Aveva falsificato anche un testamento, rintracciato dopo 15 anni finisce in carcere a Trento per bancarotta fraudolenta
Fra le altre cose il 67enne arrestato dai carabinieri aveva alterato un assegno bancario in origine da 756 euro, ma modificato in 4.756 euro. Ora dovrà scontare 4 anni e 2 mesi di reclusione presso il carcere di Trento

VERONA. Erano ormai 15 anni che di lui si erano perse le tracce anche se avrebbe dovuto scontare una condanna di 4 anni e 2 mesi perché ritenuto colpevole di bancarotta fraudolenta in concorso. Eppure un uomo di originario di Napoli, classe 1954, è finito tra le braccia della giustizia dopo essere incappato in un controllo dei carabinieri.
Il fermo è avvenuto lo scorso 18 maggio quando i militari della stazione di San Massimo a Verona lo hanno fermato per un controllo documenti. I carabinieri si sono subito resi conto che sull’uomo pendeva un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Verona.
Secondo le accuse, infatti, l’uomo nel 2005 si era reso responsabile dei reati di falsità in scrittura privata, falsità in testamento olografo o titoli di credito. L’anno successivo invece, nel 2006, nel mirino era finita un’azienda per cui lavorava, dichiarata fallita ma i cui amministratori sono stati condannati, insieme al classe 1954, per bancarotta fraudolenta in concorso.
L’uomo aveva pensato di alterare un assegno bancario (in origine di 756 euro, da lui modificato in 4.756 euro) e farlo mettere all’incasso da una società elettrotecnica di Verona. Dopo oltre 15 anni la giustizia non ha dimenticato il debito che il 67enne doveva ancora saldare e così per questa serie di reati dovrà scontare 4 anni e 2 mesi di reclusione nel carcere di Trento.














