi il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha convocato il Comitato di emergenza a Ginevra per accertare se il focolaio di casi "rappresenti un'emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla".

 

Sulla tipologia del virus, ha spiegato il medico trentino Ferro “fa parte di una famiglia che ha la caratteristica di facile mutazione e da questo deriva anche la loro aggressività. Il ceppo che è stato isolato per primo non era precedentemente mai stato riscontrato”.

 

Tra i problemi segnalati anche il fatto che se il contagio avvenisse solo da un contatto con gli animali si potrebbero limitare i casi ma le ultime evidenze hanno aumentato l'allarme. “E' stata confermata – ha spiegato il responsabile del Dipartimento prevenzione dell'Apss di Trento – che vi è la trasmissione tra esseri umani. Questo è estremamente preoccupante perché aumenta la possibilità di contagio soprattutto nel sud est asiatico dove è presente una situazione di affollamento alta”.

 

Le zone infettate sono ovviamente da evitare ma i consigli per chi decide di mettersi in viaggio sono quelli di “fare la vaccinazione antifluenzali almeno due settimane prima per evitare la diagnosi differenziale, usare nelle zone a rischio le mascherine e lavarsi frequentemente le mani” conclude Ferro.

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