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''Avevo solo 6 mesi quando fui colpito dalla polio''. Loris, 19 interventi chirurgici, la paralisi degli arti inferiori e il suo invito a vaccinarsi contro il Covid

Loris ha subito nella sua vita ben 19 interventi chirurgici ma è ancora costretto su una sedia a rotelle. Oggi, 24 ottobre, si ricorda la giornata della poliomielite e l'importanza dei vaccini. Loris invita tutti a farlo contro il Covid e per essere protagonisti in questa battaglia. E proprio la polio permette di ricordare a quei no-vax che oggi manifestano parlando di dittatura sanitaria cosa fece una dittatura vera durante una pandemia

Di Luca Pianesi - 24 ottobre 2021 - 16:49

BELLUNO. ''Avevo solo 6 mesi quando fui colpito dal virus della poliomielite'', comincia così il racconto di Loris Paoletti che da quel momento vivrà con una paralisi di entrambi gli arti inferiori. Era il 1956 e lui come tanti altri bambini che venivano colpiti dalla polio, finì per passare più tempo negli ospedali e nei centri come l'Istituto Ortopedico Elioterapico di Selva di Cadore, costruito nel 1952 a Santa Fosca che a casa con la famiglia o a giocare con gli amici. Strutture dove i bambini crescevano, venivano sottoposti a cure e interventi chirurgici continui e frequentavano anche le scuole che si trovavano all'interno.

 

Loris ha subito nella sua vita ben 19 interventi chirurgici ma è ancora costretto su una sedia a rotelle. Oggi, 24 ottobre, si ricorda la giornata della poliomielite, una malattia praticamente eradicata ma che fino a pochi decenni fa terrorizzava il Pianeta: nel 1988, quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità è entrata a far parte dell'Iniziativa globale per la Polio Eradication, la malattia paralizzava dieci bambini ogni 15 minuti, in quasi tutti i paesi del mondo. Ogni caso, però, sarebbe stato evitabile grazie alla vaccinazione.

 

Vaccinazione che per esempio in Italia è diventata obbligatoria dal 1966 e così l’ultimo caso endemico di poliomielite si è verificato nel 1982. Nel 2002, l’Italia e tutta la Regione OMS Europa è stata definita una Regione polio-free. Il parallelismo con quanto sta accadendo oggi con il Covid, ovviamente, è immediato ed è così che Loris, per l'Ulss1Dolomiti, non può non rivolgere un appello a tutta la comunità a correre a vaccinarsi, per sé stessi e per tutti gli altri. Il paradosso, infatti, è che c'è una parte di popolazione, fortunatamente molto minoritaria, che protesta e si oppone a ricevere un vaccino mentre si sta ancora affrontando una pandemia devastante che solo in Italia ha causato 132mila decessi e nel mondo quasi 5 milioni.

 

Chi protesta, evidentemente, oltre ad essere sganciato dalla realtà in cui vive, fatica a ricostruire quanto accadde solo pochi anni fa con altre malattie. Oggi i no-vax, infatti, scendono in piazza contro quella che definiscono ''dittatura sanitaria'', definiscono il Governo italiano ''nazista'' paragonandosi a una qualche forma di Resistenza (ovviamente provocando sdegno e disapprovazione in quelli che quell'importante passato lo ha vissuto sulla sua pelle) o, anche peggio, a chi è stato vittima delle deportazioni e dei lager nazifascisti. Non si rendono conto di avere proprio i neofascisti che manifestano al loro fianco e che le dittature, quelle vere, quando ci sono le pandemie, fanno l'opposto di quel che sta succedendo ora in Italia e nei Paesi occidentali: nascondono i dati, minimizzano. Probabilmente userebbero proprio le loro argomentazioni per convincere il resto della popolazione che non sta succedendo niente, che è tutto finto

 

E proprio il caso della polio può rinfrescare la memoria di tutti al riguardo: in Spagna il dittatore Francisco Franco fece esattamente questo sul finire degli anni '50. Snobbò la pandemia, finse che non c'era niente, che il suo Paese era sano e forte e che lui era una guida sicura e così, mentre il resto del mondo occidentale si vaccinava, si stima che tra il 1950 e il 1964 il virus abbia colpito più di 300.000 persone in Spagna e che quasi 2.000 bambini siano morti. Fu solo nel 1964 che un vaccino fu introdotto a Madrid, un decennio dopo gli Stati Uniti (QUI APPROFONDIMENTO). Non è un caso, ritengono gli osservatori, se oggi la Spagna è uno dei Paesi in Europa con il maggior numero di cittadini vaccinati contro il Covid: chi ha vissuto una pandemia con una dittatura a governarlo sa, sulla sua pelle, cosa accade e quel trauma sta facendo riaffermare a tutti la propria libertà di essere. Libertà che dà il vaccino, libertà che toglie la paura

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